{"id":11437,"date":"2019-04-26T07:30:04","date_gmt":"2019-04-26T05:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=11437"},"modified":"2021-04-13T18:55:59","modified_gmt":"2021-04-13T16:55:59","slug":"fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/fake-news\/","title":{"rendered":"Fake news: come difendersi e contrastarle"},"content":{"rendered":"<p>Le cosiddette <strong>fake news<\/strong>, dette anche bufale, sono notizie false che, fino a qualche anno fa, venivano condivise in totale buona fede da persone senza strumenti culturali sufficienti, che si trovavano ad avere a disposizione un mezzo di comunicazione estremamente efficace quale \u00e8 internet.<\/p>\n<p>Lo scenario attuale le vede invece al centro di un vero e proprio business. Tra i casi pi\u00f9 eclatanti rientra quello delle notevoli somme incassate grazie a inserzioni su motori di ricerca e Social Network da parte dei titolari di <strong>siti dal nome simile a quello di note testate giornalistiche <\/strong>(p.e. Il Fatto Quotidaino e Il Giomale). I loro contenuti fake non hanno ingannato solo utenti inesperti (e ignari del ritorno economico che ogni condivisione ha avuto per i creatori dei portali), ma anche politici e giornalisti.<\/p>\n<p>In questo scenario hanno delle colpe innegabili i <strong>social<\/strong> in particolare. Quando incorpora una fonte esterna, essi rimuovono infatti qualsiasi segno grafico distintivo, rendendola uguale a tutte le altre. In questo modo, i lettori sono molto pi\u00f9 propensi a cadere negli equivoci.<\/p>\n<p>Per contrastare il problema, \u00e8 innanzitutto necessario diffondere una consapevolezza specifica e far capire che la fake news non \u00e8 una semplice bufala, ma il tassello di un <strong>piano di disinformazione studiato per portare profitti a determinati inserzionisti<\/strong> e, in alcuni casi, per spostare opinioni e scelte commerciali. Alcuni suggeriscono addirittura di non utilizzare pi\u00f9 il termine &#8220;bufala&#8221;, considerato fuorviante e in grado di sminuire la portata del fenomeno.<\/p>\n<p><strong>Come combattere le notizie false<\/strong><\/p>\n<p>Per combattere le fake news bisogna prima di tutto controllare la fonte. Se si hanno dei dubbi in merito alla registrazione di un sito tra le testate nazionali, basta dare un&#8217;occhiata in calce alla home page. Qui, se il portale \u00e8 una testata giornalistica regolamentata, sono presenti informazioni come la <strong>data di registrazione al tribunale<\/strong>, la Partita IVA e il nome del direttore responsabile. Importante \u00e8 ovviamente leggere la notizia e diffidare in caso di presenza di generalizzazioni od omissioni (p.e. mancanza di riferimenti bibliografici associati a uno studio clinico).<\/p>\n<p>Un aiuto importante contro le bufale su internet arriva dai browser, che spesso mettono a disposizione un&#8217;estensione utile per <strong>ricercare la data effettiva della pubblicazione di una foto<\/strong> indagando in maniera incrociata le informazioni dei motori di ricerca. Se si scopre che l&#8217;immagine \u00e8 stata pubblicata online in una data precedente a quella dell&#8217;evento descritto nella notizia, \u00e8 molto probabile che si abbia a che fare con una bufala.<\/p>\n<p>I professionisti che le smascherano, tecnicamente conosciuti come <strong>debunker<\/strong>, suggeriscono anche di controllare le fonti della notizia quando vengono indicate. Se sono presenti link, \u00e8 quindi opportuno cliccarci su e vedere dove portano. Molto spesso, infatti, la fonte dell&#8217;articolo \u00e8 un sito di natura satirica. In altri casi, invece, \u00e8 una testata autorevole i cui contenuti sono stati modificati per stravolgerne il significato.<\/p>\n<p>Un altro trucco utile consiste nel <strong>verificare le dichiarazioni virgolettate<\/strong> che appaiono particolarmente esagerate. In questo caso, \u00e8 sufficiente copincollarle sui motori di ricerca, cos\u00ec da controllare se sono state riportate da altre fonti autorevoli. Ci si pu\u00f2 cos\u00ec accorgere che si tratta di fake news gi\u00e0 smascherate da siti dedicati in maniera specifica al debunking delle bufale.<\/p>\n<p>Lo stesso approccio andrebbe adottato con i contenuti visuali. Grazie all&#8217;aiuto di alcuni lettori, \u00e8 stato possibile in diversi casi classificare come fake news diversi articoli e scoprire che le foto pubblicate dai giornali appartenevano a individui completamente estranei alla notizia riportata.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-11437\" data-postid=\"11437\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11437 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cosiddette fake news, dette anche bufale, sono notizie false che, fino a qualche anno fa, venivano condivise in totale buona fede da persone senza strumenti culturali sufficienti, che si trovavano ad avere a disposizione un mezzo di comunicazione estremamente efficace quale \u00e8 internet.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":11440,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Le cosiddette fake news, dette anche bufale, sono notizie false che, fino a qualche anno fa, venivano condivise in totale buona fede da persone senza strumenti culturali sufficienti, che si trovavano ad avere a disposizione un mezzo di comunicazione estremamente efficace quale \u00e8 internet.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-11437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}