{"id":13152,"date":"2019-11-13T07:30:26","date_gmt":"2019-11-13T06:30:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=13152"},"modified":"2019-11-11T10:29:57","modified_gmt":"2019-11-11T09:29:57","slug":"software-bene-aziendale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/software-bene-aziendale\/","title":{"rendered":"Software come bene aziendale. Come se ne misura il valore?"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto che vede il <strong>software come patrimonio<\/strong> aziendale \u00e8 un po\u2019 complicato da esplicare, ma risulta di fondamentale importanza per comprenderne l\u2019effettivo valore. Come gli operai, i mezzi e le macchine impiegate nella produzione di un bene o di un servizio, anche i software rientrano nelle risorse a disposizione di un\u2019azienda e, in quanto tali, hanno un costo.<\/p>\n<p>Conoscere questo costo agevola la stesura di un bilancio produttivo pi\u00f9 dettagliato, fornendo importanti insights sui costi reali di produzione. In questo modo l\u2019azienda ha una visione pi\u00f9 chiara sui ricavi che deve raggiungere per <strong>rimanere in attivo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quali valori servono per misurare un software?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di scendere nel dettaglio con il calcolo del valore del software come patrimonio, \u00e8 necessario aprire una piccola parentesi per comprendere <strong>come si valuta un servizio<\/strong> (al cui interno rientrano anche i costi del software utilizzato per fornirlo).<\/p>\n<p>Secondo la definizione pi\u00f9 recente di servizio, contenuta nella famiglia di norme ISO 20000, quest\u2019ultimo non deve essere considerato un prodotto a se stante, poich\u00e9 esso fa parte di un <strong>mezzo per erogare valore<\/strong>, ovvero un vantaggio per chi ne usufruisce.<\/p>\n<p>Il calcolo del reale valore di un servizio tiene quindi conto dei <strong>requisiti funzionali utente<\/strong> (anche detti FUR), cio\u00e8 quello che offre concretamente il servizio, che va poi sommato ai <strong>requisiti non funzionali<\/strong> (NFR), cio\u00e8 come e quanto il servizio risulta accessibile all\u2019utente finale.<\/p>\n<p>Conoscendo questo concetto di base \u00e8 possibile capire che <strong>tutto diventa misurabile<\/strong>. L\u2019importante \u00e8 sapere quali valori ricercare e con quali unit\u00e0 di misura identificarli. Un esempio chiaro per comprendere meglio questa definizione \u00e8 dato dai chili (misura) che identificano il peso (attributo) di una persona (entit\u00e0).<\/p>\n<p>Allo stesso modo il software (entit\u00e0) \u00e8 definito dalla sua complessit\u00e0 (attributo), che si pu\u00f2 misurare in molti modi diversi (uno dei pi\u00f9 famosi \u00e8 il v(G), anche detto indicatore di complessit\u00e0). A questo si possono sommare poi gli <strong>aspetti soggettivi<\/strong> degli utenti che ne fanno uso (attraverso survey specifici).<\/p>\n<p><strong>Formule generali per calcolare il valore del software<\/strong><\/p>\n<p>Molte aziende commettono l\u2019errore di valutare il valore patrimoniale di un software basandosi solo sulla semplice formula: Quantit\u00e0 di Lavoro (Q) \/ Quantit\u00e0 di tempo (T). Questa approssimazione \u00e8 molto imprecisa e rischia di <strong>far perdere notevoli guadagni<\/strong>.<\/p>\n<p>Per valutare in maniera corretta il valore di un software, quindi, \u00e8 necessario <strong>identificarne i punti chiave<\/strong>. Il primo \u00e8 il requisito utente (UR), cio\u00e8 le funzionalit\u00e0 e la qualit\u00e0 che chi commissiona il lavoro si aspetta di ricevere.<\/p>\n<p>Conoscendo il livello del risultato che si aspetta il cliente, \u00e8 possibile determinare la quantit\u00e0 di lavoro necessaria (Q) per accontentare tutte le richieste. In base al precedente parametro, \u00e8 poi possibile stimare la quantit\u00e0 di tempo che serve (T) per riuscire ad adempiere a tutte le consegne.<\/p>\n<p>A questo si aggiungono gli <strong>Asset<\/strong>, ovvero chi realizza il software e quali mezzi impiega. Con tutto ci\u00f2 si possono determinare i corrispettivi (C). In ICT gli asset valutabili possono essere rappresentati dall\u2019hardware impiegato, da eventuali software di terze parti, dalle persone e dalla logistica.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi patrimoniali del software<\/strong><\/p>\n<p>Il vantaggio principale derivante dal considerare il software come un patrimonio \u00e8 quello di poter <strong>tenere traccia delle capacit\u00e0 produttive<\/strong> della propria azienda. Delineando uno storico delle produzioni sar\u00e0 inoltre facile <strong>fare delle previsioni<\/strong> future, cos\u00ec da identificare meglio costi e tempistiche.<\/p>\n<p>Avere consapevolezza dei costi funzionali e non funzionali significa attribuire il giusto valore al software, evitando perdite economiche per l\u2019azienda stessa.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-13152\" data-postid=\"13152\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-13152 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto che vede il software come patrimonio aziendale \u00e8 un po\u2019 complicato da esplicare, ma risulta di fondamentale importanza per comprenderne l\u2019effettivo valore. 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