{"id":11648,"date":"2019-05-22T07:30:33","date_gmt":"2019-05-22T05:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=11648"},"modified":"2021-04-19T07:15:46","modified_gmt":"2021-04-19T05:15:46","slug":"realta-virtuale-vs-aumentata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/realta-virtuale-vs-aumentata\/","title":{"rendered":"Virtuale vs Aumentata: come cambia la realt\u00e0 a seconda delle tecnologie"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>dicotomia AR vs VR <\/strong>\u00e8 ormai frequente quando si parla di tecnologia. Per capire bene la situazione \u00e8 innanzitutto necessario comprendere che Realt\u00e0 Virtuale e Realt\u00e0 Aumentata non sono sinonimi. Nel primo caso, abbiamo a che fare con il ricorso a tecnologie informatiche aventi lo scopo di creare un ambiente simulato.<\/p>\n<p>Questo approccio si differenzia dalle interfacce tradizionali in quanto il singolo utente viene posto al centro di un&#8217;esperienza. La prospettiva della singola persona con uno schermo di fronte a s\u00e9 \u00e8 totalmente cambiata, dal momento che, grazie alla <strong>Realt\u00e0 Virtuale<\/strong>, \u00e8 possibile interagire con mondi virtuali in 3D contraddistinti dalla simulazione di tutti i sensi.<\/p>\n<p>Per semplificare molto le caratteristiche di questa tecnologia, ricordiamo che si tratta di particolari video che, a fronte della messa in campo di parametri estremamente sofisticati, sono in grado di restituire una visione ricostruita di ambienti reali e di offrire una <strong>esperienza immersiva.<\/strong><\/p>\n<p>Cosa \u00e8 invece la <strong>Realt\u00e0 Aumentata<\/strong>? In questo caso si parla dell&#8217;utilizzo, da parte dei computer, di sensori e algoritmi in grado di riprodurre oggetti in grafica 3D e di orientarli come apparirebbero dal punto di vista di una telecamera. In tal modo, le immagini generate virtualmente si sovrappongono a quelle presenti nel mondo reale.<\/p>\n<p>Tutto deve partire da un <strong>dispositivo dotato di videocamer<\/strong>a &#8211; pu\u00f2 trattarsi di uno smartphone, di un tablet ma anche dei famosissimi smart glass &#8211; sul quale viene caricato un software specifico. Ogni volta che la persona che utilizza il dispositivo punta un particolare oggetto, questo viene riconosciuto dal software e presentato all&#8217;utente come qualcosa di perfettamente inserito nella realt\u00e0 circostante.<\/p>\n<p>La Realt\u00e0 Aumentata \u00e8 quindi in grado, a partire da una enorme mole di dati, di permettere la creazione di immagini e animazioni. Le applicazioni legate al mondo AR vengono spesso utilizzate assieme ai <strong>dati IoT<\/strong> da numerose realt\u00e0 aziendali, che riescono cos\u00ec a ridefinire tutta la filiera di produzione e di gestione delle merci.<\/p>\n<p>Da queste informazioni risulta chiara la differenza tra i due approcci: nel caso della Realt\u00e0 Aumentata, ci si trova davanti al mondo reale arricchito con <strong>animazioni e grafiche di derivazione virtuale<\/strong>. La Realt\u00e0 Virtuale si contraddistingue invece per esperienze fruibili in contesti totalmente virtuali.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi<\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla di AR vs VR, \u00e8 necessario chiamare in causa diversi vantaggi, che riguardano innanzitutto il modo in cui processiamo le informazioni. Diversi articoli scientifici hanno portato alla luce come, nella maggior parte dei casi, le informazioni fruite dall&#8217;essere umano passino attraverso il <strong>senso della vista.<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, la capacit\u00e0 di assorbire contenuti \u00e8 fortemente limitata dalla capacit\u00e0 mentale del singolo individuo, sulla quale grava il cosiddetto<strong> carico cognitivo<\/strong>. A causa di esso, ogni compito che portiamo avanti porta a una riduzione delle risorse disponibili per gestire altre attivit\u00e0. Un esempio tipico \u00e8 la lettura delle istruzioni su un computer e la loro successiva esecuzione. Questo quadro richiede un carico cognitivo maggiore rispetto a quello con cui si avrebbe a che fare se, invece, ci si limitasse ad ascoltarle.<\/p>\n<p>La forza del carico cognitivo dipende molto dalla differenza tra la forma con cui le informazioni vengono presentate agli utenti e il modo in cui questi ultimi applicano le istruzioni ricevute. Tutto questo viene annullato nei contesti caratterizzati da una <strong>percezione totalmente visiva<\/strong>. In tali frangenti, infatti, si recepiscono nel medesimo tempo tantissime informazioni.<\/p>\n<p>Per tale motivo, un&#8217;immagine che sovrappone delle informazioni al mondo fisico esistente \u00e8 in grado di ridurre notevolmente il carico cognitivo. Ecco spiegato perch\u00e9, quando si cita il binomio AR vs VR, soprattutto la <strong>Realt\u00e0 Aumentata<\/strong> \u00e8 considerata dalle aziende particolarmente efficace per veicolare agli utenti contenuti di varia natura.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-11648\" data-postid=\"11648\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11648 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dicotomia AR vs VR \u00e8 ormai frequente quando si parla di tecnologia. Per capire bene la situazione \u00e8 innanzitutto necessario comprendere che Realt\u00e0 Virtuale e Realt\u00e0 Aumentata non sono sinonimi. <\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":11651,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"La dicotomia AR vs VR \u00e8 ormai frequente quando si parla di tecnologia. Per capire bene la situazione \u00e8 innanzitutto necessario comprendere che Realt\u00e0 Virtuale e Realt\u00e0 Aumentata non sono sinonimi.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-11648","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11648"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11648\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}