{"id":15878,"date":"2020-12-11T07:30:06","date_gmt":"2020-12-11T06:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15878"},"modified":"2020-12-07T11:35:03","modified_gmt":"2020-12-07T10:35:03","slug":"minacce-informatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/minacce-informatiche\/","title":{"rendered":"Minacce informatiche: quando il covid non \u00e8 l&#8217;unico virus"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>minacce informatiche nell\u2019era del Covid-19<\/strong> sono aumentate esponenzialmente, a causa del lockdown forzato per limitare i contagi. Sempre pi\u00f9 persone hanno cominciato a lavorare da casa con lo smart working e a usare diversi servizi online per il proprio svago.<\/p>\n<p>Il maggiore afflusso di utenti ha rappresentato una vera e propria miniera d\u2019oro per i cyber criminali, che hanno approfittato subito della situazione. Gli <strong>incidenti informatici<\/strong> si sono moltiplicati negli ultimi sei mesi, passando da semplici violazioni di account a danni ingenti per alcune aziende.<\/p>\n<p><strong>Threat Landscape Report 2020<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019elevato numero di accessi ha incrementato le vulnerabilit\u00e0 nei vari sistemi, consentendo agli hacker di trovare nuovi modi per <strong>commettere azioni criminose<\/strong>. Fra le pi\u00f9 comuni che hanno segnato la prima met\u00e0 del 2020 rientrano malware, ransomware e altri tipi di virus.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso dal <strong>Threat Landscape Report 2020<\/strong>, i pirati informatici hanno imparato a fare leva sulle abitudini degli utenti, cambiate per via della reclusione forzata. Ci\u00f2 ha permesso loro di escogitare stratagemmi differenti per rubare credenziali, violare database ed estorcere denaro ai malcapitati.<\/p>\n<p>Ecco alcuni dei dati presentati nel documento:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019uso di <strong>ransomware<\/strong> \u00e8 aumentato di sette volte rispetto al medesimo periodo dell\u2019anno precedente;<\/li>\n<li>buona parte delle e-mail legate al Covid-19 (si parla di circa il 40%) \u00e8 risultata essere in realt\u00e0 <strong>spam<\/strong>;<\/li>\n<li>il <strong>port-scanning<\/strong> \u00e8 diventato il tipo di attacco preferito dai malintenzionati online per violare reti e dispositivi IoT, apparendo in ben il 55,73% delle minacce a tali infrastrutture;<\/li>\n<li>i <strong>dispositivi Android<\/strong> sono stati i pi\u00f9 presi di mira durante i mesi della crisi;<\/li>\n<li>per l\u2019attacco \u00e8 calato l\u2019uso di malware creati ad hoc e a essi \u00e8 stato preferito il <strong>social engineering<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 interessante notare come altre minacce informatiche nell\u2019era del Covid derivino da quelle annesse alle <strong>truffe online<\/strong>. Pur essendo stato particolarmente limitato dalle restrizioni imposte, il settore dei viaggi ha per esempio registrato tantissime e-mail truffa con codice maligno.<\/p>\n<p>L\u2019altro ambito in cui i cyber criminali hanno investito maggiormente, \u00e8 quello delle <strong>app per incontri<\/strong>. Attraverso raggiri con profili fasulli e campagne di spam, sono riusciti a volgere a loro favore il senso di solitudine provato da molti a causa della quarantena.<\/p>\n<p><strong>Aziende di Cybersecurity minacciate dagli hacker<\/strong><\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare ironico, ma le maggiori vittime di minacce informatiche nell\u2019era del Covid-19 sono state proprio le aziende che si occupano di cybersecurity. Impressionanti i numeri che negli ultimi mesi fanno riferimento alle <strong>agenzie per la sicurezza online<\/strong>: il 59% di esse ha denunciato un data breach, mentre il 97% violazioni generiche dei dati.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 preoccupante, tuttavia, riguarda il fatto che molte delle violazioni compiute in tali agenzie sono dipese dalla <strong>negligenza dei dipendenti<\/strong>. C\u2019\u00e8 chi ha usato una sola password vulnerabile per accedere a diversi servizi o dispositivi e chi si \u00e8 imbattuto in malware o furti di credenziali visitando siti pornografici.<\/p>\n<p>Inoltre, il 48% dei siti web delle societ\u00e0 di sicurezza \u00e8 stato trovato <strong>non conforme alle direttive del GDPR<\/strong> e ha presentato <strong>vulnerabilit\u00e0 nei sistemi di protezione<\/strong> adottati, facilmente sfruttabili dai pirati informatici (il 26% delle quali ancora non \u00e8 stato risolto).<\/p>\n<p>Sempre stando al report, negli scorsi 7 mesi gli incidenti informatici registrati sono stati 631.512, di cui 160.529 classificati come \u201ccritici\u201d. Tutta una serie di dati preoccupanti, che vanno di pari passo con l\u2019aumento di persone operative da casa per studio o per lavoro.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15878\" data-postid=\"15878\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15878 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le minacce informatiche nell\u2019era del Covid-19 sono aumentate esponenzialmente, a causa del lockdown forzato per limitare i contagi. Sempre pi\u00f9 persone hanno cominciato a lavorare da casa con lo smart working e a usare diversi servizi online per il proprio svago. <\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":15876,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"46","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Le minacce informatiche nell\u2019era del Covid-19 sono aumentate esponenzialmente, a causa del lockdown forzato per limitare i contagi. Sempre pi\u00f9 persone hanno cominciato a lavorare da casa con lo smart working e a usare diversi servizi online per il proprio svago.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-15878","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15878"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15878\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}