{"id":16261,"date":"2021-01-29T07:30:44","date_gmt":"2021-01-29T06:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=16261"},"modified":"2021-01-28T17:10:03","modified_gmt":"2021-01-28T16:10:03","slug":"smart-working-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/smart-working-4\/","title":{"rendered":"Dallo Smart Working non si torna indietro: e meno male"},"content":{"rendered":"<p>Buona parte dei neo lavoratori da remoto pensa che lo <strong>smart working sia innovazione <\/strong>e che rappresenti la strada da seguire in futuro. A dirlo sono i dati di una recente ricerca, eseguita su 10.000 dipendenti di 12 diversi paesi europei, medio-orientali e russi.<\/p>\n<p>Il sondaggio si propone di tracciare un quadro completo sull\u2019esperienza lavorativa da casa, comprensivo di benefici e disagi incontrati. Inoltre, al suo interno si chiede agli intervistati di suggerire alle aziende come investire il <strong>budget del 2021 <\/strong>per ottimizzare prestazioni e risorse.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza dello smart working ha avuto un impatto positivo<\/strong><\/p>\n<p>Il lockdown ha costretto tante realt\u00e0 a <strong>ripensare il proprio modo di produrre<\/strong>. Lo smart working \u00e8 stato un\u2019innovazione per molte di esse e i dipendenti (seppure inizialmente un po\u2019 spaesati) hanno di certo imparato ad apprezzarlo.<\/p>\n<p>In particolare, per gli intervistati in Italia, i principali lati positivi sono stati due: l\u2019<strong>elevato grado di autonomia <\/strong>(65%) e un <strong>migliore approccio al lavoro in team<\/strong>, grazie a una distribuzione pi\u00f9 attenta e consapevole dei compiti (66%).<\/p>\n<p>Scendendo ulteriormente nello specifico, si nota come l\u201987% dei partecipanti al sondaggio abbia espresso la speranza di<strong> mantenere l\u2019autonomia acquisita<\/strong> anche dopo la conclusione della pandemia. L\u2019auspicio di coloro che rientrano in questa percentuale \u00e8 quello di poter avere una <strong>maggiore flessibilit\u00e0<\/strong> nel determinare quando lavorare da casa e quando recarsi in ufficio.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 dunque un reale desiderio di <strong>raggiungere una sorta di equilibrio fra lavoro in presenza e smart working<\/strong>, poich\u00e9 i due aspetti sono ormai considerati imprescindibili l\u2019uno dall\u2019altro. Le nuove sfide generate dall\u2019occupazione a distanza e la maggior fiducia dimostrata dai dirigenti nei confronti dei propri sottoposti, fungono da cambiamenti importanti e positivi, rispettivamente per il 62% e per il 33% degli intervistati.<\/p>\n<p>Un altro vantaggio del lavoro smart \u00e8 stato quello di avere la possibilit\u00e0 di <strong>gestire meglio la propria giornata<\/strong>. Circa il 61% dei soggetti ha infatti sottolineato come il lavoro da casa abbia permesso di svolgere una migliore attivit\u00e0 fisica e di stare di pi\u00f9 con la famiglia. Il 48% ha poi asserito che preferisce <strong>non dover tornare a fare il tragitto casa \u2013 lavoro<\/strong>, cos\u00ec da poter dedicare il tempo risparmiato a una massimizzazione dei propri livelli di produttivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Gli investimenti da fare con il budget 2021 secondo i dipendenti smart<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultima parte del sondaggio ha chiesto ai partecipanti di immaginarsi CEO della propria azienda per un giorno. Questo esperimento \u00e8 servito a comprendere quali, secondo i lavoratori, potessero essere <strong>i punti chiave su cui investire nel 2021<\/strong>.<\/p>\n<p>I risultati emersi sono stati davvero molto interessanti, con ben l\u201983% degli intervistati che ha suggerito la necessit\u00e0 di <strong>fornire ai dipendenti anche a casa la medesima tecnologia utilizzata in ufficio<\/strong>. Nella loro esperienza di smart working, la svolta \u00e8 stata proprio il poter collaborare a distanza, senza dover sottostare a compromessi tecnologici (almeno per il 66%).<\/p>\n<p>Per quanto concerne la domanda specifica relativa a dove un\u2019azienda dovrebbe investire le proprie risorse per il 2021, i lavoratori hanno individuato gli ambiti che seguono:<\/p>\n<ul>\n<li>investimento attento e mirato su tecnologie che permettano una <strong>maggiore produttivit\u00e0<\/strong> (42%);<\/li>\n<li>migliore <strong>prevenzione sanitaria<\/strong> negli uffici, con accorgimenti capaci di rendere pi\u00f9 sicuro il posto di lavoro (31%);<\/li>\n<li>incremento delle <strong>possibilit\u00e0 formative<\/strong> annesse allo sviluppo di competenze digitali (30%);<\/li>\n<li>miglioramento generale della <strong>sicurezza informatica<\/strong> (29%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nonostante lo smart working e l\u2019innovazione da esso portata abbiano creato aspettative elevate tra i dipendenti, il 41% degli stessi <strong>si \u00e8 detto fortemente scettico<\/strong> sul fatto che, dopo la pandemia, la suddetta modalit\u00e0 lavorativa verr\u00e0 mantenuta. La strada della conversione \u00e8 stata indubbiamente imboccata, ma bisogner\u00e0 vedere se titolari e dirigenti vorranno davvero continuare a percorrerla.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-16261\" data-postid=\"16261\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-16261 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buona parte dei neo lavoratori da remoto pensa che lo smart working sia innovazione e che rappresenti la strada da seguire in futuro. A dirlo sono i dati di una recente ricerca, eseguita su 10.000 dipendenti di 12 diversi paesi europei, medio-orientali e russi.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":16267,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"46","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Buona parte dei neo lavoratori da remoto pensa che lo smart working sia innovazione e che rappresenti la strada da seguire in futuro. A dirlo sono i dati di una recente ricerca, eseguita su 10.000 dipendenti di 12 diversi paesi europei, medio-orientali e russi.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-16261","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16261\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}