{"id":15240,"date":"2020-06-24T07:30:25","date_gmt":"2020-06-24T05:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15240"},"modified":"2020-06-23T15:37:56","modified_gmt":"2020-06-23T13:37:56","slug":"estate-condizionatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/estate-condizionatori\/","title":{"rendered":"Estate e condizionatori: come il covid cambia le regole"},"content":{"rendered":"<p>La correlazione tra<strong> estate, condizionatori e coronavirus<\/strong> rappresenta uno dei temi pi\u00f9 caldi del periodo. Con la bella stagione ormai alle porte, molte persone hanno cominciato a chiedersi come l\u2019utilizzo degli impianti di climatizzazione possa incidere sulla diffusione del Covid-19.<\/p>\n<p>I contesti pi\u00f9 monitorati sono gli uffici e i luoghi di lavoro al chiuso, dove le persone devono passare buona parte della giornata a stretto contatto l\u2019una con l\u2019altra. Dato che un errato condizionamento dell\u2019aria \u00e8 un <strong>fattore di rischio<\/strong> per la diffusione del virus, non pu\u00f2 certo essere sottovalutato.<\/p>\n<p><strong>Le norme suggerite dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Un recente <strong>documento stilato dall\u2019ISS<\/strong> codifica alcune regole e norme comportamentali, per rendere l\u2019estate e i condizionatori a prova di coronavirus. Il primo punto su cui esso si focalizza \u00e8 la qualit\u00e0 dell\u2019aria indoor: quella degli ambienti chiusi e privi di un\u2019aerazione costante &#8211; efficiente, in cui \u00e8 possibile che il virus trovi terreno fertile per proliferare.<\/p>\n<p>Anche se \u00e8 stato ampiamente dimostrato che il coronavirus non si diffonde per via aerea (ma solo attraverso il contatto diretto fra persona e persona), <strong>diluire l\u2019aria in una stanza<\/strong> cambiandola di continuo \u00e8 molto importante. Ci\u00f2 evita l\u2019accumulo di particelle nocive, compresi gli aerosol prodotti dagli eventuali infetti (respiro, starnuti e tosse).<\/p>\n<p>L\u2019ISS suggerisce di <strong>aerare naturalmente la stanza<\/strong>, aprendo le finestre pi\u00f9 volte al giorno. In alternativa ci si pu\u00f2 affidare a impianti di ventilazione per \u201cpulire\u201d l\u2019aria di un luogo chiuso, sostituendola con quella esterna.<\/p>\n<p><strong>Riciclo dell\u2019aria da evitare senza filtri adeguati<\/strong><\/p>\n<p>In estate anche i condizionatori possono diffondere il coronavirus. Questo problema nasce dalla <strong>mancanza di filtri adeguati<\/strong> e capaci di trattenere le minuscole particelle del virus. In ambito domestico o in ufficio, i filtri impiegati sono pensati per bloccare molecole di sostanze inquinanti di determinate dimensioni, ma tutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 piccolo passa indisturbato.<\/p>\n<p>Il ricambio dell\u2019aria dall\u2019esterno \u00e8 anche in questo caso la soluzione migliore. L\u2019ISS invita a <strong>eliminare la funzione di riciclo dell\u2019aria<\/strong> e a <strong>tenere sempre accesi i sistemi di ventilazione<\/strong>. Se durante la giornata lavorativa vi sono pause prolungate (pausa pranzo), \u00e8 preferibile abbassare il livello della ventilazione senza spegnerla del tutto.<\/p>\n<p>Negli <strong>ambienti ospedalieri <\/strong>(solitamente muniti di sistemi di condizionamento avanzati, con filtri atti a prevenire la diffusione di patogeni), se possibile, \u00e8 comunque consigliato scegliere il ricambio d\u2019aria piuttosto che il riciclo.<\/p>\n<p><strong>Impostare correttamente i flussi d\u2019aria<\/strong><\/p>\n<p>In alcune particolari condizioni ambientali, si \u00e8 potuto osservare come il Covid-19 sia in grado di <strong>percorrere distanze pi\u00f9 lunghe rispetto a quelle di sicurezza<\/strong> (fissate a un metro dalle normative). Questa capacit\u00e0 \u00e8 influenzata anche dai flussi d\u2019aria, che escono dagli impianti di condizionamento.<\/p>\n<p>Negli ambienti chiusi \u00e8 necessario fare particolare attenzione a questo aspetto. Anche se le persone sono a debita distanza l\u2019una dall\u2019altra, c\u2019\u00e8 un concreto rischio che il patogeno possa essere <strong>trasportato dai flussi d\u2019aria<\/strong> direzionati dall\u2019alto verso il basso.<\/p>\n<p>Le istruzioni dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 a tale riguardo sono chiare: bisogna evitare flussi d\u2019aria discendenti oppure <strong>orientati direttamente sul volto delle persone<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 valido sia per l\u2019ambiente lavorativo, sia anche per quello domestico (in cui si tende a trasgredire un po\u2019 di pi\u00f9, per godere della piacevole sensazione dell\u2019aria sulla pelle).<\/p>\n<p>Un altro accorgimento per scongiurare il rischio di infezione da coronavirus, \u00e8 il settaggio dei condizionatori al giusto <strong>grado di umidit\u00e0 dell\u2019aria<\/strong>: pur non essendoci studi specifici in merito, gli esperti concordano che i valori ottimali per evitare pericoli si aggirano intorno al 50-70%.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15240\" data-postid=\"15240\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15240 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La correlazione tra estate, condizionatori e coronavirus rappresenta uno dei temi pi\u00f9 caldi del periodo. 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