{"id":15308,"date":"2020-07-06T07:30:12","date_gmt":"2020-07-06T05:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15308"},"modified":"2020-07-02T17:14:19","modified_gmt":"2020-07-02T15:14:19","slug":"covid-19-hvac-ue-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/covid-19-hvac-ue-usa\/","title":{"rendered":"Covid-19: quale l\u2019impatto sul settore HVAC in UE e USA?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>impatto del coronavirus in UE e USA <\/strong>sul settore HVAC si \u00e8 fatto sentire, seppur in maniera meno pesante rispetto ad altri settori. Ci sono stati rallentamenti, perdite e imprevisti, ma in linea di massima ogni Paese \u00e8 riuscito a trovare una quadra per limitare i danni causati dal Covid-19.<\/p>\n<p>Un fattore determinante \u00e8 stato quello di definire essenziale il servizio svolto dall\u2019ambito HVAC. Molte fabbriche hanno cos\u00ec potuto continuare a operare (anche se a un regime pi\u00f9 ristretto e con meno personale coinvolto), per assicurare le forniture ai propri clienti (fra cui rientrano diverse strutture sanitarie).<\/p>\n<p><strong>I dati HVAC in Europa<\/strong><\/p>\n<p>Un recente sondaggio, effettuato su 11 paesi dell\u2019Unione Europea (fra cui compare l\u2019Italia), ha sottolineato come l\u2019impatto del coronavirus sul settore HVAC in UE e USA sia stato simile. Il Vecchio Continente, infatti, ha registrato valori di <strong>crescita negativa<\/strong> (come del resto ci si aspettava) in molti paesi dell\u2019Unione, come Spagna, Francia e Grecia.<\/p>\n<p>A questo si \u00e8 aggiunto un <strong>calo degli ordini<\/strong>, causato principalmente dalla sospensione delle attivit\u00e0 di tante fabbriche ritenute non essenziali. In tale frangente \u00e8 stata ancora la Spagna a ottenere il dato peggiore, ma anche Nazioni come Gran Bretagna e Danimarca hanno accusato il colpo.<\/p>\n<p>Uno dei maggiori problemi \u00e8 rappresentato dai <strong>ritardi nelle forniture<\/strong>. In particolare sono i componenti di fabbricazione cinese (prima nazione interessata dall\u2019emergenza del Covid-19) a essere diventati difficili da reperire. La chiusura totale dell\u2019Italia ha poi aggravato ulteriormente una situazione che, tuttavia, fino a qualche tempo fa risultava ancora gestibile.<\/p>\n<p>Malgrado le disposizioni restrittive e il blocco di diverse fabbriche, la <strong>forza lavoro<\/strong> non \u00e8 per\u00f2 mai stata un problema. Molte aziende, che gi\u00e0 avevano applicato misure preventive con la riduzione di attivit\u00e0 e personale coinvolto, sono riuscite a far fronte all\u2019emergenza grazie ad alcuni espedienti. In Irlanda, ad esempio, sono stati spostati i turni di lavoro nelle ore notturne, mentre altri Paesi hanno optato per lo smart working.<\/p>\n<p>L\u2019assistenza data ai <strong>tecnici del freddo<\/strong> dalle varie associazioni nazionali, \u00e8 stata tempestiva e adeguata. A cominciare proprio dal rifornimento di dispositivi di protezione individuale (DPI), necessari per effettuare gli interventi in sicurezza, e dalla strutturazione di schemi di lavoro a breve termine.<\/p>\n<p><strong>La situazione HVAC in USA<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante le similitudini sull\u2019impatto che ha avuto il coronavirus in UE e negli USA, in America le aree HVAC pi\u00f9 colpite sono state principalmente due: la <strong>catena di fornitura<\/strong> e il <strong>comparto produttivo<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>prima problematica<\/strong> \u00e8 stata causata dal lockdown dei paesi fornitori (come Cina e Messico), che ha comportato ritardi nell\u2019invio delle materie prime alle fabbriche statunitensi. La lenta ripresa di queste nazioni sta comunque riportando a livelli accettabili le forniture, seppur con tempi di spedizione raddoppiati rispetto alla norma.<\/p>\n<p>Il <strong>rallentamento del comparto produttivo<\/strong> \u00e8 stato determinato, tra le varie cose, da un <strong>calo nelle richieste<\/strong> (assolutamente prevedibile). La causa principale \u00e8 da imputarsi all\u2019<strong>incertezza economica <\/strong>generata dal virus, con molte famiglie e imprese che hanno visto la propria liquidit\u00e0 ridotta. A conseguenza di ci\u00f2, anche gli ordini per i sistemi di climatizzazione (solitamente alti fra primavera ed estate) hanno subito un drastico abbassamento.<\/p>\n<p>All\u2019inizio della pandemia, quando molti stati hanno cominciato a incentivare la popolazione a stare a casa, il settore si \u00e8 prodigato per assicurare il proprio riconoscimento (e di quelli a esso correlati) come servizio essenziale. Anche se raggiungere gli <strong>obiettivi di business<\/strong> nei prossimi sei mesi rimane una sfida ardua per molte societ\u00e0, quest\u2019accortezza ha permesso di limitare i danni della quarantena.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15308\" data-postid=\"15308\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15308 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impatto del coronavirus in UE e USA sul settore HVAC si \u00e8 fatto sentire, seppur in maniera meno pesante rispetto ad altri settori. 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