{"id":15901,"date":"2020-12-16T07:30:18","date_gmt":"2020-12-16T06:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=15901"},"modified":"2020-12-07T11:54:15","modified_gmt":"2020-12-07T10:54:15","slug":"lockdown-cambiamanti-climatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/lockdown-cambiamanti-climatici\/","title":{"rendered":"Lockdown e cambiamenti climatici: noi ci siamo fermati, loro no"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>emissioni<\/strong> inquinanti sono diminuite durante il periodo di lockdown, in primis per effetto del rallentamento (o in alcuni casi del blocco totale) di buona parte delle attivit\u00e0 umane. Il valore di decremento massimo registrato \u00e8 stato del 17%, ma \u00e8 risultato insufficiente a scongiurare la crisi climatica.<\/p>\n<p>Gli studi condotti suggeriscono, infatti, che tale dato ha generato un impatto minimo sulla concentrazione di CO2 nell\u2019atmosfera. Ci\u00f2 significa che i <strong>cambiamenti climatici<\/strong> in atto non verranno in alcun modo rallentati e che, secondo le stime, il prossimo quinquennio sar\u00e0 fra i pi\u00f9 caldi in assoluto.<\/p>\n<p><strong>Concentrazione di gas serra in aumento<\/strong><\/p>\n<p>Il fattore pi\u00f9 preoccupante \u00e8 rappresentato dalla <strong>concentrazione di gas serra nell\u2019atmosfera<\/strong>. L\u2019Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha presentato numeri davvero poco rassicuranti in merito, che dimostrano come il tasso di CO2 continui ad aumentare di anno in anno.<\/p>\n<p>Solo nella prima met\u00e0 del 2020, le emissioni di biossido di carbonio erano <strong>superiori a 410 parti per milione<\/strong> (ppm), con stazioni di rilevamento tipo Mauna Loa (Hawaii) e Cape Grim (Tasmania), che a luglio 2020 hanno rispettivamente registrato 414,38 ppm e 410,04 ppm, contro le 411,74 ppm e le 407,83 ppm del 2019.<\/p>\n<p>Tali dati lasciano appunto intuire che la riduzione delle emissioni conseguente al lockdown non avr\u00e0 un impatto abbastanza significativo sulla crisi climatica globale. Ci\u00f2 dipende innanzitutto dal fatto che il valore del 17% \u00e8 solo il picco massimo raggiunto durante i mesi di chiusura forzata e che <strong>la media reale si aggira fra il 4% e il 7%<\/strong> (statistiche paragonabili a quelle del 2006, ma ancora troppo misere).<\/p>\n<p>Oltre a quanto appena detto, va poi specificato come alle emissioni di CO2 derivate dalla combustione dei carboni fossili, vadano aggiunte anche quelle prodotte dal <strong>metano <\/strong>(anch\u2019esse in netto aumento rispetto agli anni precedenti).<\/p>\n<p><strong>Cambiamenti climatici: cosa aspettarsi nei prossimi anni<\/strong><\/p>\n<p>Il fallimento di tutti gli obbiettivi concordati a Parigi (per <strong>contenere l\u2019aumento della temperatura globale entro i 2 \u00b0C<\/strong> rispetto ai livelli preindustriali) avr\u00e0 gravi conseguenze. I cambiamenti climatici degli scorsi anni ne sono gi\u00e0 una prova piuttosto concreta.<\/p>\n<p>La media delle temperature fra il 2016 e il 2020 \u00e8 stata <strong>la pi\u00f9 alta mai registrata<\/strong> e, se non si prenderanno i dovuti provvedimenti, si stima che da qui al 2024 sar\u00e0 solo destinata a salire. Le previsioni suggeriscono che ci si sta avvicinando pericolosamente al \u201cpunto di non ritorno\u201d, momento in cui qualunque azione intrapresa risulter\u00e0 vana.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni il <strong>ghiaccio marino artico<\/strong> ha mostrato una riduzione massiccia della sua estensione, con un conseguente innalzamento del livello del mare. Tali variazioni hanno dato origine a fenomeni naturali dalla terribile potenza distruttiva, causa di catastrofi in tutto il pianeta.<\/p>\n<p>Continuando su questa strada, con emissioni fuori controllo e scarse misure di prevenzione, si prospettano periodi di siccit\u00e0 alternati a inondazioni, con <strong>eventi meteorologici sempre pi\u00f9 violenti<\/strong>. Uno scenario apocalittico che finir\u00e0 per compromettere definitivamente l\u2019ecosistema mondiale.<\/p>\n<p>L\u2019uomo deve comprendere che le sue azioni hanno conseguenze davvero devastanti sul <strong>delicato equilibrio del pianeta<\/strong> e che, se non agir\u00e0 in fretta, distrugger\u00e0 l\u2019unica casa in suo possesso. Il lockdown ha dimostrato come, con un <strong>impegno massivo e congiunto<\/strong>, sia possibile cambiare il corso degli eventi, ma servono costanza, lungimiranza e buon senso.<\/p>\n<p>La <strong>ripresa dalla pandemia<\/strong> dovr\u00e0 quindi essere all\u2019insegna della <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>, con soluzioni di sviluppo pulite e incisive sul lungo termine. Ci\u00f2 richiede la collaborazione di tutte le nazioni, con accordi dettagliati e iniziative ecosostenibili. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 costruire una reale opportunit\u00e0 per un futuro migliore.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-15901\" data-postid=\"15901\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15901 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le emissioni inquinanti sono diminuite durante il periodo di lockdown, in primis per effetto del rallentamento (o in alcuni casi del blocco totale) di buona parte delle attivit\u00e0 umane. 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