{"id":11772,"date":"2019-06-14T07:30:27","date_gmt":"2019-06-14T05:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=11772"},"modified":"2021-04-14T02:12:56","modified_gmt":"2021-04-14T00:12:56","slug":"world-wide-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/world-wide-web\/","title":{"rendered":"I 30 anni del World Wide Web: come si \u00e8 evoluto il &#8220;www&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nel marzo 1989, l&#8217;ingegnere informatico Tim Berners-Lee partor\u00ec un&#8217;idea che rivoluzion\u00f2 il mondo. Stiamo parlando del <strong>World Wide Web<\/strong>, rete ipertestuale basata sul protocollo http e navigabile attraverso un browser. Tutto \u00e8 nato al CERN di Ginevra (qui sono partite le celebrazioni per il trentennale nel marzo di quest&#8217;anno), con la decisione di mettere per iscritto la proposta per la creazione di un sistema in grado di garantire la condivisione di informazioni tra diversi computer in maniera semplice e rapida.<\/p>\n<p>Con il documento &#8220;World Wide Web: Propoposal for a HyperText Project&#8221;, <strong>Berners-Lee<\/strong> dot\u00f2 la rete internet, nata negli anni Settanta a partire da investimenti molto consistenti in campo militare, di una interfaccia universale. Questa risult\u00f2 fin da subito estremamente intuitiva e semplice da utilizzare. Ogni utente aveva infatti la possibilit\u00e0 di pubblicare informazioni, ma anche di collegarle tra di loro attraverso link ipertestuali.<\/p>\n<p>Quattro anni dopo, ossia alla fine del 1993, solo l&#8217;1% del <strong>traffico internet<\/strong> riguardava il web. Guardando ai numeri del 1994 si nota per\u00f2 una situazione molto diversa, caratterizzata dalla presenza di oltre dieci milioni di utenti e di circa diecimila siti.<\/p>\n<p><strong>Molto pi\u00f9 di una innovazione tecnologica<\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla del World Wide Web, \u00e8 necessario ricordare che questa invenzione va ben oltre alla innovazione tecnologica. Molto importante \u00e8 anche l&#8217;idea di base, ossia la volont\u00e0 di costruire un network decentralizzato libero, gratuito e privo di enti preposti al controllo. Il progetto iniziale del <strong>&#8220;www&#8221;<\/strong> prevedeva il fatto che le persone lo utilizzassero per scambiarsi informazioni e per mettere in atto forme di collaborazione finalizzate alla risoluzione di problemi.<\/p>\n<p>Questa impronta ottimista e leggermente utopica ha fatto parte del DNA del web per diversi anni. Il punto di svolta al proposito \u00e8 stato senza dubbio la nascita del <strong>web 2.0<\/strong>, che ha scardinato i principi delle origini contribuendo alla nascita di un ecosistema profondamente diverso rispetto a quello elaborato nelle stanze del CERN di Ginevra alla fine degli anni Ottanta.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 cambiato il web nell&#8217;ultimo ventennio<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi venti anni, lo scenario del World Wide Web \u00e8 mutato profondamente. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto soprattutto a causa dell&#8217;aumento di popolarit\u00e0 e di centralit\u00e0 di colossi legati al mondo dei motori di ricerca, dei <strong>social network<\/strong>, dell&#8217;e-commerce. Il loro affermarsi ha aperto delle grosse falle per quanto riguarda la gestione ottimale della privcay e della sicurezza dei dati, spesso raccolti senza le dovute autorizzazioni da parte degli utenti e utilizzati a fini commerciali, politici e di spostamento dei consensi elettorali.<\/p>\n<p>Questi mutamenti di dimensioni immani e le loro conseguenze (una su tutte \u00e8 lo scoppio dello scandalo <strong>Cambridge Analytica<\/strong>) sono stati ovviamente commentati dall&#8217;ideatore del World Wide Web. Intervistato durante un incontro pubblico organizzato da una celebre testata statunitense, Berners-Lee ha paragonato lo stato attuale della sua creatura a quello di una piattaforma in cui dilaga l&#8217;epidemia della disinformazione e della violazione della privacy personale.<\/p>\n<p>Oggi 64enne, il pap\u00e0 del web ha quindi deciso di avviare due progetti finalizzati a risolvere i suddetti problemi. Il primo prende il nome di &#8220;<strong>Contract for the Web<\/strong>&#8221; e pu\u00f2 essere definito come un codice etico che si propone un ritorno ai valori originali che hanno portato alla nascita del &#8220;www&#8221;. Al centro dell&#8217;idea troviamo il fatto che la rete debba essere indipendente, neutrale e in grado di veicolare informazioni in ogni lingua. Il secondo progetto si chiama invece &#8220;Solid&#8221; e si tratta di una piattaforma che si pone lo scopo di aiutare gli utenti a gestire meglio il controllo dei propri dati personali.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-11772\" data-postid=\"11772\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11772 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel marzo 1989, l&#8217;ingegnere informatico Tim Berners-Lee partor\u00ec un&#8217;idea che rivoluzion\u00f2 il mondo. 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