{"id":11688,"date":"2019-05-29T07:30:26","date_gmt":"2019-05-29T05:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=11688"},"modified":"2021-04-14T12:53:09","modified_gmt":"2021-04-14T10:53:09","slug":"microchip-neurale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/microchip-neurale\/","title":{"rendered":"Microchip neurale: futuro o fantascienza?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di un <strong>microchip al cervello<\/strong> potrebbe presto diventare realt\u00e0. In un contesto che ci vede sempre pi\u00f9 vicini all&#8217;arrivo delle auto a guida autonoma nella quotidianit\u00e0, sono diversi i progetti che si propongono di creare un microchip da impiantare nella corteccia cerebrale.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato da un autorevole quotidiano economico, sarebbe in stadio embrionale una societ\u00e0 che incentrerebbe la sua attivit\u00e0 sulla creazione di <strong>piccoli elettrodi da impiantare nel cervello. <\/strong>Si tratterebbe di una tecnologia con scopi eminentemente terapeutici. La societ\u00e0 che la sta sviluppando si propone anche di potenziare le funzionalit\u00e0 del cervello umano in modo da evitare che possa essere soppiantato in un futuro prossimo dalle Intelligenze Artificiali.<\/p>\n<p><strong>I microchip nei programmi di health care in ambito militare<\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla di microchip al cervello e di <strong>nanotecnologie<\/strong> che permettono l&#8217;interfaccia uomo &#8211; macchina \u00e8 importante ricordare che, gi\u00e0 nel 2014, la presidenza USA ha annunciato l&#8217;avvio di un programma di ricerca della durata di cinque anni e finalizzato alla prevenzione dei suicidi tra le fila dei militari.<\/p>\n<p>Il progetto in questione, condotto da una agenzia del Pentagono che si occupa di sviluppare tecnologie all&#8217;avanguardia per l&#8217;esercito americano, prevede la produzione di diverse tipologie di <strong>chip<\/strong> in grado di intervenire sul funzionamento del sistema nervoso e aventi lo scopo di aiutare i soldati a guarire da diverse patologie, tra le quali sono presenti l&#8217;artrite reumatoide e il disturbo post traumatico da stress. In questo caso, si utilizzerebbero componenti elettromagnetici in grado di controllare gli organi del corpo umano.<\/p>\n<p>Una delle pi\u00f9 importanti difficolt\u00e0 relative a questo progetto riguarda la <strong>dimensione dei chip<\/strong> che, dovendo essere impiantati sotto pelle, devono essere molto piccoli. Ricordiamo che tecnologie di questo tipo sono gi\u00e0 in uso in medicina per curare diverse tipologie di malattie. I chip hanno per\u00f2 dimensioni affini a quelle di un mazzo di carte e, quando vengono impiantati chirugicamente, provocano spesso effetti collaterali.<\/p>\n<p>Per questo motivo alcuni ricercatori facenti parte della forza scientifica del Pentagono hanno affermato che i chip relativi a questo progetto saranno fortemente <strong>miniaturizzati<\/strong> e progettati per essere inseriti sotto pelle con un ago.<\/p>\n<p><strong>Microchip neurale: tra finzione cinematografica e realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Di microchip al cervello e in altre parti del corpo ha parlato anche il cinema in diverse e recenti pellicole. La finzione \u00e8 stata incentivo per dibattiti scientifici durante i quali esperti di fisiologia, neuroscienze e bioingegneria si sono confrontati facendo il punto sulla situazione attuale, che vede come tecnologia di punta gli <strong>impianti cocleari<\/strong>, orecchie artificiali elettroniche che, proprio grazie a un chip di piccole dimensioni, permettono ai sogetti ipoudenti di sentire.<\/p>\n<p>La ricerca sta per facendo passi da gigante e, a detta di diversi esperti, ha gi\u00e0 dimostrato la possibilit\u00e0 di potenziare la memoria degli esseri umani attraverso l&#8217;impianto di un chip al cervello. Gli ambiti di studio sono numerosi e vedono in primo piano la possibilit\u00e0 di ridare la vista agli ipovedenti. L&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong>, seppur con risultati da perfezionare, \u00e8 gi\u00e0 stata utilizzata nel decoding cerebrale, con lo scopo specifico di ricostruire quanto alcune persone avevano avuto modo di vedere nel corso della propria vita prima di andare incontro a problemi di ipovisione.<\/p>\n<p>Gli esperti hanno posto l&#8217;accento anche sullo sviluppo dei sistemi<strong> Brain &#8211; Computer Interface<\/strong>, ossia interfacce neurali tra cervello e computer che risultano particolarmente utili per i disabili e che permettono gi\u00e0 ai soggetti tetraplegici di muovere braccia robotiche grazie a chip collegati al cervello, riuscendo di fatto a tradurre il pensiero in movimento concreto.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-11688\" data-postid=\"11688\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11688 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di un microchip al cervello potrebbe presto diventare realt\u00e0. 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