{"id":17309,"date":"2021-05-28T07:30:30","date_gmt":"2021-05-28T05:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17309"},"modified":"2021-05-26T11:01:17","modified_gmt":"2021-05-26T09:01:17","slug":"cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"Clima: il punto sul riscaldamento globale. 2020 l&#8217;anno pi\u00f9 caldo finora"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>cambiamento climatico<\/strong> \u00e8 un problema reale che sta via via degenerando, soprattutto a causa del mancato raggiungimento di certi obiettivi definiti a livello mondiale. Il primo dato tangibile di ci\u00f2 \u00e8 rappresentato dal fatto che il 2020 \u00e8 stato uno degli anni pi\u00f9 caldi finora registrati.<\/p>\n<p>L\u2019ennesima conferma della difficile situazione, ha spinto alcuni paesi a seguire con maggiore attenzione le direttive presenti nell\u2019Accordo di Parigi, imponendo interventi pi\u00f9 drastici per <strong>ridurre le emissioni<\/strong>: strategie fondamentali dai cui risultati dipendono le sorti dell\u2019intero pianeta.<\/p>\n<p><strong>Tendenze delle temperature nel 2020<\/strong><\/p>\n<p>Dopo numerose verifiche e grazie a una raccolta massiva di dati provenienti da pi\u00f9 fonti (tra le quali anche enti come la NASA), i climatologi hanno potuto stabilire che il 2016 e il 2020 sono stati gli anni con le <strong>temperature pi\u00f9 elevate di sempre<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019articolo di <em>Carbon Brief<\/em> (riportato per intero in questo <a href=\"https:\/\/www.carbonbrief.org\/state-of-the-climate-2020-ties-as-warmest-year-on-record\">link<\/a>) si pu\u00f2 trovare il dettaglio di tutti i valori, con i relativi grafici comparativi e le <strong>conseguenze causate dal cambiamento climatico sull\u2019ambiente<\/strong>. \u00c8 possibile riassumere i numeri del 2020 in cinque punti fondamentali:<\/p>\n<ul>\n<li>record delle temperature in superficie;<\/li>\n<li>record dei livelli di calore negli oceani;<\/li>\n<li>record di calore registrato dai satelliti;<\/li>\n<li>secondo minimo estivo pi\u00f9 basso della quantit\u00e0 di ghiaccio marino artico;<\/li>\n<li>ulteriore innalzamento del livello del mare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del 2020, il fenomeno conosciuto con il nome <strong>La Ni\u00f1a<\/strong> ha determinato un calo della temperatura globale del pianeta. Gli esperti prevedono che il suddetto raffreddamento persister\u00e0 almeno per tutta la prima met\u00e0 del 2021, facendo registrare nell\u2019anno in corso temperature pi\u00f9 basse rispetto a quelle dell\u2019anno appena concluso.<\/p>\n<p><strong>Vantaggi a breve termine sul cambiamento climatico<\/strong><\/p>\n<p>Un gruppo di scienziati (sostenuti dal progetto CONSTRAIN, finanziato dall\u2019UE) ha proposto alcune ipotesi, secondo le quali gli effetti di interventi drastici sull\u2019inquinamento potrebbero essere <strong>visibili gi\u00e0 nel breve periodo<\/strong>. L\u2019idea \u00e8 nata dal fatto che le simulazioni sul cambiamento climatico fino ad ora effettuate non tenevano conto della naturale variabilit\u00e0 del clima stesso.<\/p>\n<p>Un interessante articolo di <em>Zerosottozero<\/em> (consultabile a questo <a href=\"https:\/\/www.zerosottozero.it\/2021\/01\/05\/tagli-alle-emissioni-globali-in-linea-con-laccordo-di-parigi-producono-vantaggi-a-breve-termine-per-la-terra\/\">link<\/a>) rivela che, considerando tali variabili, l\u2019obiettivo di mantenere le temperature del riscaldamento globale a 1,5 \u00b0C sopra i livelli preindustriali, non solo avrebbe benefici sul lungo periodo, ma <strong>impatterebbe considerevolmente anche sul futuro prossimo<\/strong>.<\/p>\n<p>In particolare, nei prossimi 20 anni, i <strong>tassi di riscaldamento<\/strong> potrebbero abbassarsi fino a 13 volte rispetto a qualunque scenario privo di interventi di mitigazione. Al fine di dimostrare questa ipotesi, gli scienziati hanno scelto di usare per lo studio dei dati un duplice approccio.<\/p>\n<p>Il primo si \u00e8 basato sul confronto dei pi\u00f9 recenti modelli climatici, appartenenti alla fase 6 del progetto di comparazione di modelli accoppiati (<strong>CMIP6<\/strong>). In questo caso sono state scelte solo le rappresentazioni pi\u00f9 fedeli agli attuali tassi di riscaldamento.<\/p>\n<p>Per il secondo approccio, invece, sono state combinate migliaia di simulazioni, utilizzando un modello climatico chiamato <em>Finite amplitude Impulse Response<\/em> (<strong>FaIR<\/strong>), le cui stime tengono conto anche della <strong>variabilit\u00e0 naturale del clima<\/strong>.<\/p>\n<p>Confrontando i risultati dei due approcci e inserendo la <strong>variabile NDC<\/strong> (contributi a livello nazionale dei paesi coinvolti negli obiettivi di Parigi), gli scienziati sono riusciti a dimostrare che gli effetti a breve termine sui tassi di riscaldamento non sono solo una mera speculazione teorica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento climatico \u00e8 un problema reale che sta via via degenerando, soprattutto a causa del mancato raggiungimento di certi obiettivi definiti a livello mondiale. 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