{"id":17422,"date":"2021-06-28T07:30:43","date_gmt":"2021-06-28T05:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17422"},"modified":"2021-06-25T09:29:03","modified_gmt":"2021-06-25T07:29:03","slug":"refrigerazione-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/refrigerazione-spazio\/","title":{"rendered":"Refrigerazione nello spazio: da ora si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"<p>Lavorare nello <strong>spazio<\/strong> \u00e8 sicuramente affascinante ma, quando si parla del cibo servito nei velivoli a gravit\u00e0 zero, gli <strong>astronauti<\/strong> si lamentano sempre del sapore. Ci\u00f2 dipende in primis dal fatto che le pietanze devono essere liofilizzate per garantire un risparmio di peso \u2013 ingombro e per assicurare una maggiore longevit\u00e0 di conservazione.<\/p>\n<p>Adottare i tradizionali <strong>sistemi di refrigerazione<\/strong> utilizzati sulla Terra \u00e8 impossibile, poich\u00e9 buona parte dei frigoriferi terrestri basa il proprio funzionamento sulla gravit\u00e0. Nonostante siano in particolare i componenti che necessitano di lubrificazione con olio liquido a dare pi\u00f9 grattacapi agli ingegneri, sono comunque gi\u00e0 in cantiere interessanti progetti pronti a rivoluzionare questo aspetto.<\/p>\n<p><strong>I frigoriferi spaziali della ISS<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019International Space Station o Stazione Spaziale Internazionale (che \u00e8 in continua orbita intorno alla Terra) \u00e8 un ottimo terreno di studio per testare le <strong>nuove soluzioni refrigeranti<\/strong>. Attualmente la NASA sta adoperando otto unit\u00e0 di refrigerazione prive di componenti rotative e create appositamente per l\u2019uso a gravit\u00e0 zero.<\/p>\n<p>Il sistema si chiama <strong>Freezer Refrigerator Incubator Device for Galley and Experimentation<\/strong> (aka FRIDGE) ed \u00e8 il frutto di una progettazione attenta e scrupolosa. Visto che il suo interno \u00e8 del tutto sprovvisto di parti rotanti e di ventole, non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di usare olio liquido che le lubrifichi.<\/p>\n<p>Tra i vari problemi da risolvere durante la costruzione di questo frigorifero per lo spazio, \u00e8 rientrato quello della <strong>dissipazione del calore<\/strong>. Partendo dal presupposto che, senza gravit\u00e0, l\u2019aria calda non va verso l\u2019alto, gli ingegneri hanno dovuto collegare l\u2019apparecchio delle dimensioni di un forno a microonde al <strong>sistema di raffreddamento ad acqua<\/strong> gi\u00e0 presente sulla ISS.<\/p>\n<p>Le unit\u00e0 a oggi operative sulla Stazione Spaziale Internazionale sono sei e vengono utilizzate principalmente per la <strong>sperimentazione<\/strong>. Tuttavia sono in arrivo altre due unit\u00e0 destinate alla <strong>conservazione di vero cibo<\/strong> inviato dal pianeta o prodotto dalle serre idroponiche direttamente a bordo.<\/p>\n<p><strong>Il futuro della refrigerazione spaziale<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca scientifica non si ferma mai e questo \u00e8 vero anche per i frigoriferi da usare nello spazio. Le soluzioni sopra descritte hanno una grossa difficolt\u00e0 annessa all\u2019elevatissimo <strong>consumo energetico<\/strong> necessario per la conservazione dei cibi.<\/p>\n<p>La NASA ha dunque commissionato a diversi team di ricerca lo sviluppo di un\u2019unit\u00e0 di refrigerazione ad <strong>alta efficienza energetica<\/strong>, capace di conservare cibo fresco per gli astronauti e installabile nelle future navicelle per i viaggi interplanetari.<\/p>\n<p>Uno dei progetti pi\u00f9 promettenti \u00e8 quello nato dalla collaborazione fra la Purdue University, l\u2019Air Squared Inc e la Whirlpool Corporation. Esso mira a creare un <strong>frigorifero a compressione di vapore<\/strong>, volto a fornire temperature da congelatore riducendo i consumi di energia.<\/p>\n<p>Il dispositivo si basa su una tecnologia recentemente brevettata proprio da Air Squared Inc, che prevede l\u2019utilizzo di un <strong>compressore scroll <\/strong>e di un<strong> espansore integrato<\/strong>. Queste due componenti operano su un albero comune e possono quindi essere protette da un unico guscio semi-ermetico.<\/p>\n<p>Un altro vantaggio dato dall\u2019impiegare il compressore scroll, \u00e8 che <strong>non serve olio lubrificante<\/strong>: ci\u00f2 rende il sofisticato frigorifero una soluzione perfetta per operare a gravit\u00e0 zero. Il prototipo \u00e8 ormai pronto per i <strong>test a microgravit\u00e0<\/strong> che, se superati come si augurano i progettisti, apriranno le porte a una produzione massiva e a un nuovo modo di concepire la refrigerazione nello spazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavorare nello spazio \u00e8 sicuramente affascinante ma, quando si parla del cibo servito nei velivoli a gravit\u00e0 zero, gli astronauti si lamentano sempre del sapore. Ci\u00f2 dipende in primis dal fatto che le pietanze devono essere liofilizzate per garantire un risparmio di peso \u2013 ingombro e per assicurare una maggiore longevit\u00e0 di conservazione.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":17420,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Refrigerazione nello spazio: da ora si pu\u00f2","_seopress_titles_desc":"Lavorare nello spazio \u00e8 sicuramente affascinante ma, quando si parla del cibo servito nei velivoli a gravit\u00e0 zero, gli astronauti si lamentano sempre del sapore. Ci\u00f2 dipende in primis dal fatto che le pietanze devono essere liofilizzate per garantire un risparmio di peso \u2013 ingombro e per assicurare una maggiore longevit\u00e0 di conservazione.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-17422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17422\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}