{"id":15251,"date":"2020-06-26T07:30:39","date_gmt":"2020-06-26T05:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15251"},"modified":"2020-06-23T15:44:49","modified_gmt":"2020-06-23T13:44:49","slug":"tracking-app-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/tracking-app-coronavirus\/","title":{"rendered":"Tracking app: come funzionano"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>tracking app<\/strong> anti coronavirus sviluppate da diversi Paesi stanno facendo molto discutere e indignare tante persone che, sentendosi minacciate dalle stesse, manifestano preoccupazioni comprensibili, ma basate su una scarsa conoscenza del funzionamento e degli obiettivi di tali software.<\/p>\n<p>Il loro scopo, infatti, \u00e8 quello di tenere traccia delle aree di contagio e dei contagiati, senza tuttavia violare la privacy dei singoli individui. L\u2019uso delle applicazioni, oltre a essere volontario e anonimo, si basa su uno <strong>scambio di dati via bluetooth<\/strong> con i dispositivi di altre persone, che hanno liberamente scelto di utilizzare le suddette tecnologie.<\/p>\n<p><strong>Sviluppo dell\u2019API di supporto<\/strong><\/p>\n<p>Prima di analizzare nel dettaglio il funzionamento delle tracking app, \u00e8 necessario aprire una breve parentesi sull\u2019API (o <strong>interfaccia di applicazione<\/strong>). Questa architettura costituisce la base software per far girare le app di tracciamento sui sistemi operativi degli smartphone.<\/p>\n<p>Sono ben 22 i Paesi che hanno commissionato a Google e Apple lo sviluppo di un\u2019API capace di supportare le applicazioni di tracciamento proprietarie (tutte differenti per ogni Paese: in Italia ad esempio c\u2019\u00e8 \u201cImmuni\u201d). I due colossi dell\u2019hi-tech sono al lavoro da quasi due mesi per aggiornare i rispettivi <strong>sistemi operativi<\/strong> (Android e iOS), in modo da soddisfare le richieste dei Governi.<\/p>\n<p>Le stesse societ\u00e0 californiane hanno <strong>unito gli sforzi<\/strong>, realizzando un\u2019unica API per entrambi i sistemi operativi. Ci\u00f2 garantisce che i software di tracciamento sviluppati dai vari Stati possano girare liberamente su qualunque dispositivo, a prescindere che si utilizzi Android o iOS.<\/p>\n<p>Nell\u2019API sono <strong>codificate tutte le funzionalit\u00e0 di base<\/strong> e le regole che permettono alle tracking app di funzionare correttamente. Lo <strong>scambio di informazioni<\/strong> avviene tramite bluetooth e solo fra gli smartphone che hanno scaricato e abilitato l\u2019applicazione di tracciamento (l\u2019API, senza questi software, \u00e8 inutile).<\/p>\n<p><strong>Per assicurare il massimo rispetto della privacy<\/strong>, le informazioni sono codificate attraverso codici &#8211; ID generati casualmente e nessun dato personale del proprietario del telefono viene in alcun modo diffuso.<\/p>\n<p><strong>Come funzionano le app di tracciamento<\/strong><\/p>\n<p>Il funzionamento delle tracking app \u00e8 piuttosto semplice: all\u2019utente che scarica l\u2019applicazione sul proprio telefono viene chiesto se desidera attivare la funzione \u201c<strong>Covid-19 Exposure notification<\/strong>\u201d. Solo dopo aver accettato, il software comincia a scambiare dati con gli altri smartphone nei dintorni.<\/p>\n<p>Se si \u00e8 stati contagiati dal virus, si pu\u00f2 decidere di rendere pubblica l\u2019informazione (senza specificare la propria identit\u00e0), compilando un\u2019apposita scheda. A questa va poi allegato un <strong>identificativo del test effettuato, completo di data<\/strong>. In tale modo, chi si trova nelle vicinanze di un infetto riceve la notifica \u201cPossibile esposizione al Covid-19\u201d, con la data del presunto contagio.<\/p>\n<p>Quello che si deve fare dopo \u00e8 <strong>a discrezione dei rispettivi sistemi sanitari nazionali<\/strong>. Le disposizioni per l\u2019Italia non sono ancora stare rese note, ma si possono ipotizzare soluzioni come l\u2019auto-denuncia, la richiesta di un tampone o l\u2019auto-quarantena.<\/p>\n<p><strong>Le tracking app tracciano la posizione dell\u2019utente?<\/strong><\/p>\n<p>Una delle preoccupazioni pi\u00f9 comuni delle persone \u00e8 la possibilit\u00e0 che le tracking app tengano traccia dei loro spostamenti. Google e Apple, quando hanno accettato di sviluppare la tecnologia dell\u2019API, hanno posto <strong>condizioni ferree in merito alla garanzia della privacy<\/strong> per i propri utenti.<\/p>\n<p>Per questo motivo \u00e8 stato scelto il bluetooth (oltre che per un minor impatto sul consumo energetico dei dispositivi) rispetto al GPS o al Wi-Fi. <strong>Nessuno spostamento viene quindi registrato tramite geolocalizzazione<\/strong>, poich\u00e9 le informazioni sono scambiate solo con i telefoni in prossimit\u00e0 di quello dell\u2019utente.<\/p>\n<p>In aggiunta a tutto ci\u00f2 \u00e8 anche stato reso noto il fatto che, al termine della pandemia, l\u2019API verr\u00e0<strong> disattivata automaticamente<\/strong>, rendendo le app di tracciamento non pi\u00f9 funzionanti.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15251\" data-postid=\"15251\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15251 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tracking app anti coronavirus sviluppate da diversi Paesi stanno facendo molto discutere e indignare tante persone che, sentendosi minacciate dalle stesse, manifestano preoccupazioni comprensibili, ma basate su una scarsa conoscenza del funzionamento e degli obiettivi di tali software.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":15249,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"46","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Le tracking app anti coronavirus sviluppate da diversi Paesi stanno facendo molto discutere e indignare tante persone che, sentendosi minacciate dalle stesse, manifestano preoccupazioni comprensibili, ma basate su una scarsa conoscenza del funzionamento e degli obiettivi di tali software.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-15251","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15251\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}