{"id":11104,"date":"2019-03-15T07:30:30","date_gmt":"2019-03-15T06:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=11104"},"modified":"2021-04-14T14:11:42","modified_gmt":"2021-04-14T12:11:42","slug":"login-social-network","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/login-social-network\/","title":{"rendered":"Login social network: perch\u00e9 evitarlo"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>login social network<\/strong>, semplice azione che milioni di persone compiono ogni giorno, \u00e8 da evitare se si ha intenzione di proteggere la propria privacy. A inquadrarne la pericolosit\u00e0 ci ha pensato un data breach che, nel settembre 2018, ha coinvolto il social network Facebook.<\/p>\n<p>Alla fine del suddetto mese, i vertici del social di Menlo Park hanno infatti dichiarato la scoperta di una falla che avrebbe permesso ad alcuni hacker di accedere a <strong>informazioni personali<\/strong> dei titolari di 50 milioni di account. A titolo precauzionale e con il fine di proteggere i dati, Facebook ha scollegato 90 milioni di profili.<\/p>\n<p>Come rivelato dai tecnici del social, i cyber criminali avrebbero avuto accesso non solo a <strong>informazioni condivise tramite Facebook<\/strong>, ma anche a dati messi a disposizione tramite l&#8217;utilizzo di altre app. Il login con il proprio profilo Facebook rappresenta infatti una delle pi\u00f9 diffuse modalit\u00e0 di registrazione a siti e applicazioni terze.<\/p>\n<p><strong>I pericoli del login sui social<\/strong><\/p>\n<p>Secondo una ricerca effettuata da un team della Princeton University, il login social network e l&#8217;<strong>autorizzazione di accesso al profilo Facebook da parte di un sito o di una applicazione <\/strong>sono azioni pericolose in quanto, in permettono ai tracker di terze parti di &#8220;mettere le mani&#8221; sui propri dati.<\/p>\n<p>Tra queste informazioni \u00e8 possibile ricordare la<strong> data di nascita<\/strong> (uno dei primi dati che vengono inseriti su Facebook al momento della procedura di iscrizione), ma anche dettagli sulla rubrica dei contatti. Sulla base dei numeri della ricerca di Princeton, questo sistema di monitoraggio \u00e8 diffusissimo e utilizzato dai 400\/500 siti pi\u00f9 visitati sul web.<\/p>\n<p><strong>Come funzionano i tracker<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>sistemi di tracking<\/strong> che, a fronte del login social network, recuperano informazioni personali degli utenti, agiscono creando un ID univoco per ogni utente che si iscrive a un sito o a una applicazione. Sfruttando le API di Facebook, sono poi in grado di creare un collegamento tra il suddetto ID e il profilo social delle singole persone.<\/p>\n<p>In tal modo, viene costruito un sistema che consente ai gestori del sito di <strong>ricavare informazioni personali sugli utenti <\/strong>(che si trovano profilati a loro insaputa), collegando queste ultime ai dati commerciali relativi alla navigazione su internet.<\/p>\n<p>I ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Princeton sono riusciti a identificare sette diversi script in grado di estrapolare informazioni dalle<strong> API di Facebook<\/strong> del login social network. Sei di questi sono stati associati ad altrettante societ\u00e0, una delle quali si \u00e8 difesa affermando di non utilizzare pi\u00f9 sistemi di tracciamento proprio per via dei problemi di privacy. Queste aziende mettono a punto software di tracking che i siti web possono utilizzare, previo pagamento, per ricavare informazioni sui loro utenti.<\/p>\n<p>Se si ha intenzione di proteggere la propria privacy e di evitare di essere profilati con questi metodi, \u00e8 bene non solo evitare di <strong>registrarsi tramite login su Facebook a siti e app<\/strong>, ma anche diffidare delle applicazioni e dei giochi che, proprio dalla home di Facebook, invitano a rispondere ad alcune domande per scoprire il proprio animale totem, ma anche quanti figli si avranno o a quale stella del cinema si assomiglia.<\/p>\n<p>Sono ovviamente giochi che molti utenti iniziano e finiscono a cuor leggero effettuando il login social network e senza rendersi conto che si tratta quasi sempre di strumenti utilizzati dagli hacker per raccogliere <strong>dati da rivendere poi sul Dark Web.<\/strong><\/p>\n<p>Durante le indagini per lo <strong>scandalo Cambridge Analytica<\/strong>, sono stati infatti scoperti quasi 90 milioni di informazioni condivise volontariamente dagli utenti Facebook e vendute da cyber criminali sui forum del Deep Web.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-11104\" data-postid=\"11104\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11104 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il login social network, semplice azione che milioni di persone compiono ogni giorno, \u00e8 da evitare se si ha intenzione di proteggere la propria privacy. 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