{"id":16029,"date":"2021-01-20T07:30:11","date_gmt":"2021-01-20T06:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=16029"},"modified":"2021-01-19T15:40:28","modified_gmt":"2021-01-19T14:40:28","slug":"covid-condizionamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/covid-condizionamento\/","title":{"rendered":"Covid e performance nel mercato globale del condizionamento"},"content":{"rendered":"<p>La pandemia di <strong>Covid e il condizionamento<\/strong> sono strettamente correlati fra loro. Nel primo trimestre del 2020, infatti, vendite ed esportazioni relative al settore della climatizzazione sono state disastrose. Secondo i dati raccolti a livello globale, alcune nazioni stanno riuscendo ad ammortizzare l\u2019impatto, ma molte altre sono destinate a registrare ulteriori cali fino a fine anno.<\/p>\n<p>Stando a quanto riporta <strong>JARN<\/strong> (Japan Air Conditioning, Heating &amp; Refrigeration News), i mercati del condizionamento dell\u2019aria (AC), che hanno risentito maggiormente della precaria situazione sanitaria mondiale, sono quelli malese, filippino, thailandese e statunitense. Se tuttavia l\u2019emergenza dovesse rientrare, c\u2019\u00e8 ancora la speranza di una ripresa significativa.<\/p>\n<p><strong>Lievi incrementi in Vietnam<\/strong><\/p>\n<p>Per far fronte all\u2019epidemia di Covid-19, il governo vietnamita ha adottato misure di isolamento dal 1\u00b0 al 22 aprile. Ci\u00f2 ha determinato un <strong>calo di circa il 50% nelle performance di vendita<\/strong> di AC per quel mese, rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Tuttavia, a maggio 2020, la domanda ha subito un<strong> incremento<\/strong> (circa 35% su base annua), complice anche il clima caldo e il rinvio degli acquisti che sarebbero dovuti avvenire in aprile. Va comunque precisato che questa ripresa non ha interessato tutte le tipologie di impianti di condizionamento.<\/p>\n<p>La pandemia ha infatti <strong>rallentato progetti su larga scala<\/strong> in hotel, resort, uffici, ristoranti, centri commerciali e strutture di intrattenimento. Di conseguenza, le vendite di condizionatori d&#8217;aria commerciali (come quelli confezionati o a flusso di refrigerante variabile (VRF)) continuano a diminuire.<\/p>\n<p><strong>Covid e condizionamento negli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p>La situazione negli Stati Uniti \u00e8 piuttosto grave, a causa di un tasso d\u2019infezione da Covid-19 davvero elevato. La forte presenza del coronavirus sta determinando un <strong>drastico calo nella vendita di condizionatori <\/strong>(stimato da JARN in un 15%), che sembra essere destinato a protrarsi per tutto il 2020.<\/p>\n<p>Nonostante un lieve incremento a marzo (dettato dal timore di una possibile carenza di forniture), ad aprile le <strong>vendite sono scese del 64,8%<\/strong>. Una leggera ripresa \u00e8 stata registrata durante i mesi pi\u00f9 caldi in alcuni stati, con gli americani che hanno preferito i sistemi AC portatili, poich\u00e9 non necessitano di installazione.<\/p>\n<p><strong>Una possibile speranza per l\u2019India<\/strong><\/p>\n<p>Fra gennaio e febbraio 2020, le vendite di condizionatori d\u2019aria in India hanno segnato un <strong>incremento a doppia cifra<\/strong>. I produttori hanno quindi preparato uno stock consistente di AC per fronteggiare la domanda estiva che, si presumeva, avrebbe interessato il mercato.<\/p>\n<p>Tale prospettiva, per\u00f2, \u00e8 stata disillusa a causa dell\u2019impatto che il Covid ha avuto sul condizionamento. La pandemia ha determinato il blocco dell\u2019intero paese, lasciando <strong>invendute le unit\u00e0 immagazzinate<\/strong>.<\/p>\n<p>Un barlume di speranza arriva dal segmento domestico del mercato degli AC che, una volta finita la crisi sanitaria, potrebbe trovare <strong>potenziali acquirenti nella classe media<\/strong> (grazie anche ai risparmi sulle spese, che le famiglie hanno accumulato durante la crisi). Si sta anche pensando di <strong>riportare in patria la produzione<\/strong> dei sistemi di condizionamento, oggi delocalizzata in Cina.<\/p>\n<p><strong>Cali nelle esportazioni dalla Cina<\/strong><\/p>\n<p>All&#8217;inizio di febbraio 2020, i produttori cinesi erano in completo arresto a causa della pandemia. Nel primo trimestre le esportazioni di AC sono <strong>diminuite del 9,1% in volume <\/strong>e del <strong>15,4% in valore<\/strong>, rispetto al primo trimestre del 2019.<\/p>\n<p>Se si confrontano le destinazioni di esportazione, la situazione \u00e8 pi\u00f9 sfumata. Il volume delle esportazioni verso l&#8217;Asia \u00e8 <strong>aumentato del 4,8%<\/strong> su base annua, mentre le esportazioni verso altre destinazioni sono diminuite: da un calo solo dell&#8217;1% in Europa a oltre il 25% in Nord America e Africa.<\/p>\n<p>Per un ulteriore approfondimento sui dati qui riportati, \u00e8 possibile consultare l\u2019articolo originale di <strong>IIFIIR<\/strong> (International Institute of Refrigeration) a questo <a href=\"https:\/\/iifiir.org\/en\/news\/the-global-ac-market-during-the-covid-19-pandemic\">link<\/a>.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-16029\" data-postid=\"16029\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-16029 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pandemia di Covid e il condizionamento sono strettamente correlati fra loro. 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