{"id":15634,"date":"2020-09-21T07:30:47","date_gmt":"2020-09-21T05:30:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15634"},"modified":"2020-09-18T14:28:17","modified_gmt":"2020-09-18T12:28:17","slug":"hvac-ferroviario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/hvac-ferroviario\/","title":{"rendered":"I trend HVAC nel settore Ferroviario"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>condizionamento dei treni<\/strong> \u00e8 un aspetto controverso che, fino ad oggi, non ha mai tenuto in particolare considerazione elementi quali l\u2019efficienza energetica degli impianti installati o il tipo di refrigerante impiegato. Le priorit\u00e0, infatti, sono sempre state relative alle dimensioni, al peso, alla sicurezza e ai costi degli impianti stessi.<\/p>\n<p>Con l\u2019aggravarsi del cambiamento climatico e la comparsa di nuove norme contro l\u2019inquinamento, tuttavia, anche le societ\u00e0 che producono treni hanno dovuto adottare <strong>sistemi per la climatizzazione <\/strong>pi\u00f9 green. Nonostante la sfida sia complessa e ulteriormente aggravata dalla mancanza di alternative a lungo termine (fondamentali per sostenere la longevit\u00e0 dei treni), si cercano comunque soluzioni.<\/p>\n<p><strong>Come sono cambiati i trend HVAC nel settore ferroviario<\/strong><\/p>\n<p>Le restrizioni su determinati refrigeranti imposte dal <strong>Green Deal<\/strong> europeo, stanno mettendo in difficolt\u00e0 anche il settore ferroviario. I treni vengono di solito costruiti per essere in grado di durare almeno trent\u2019anni e con essi anche gli impianti di climatizzazione installati al loro interno.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 il refrigerante utilizzato viene <strong>messo al bando e ritirato<\/strong>, \u00e8 comprensibile come diventi difficile trovare delle alternative per rimpiazzarlo. Il cambiamento nei trend per il condizionamento dei treni \u00e8 partito proprio dalle riformulazioni dei regolamenti sugli F-Gas, che hanno reso necessario revisionare i criteri di scelta degli impianti HVAC.<\/p>\n<p>Non basta pi\u00f9 che i sistemi occupino poco spazio o che siano leggeri ed economicamente vantaggiosi: ora devono essere costruiti in un\u2019ottica lungimirante e funzionare con <strong>refrigeranti a basso GWP<\/strong> (cos\u00ec da allontanare il pi\u00f9 possibile il rischio di un improvviso ritiro dal mercanto).<\/p>\n<p>Trovare il giusto compromesso non \u00e8 affatto facile, in particolare se si pensa che non tutti i treni operano nelle <strong>stesse condizioni climatiche<\/strong>. Ci\u00f2 presuppone lo studio di soluzioni ad hoc, per ottenere il massimo dei risultati al miglior prezzo.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019analisi approfondita sulle alternative disponibili<\/strong><\/p>\n<p>In un breve articolo (consultabile a questo <a href=\"https:\/\/www.zerosottozero.it\/2020\/07\/21\/il-condizionamento-dei-treni-tendenze-e-richieste\/\">link<\/a>), il noto portale Zerosottozero, ha riportato un\u2019interessante analisi effettuata da alcune multinazionali, specializzate nella costruzione di mezzi per rotaia. Nel documento vengono prese in considerazione le <strong>possibili alternative nei trend attuali <\/strong>per il condizionamento dei treni.<\/p>\n<p>Le conclusioni emerse sono esplicative di una <strong>situazione piuttosto complicata e instabile<\/strong>, che preoccupa molto i produttori. Di seguito il riassunto dei punti chiave su cui si \u00e8 focalizzata la discussione:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00e8 stato confermato che il <strong>regolamento F-Gas<\/strong> ha avuto un enorme impatto sul settore ferroviario;<\/li>\n<li>oggi esistono <strong>refrigeranti sintetici<\/strong> largamente impiegati che, nel lungo periodo, potrebbero rappresentare un rischio, a causa del loro elevato impatto ambientale;<\/li>\n<li>mancano ancora alternative legate ai <strong>refrigeranti naturali<\/strong> per quanto riguarda il condizionamento dei treni. Sono attualmente in esame alcune soluzioni fra cui: CO<sub>2<\/sub> e aria (anche se il rapporto peso &#8211; efficienza non \u00e8 del tutto ottimale), idrocarburi (che hanno lo stesso grado di infiammabilit\u00e0 di altri refrigeranti in uso) e alternative pi\u00f9 specifiche che varieranno in base alle future tecnologie e alle necessit\u00e0 dei singoli operatori;<\/li>\n<li>si valuta anche l\u2019impiego di certe <strong>sostanze infiammabili<\/strong>, tipo: impianti a idrogeno, HFO e idrocarburi (al momento i pi\u00f9 gettonati, grazie all\u2019ampia applicazione che hanno avuto negli scorsi anni in ambito commerciale).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come si pu\u00f2 evincere dai dati del rapporto, le alternative sono scarse e nessuna di esse offre le soluzioni a lungo termine di cui il condizionamento sui treni ha bisogno. Vengono comunque esplorate tutte le possibilit\u00e0, confidando nelle <strong>future tecnologie<\/strong> e, soprattutto, nei refrigeranti di nuova generazione ancora in fase di sviluppo.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15634\" data-postid=\"15634\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15634 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il condizionamento dei treni \u00e8 un aspetto controverso che, fino ad oggi, non ha mai tenuto in particolare considerazione elementi quali l\u2019efficienza energetica degli impianti installati o il tipo di refrigerante impiegato. 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