{"id":15503,"date":"2020-08-24T07:30:14","date_gmt":"2020-08-24T05:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15503"},"modified":"2020-07-30T17:00:13","modified_gmt":"2020-07-30T15:00:13","slug":"bim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/bim\/","title":{"rendered":"BIM e Revit: facciamo il punto"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>BIM<\/strong> pu\u00f2 essere definito come una sorta di contenitore di informazioni sull\u2019edificio. Non si tratta n\u00e9 di un software n\u00e9 di un prodotto, ma della rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto. L\u2019acronimo deriva da \u201cBuilding Information Modeling\u201d.<\/p>\n<p>I progetti BIM, in pratica, oltre a contenere informazioni visive (come modelli 2D o 3D dell\u2019edificio), racchiudono anche parecchi dati relativi agli impianti, alle strutture e ai consumi energetici previsti. Ci\u00f2 d\u00e0 vita al cosiddetto <strong>metodo di progettazione collaborativo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>A cosa porta l\u2019impiego di BIM<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea di una tecnologia cos\u00ec libera e aperta, nasce per <strong>avvicinare le varie fasi della progettazione<\/strong> di un edificio, rendendole pi\u00f9 dinamiche e interconnesse. Normalmente, per creare il progetto di un palazzo si devono utilizzare software diversi in base a quale parte di esso si sta realizzando.<\/p>\n<p>Se, per esempio, si sta lavorando sulla struttura si impiegano programmi di disegno 3D o 2D, mentre se si stanno tracciando gli impianti elettrici servono software specifici. Tutti questi programmi usano formati di file spesso incompatibili fra loro, il che <strong>rallenta notevolmente il lavoro di progettazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Quello che permette di fare BIM \u00e8 di <strong>standardizzare il formato dei file<\/strong> nei programmi che utilizzano questa tecnologia (il formato \u00e8 IFC, ovvero Industry Foundation Class), cos\u00ec da dare la possibilit\u00e0 ai progettisti di importare agevolmente qualunque dato, collocandolo al posto giusto.<\/p>\n<p>Alla fine si ottiene il <strong>progetto dell\u2019edifico completo<\/strong> in ogni suo aspetto, che pu\u00f2 essere scomposto, esaminato e aggiornato a seconda delle necessit\u00e0. Inoltre, \u00e8 anche possibile ricavare dati come la certificazione energetica e i calcoli strutturali.<\/p>\n<p>L\u2019investimento iniziale pu\u00f2 essere oneroso (soprattutto per le piccole societ\u00e0), ma la standardizzazione dei file assicura un processo di sviluppo molto pi\u00f9 veloce e <strong>meno soggetto agli errori<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La situazione attuale di BIM<\/strong><\/p>\n<p>Il momento storico attuale sembra essere particolarmente favorevole per lo <strong>sviluppo di software basati su BIM<\/strong>. Sono sempre di pi\u00f9 le nazioni che stanno adottando questo standard negli uffici pubblici, imponendone l\u2019uso anche agli studi privati. Ci\u00f2 assicura che i progetti di ogni opera architettonica siano accessibili e facili da consultare.<\/p>\n<p>Nazioni come gli USA, il Regno Unito e altri stati del Nord Europa, lo hanno gi\u00e0 <strong>reso obbligatorio<\/strong> tramite apposite leggi, portando i rispettivi settori edili ad abbracciare una vera e propria rivoluzione. Alcuni governi hanno addirittura messo a disposizione <strong>librerie e progetti BIM gratuiti<\/strong>, cos\u00ec da semplificare il lavoro dei progettisti.<\/p>\n<p>A queste iniziative si somma la <strong>Direttiva UE 2014\/24\/EU<\/strong>, che riguarda i futuri appalti pubblici. In tale documento, l\u2019Unione Europea invita i 28 stati membri a includere nelle procedure di Procurement il Building Information Modeling, per tutti quei progetti finanziati da fondi pubblici europei.<\/p>\n<p><strong>Il BIM in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Pur essendo ormai accettato in quasi tutta Europa, il <strong>BIM in Italia<\/strong> rimane una soluzione di nicchia. Qui, l\u2019adozione di software BIM \u00e8 ancora piuttosto scarsa e interessa principalmente le grandi realt\u00e0. I piccoli studi di architettura, invece, stentano ad adeguarsi a questo standard innovativo per via di svariati fattori.<\/p>\n<p>Quello pi\u00f9 influente \u00e8 il <strong>gap generazionale<\/strong>. I professionisti dell\u2019edilizia over 40 sono ormai abituati a utilizzare certi software. Aggiornare le proprie conoscenze richiede tempo e denaro che (vista la situazione precaria del settore edile nazionale) molti non vogliono investire.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte ci sono i <strong>neolaureati<\/strong> (i cui studi li portano a utilizzare quasi solo software basati su BIM) che, pur possedendo ottime competenze tecniche, mancano dell\u2019esperienza necessaria per gestire progetti importanti. A complicare ulteriormente la situazione in Italia, vi \u00e8 poi la <strong>mancanza di una vera e propria legge<\/strong> relativa all\u2019adozione dello standard BIM, nonostante le direttive europee.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15503\" data-postid=\"15503\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15503 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il BIM pu\u00f2 essere definito come una sorta di contenitore di informazioni sull\u2019edificio. Non si tratta n\u00e9 di un software n\u00e9 di un prodotto, ma della rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto. 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