{"id":17450,"date":"2021-07-05T07:30:18","date_gmt":"2021-07-05T05:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17450"},"modified":"2021-07-01T14:38:24","modified_gmt":"2021-07-01T12:38:24","slug":"politica-energetica-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/politica-energetica-ue\/","title":{"rendered":"Riflessioni sulla politica energetica UE: come si pu\u00f2 migliorare"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attuale <strong>politica energetica UE<\/strong> presenta dei punti di forza, ma anche diversi punti deboli. Questa instabilit\u00e0 \u00e8 dovuta principalmente allo scarso impegno di buona parte dei paesi firmatari degli accordi di Parigi nel raggiungimento della decarbonizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del cosiddetto <strong>Green Deal<\/strong> europeo \u00e8 quello di portare i 27 stati appartenenti dell\u2019Unione Europea alla neutralit\u00e0 energetica entro il 2050, riducendo al contempo le disuguaglianze economiche fra i membri.<\/p>\n<p>Nonostante la situazione imponga il raggiungimento di risultati immediati e ci sia piena consapevolezza da parte delle varie nazioni, questa ardua sfida ha bisogno di sforzi congiunti per essere superata.<\/p>\n<p><strong>Ricorso a fonti energetiche alternative<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei principi cardine su cui si basano gli accordi europei sul clima, \u00e8 quello relativo alla ricerca di <strong>fonti energetiche alternative<\/strong>. L\u2019Europa chiede a tutti i firmatari che almeno il 20% dell\u2019energia prodotta all\u2019interno dei rispettivi confini territoriali derivi da fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>Seppur diversi paesi hanno fatto registrare un incremento nella produzione di energia verde (con il settore eolico in testa a tutti), vi \u00e8 ancora una larga fetta di governi che predilige l\u2019energia generata dalla <strong>combustione del gas<\/strong>.<\/p>\n<p>Alcune stime prevedono che esso rester\u00e0 preponderante per diversi anni nei paesi con una maggiore capacit\u00e0 estrattiva di carbone. Si parla addirittura di un <strong>incremento della domanda<\/strong> a causa della sua economicit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Questa realt\u00e0 \u00e8 un campanello d\u2019allarme che potrebbe far <strong>ritardare il raggiungimento degli obiettivi<\/strong> imposti dagli accordi di Parigi. L\u2019Europa dovrebbe quindi intervenire in tal senso, arginando il problema con sanzioni e richiami pi\u00f9 concreti.<\/p>\n<p>A gennaio dell\u2019anno corrente, l\u2019UE ha provato a richiedere la <strong>sospensione della produzione<\/strong> di carbone a stati come la Germania e la Polonia (fra i pi\u00f9 attivi nel settore), ma con scarsi risultati. Nell\u2019ultimo aggiornamento sui livelli di consumo energetico (avvenuto nel 2018), i dati mostrano un trend negativo che vede ancora i combustibili fossili dominare il mercato dell\u2019energia.<\/p>\n<p><strong>La politica energetica UE sbaglia il focus<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019energia verde non dovrebbe essere l\u2019unica attivit\u00e0 su cui punta la politica energetica UE. Il Green Deal, infatti, \u00e8 un piano omnicomprensivo, che racchiude in s\u00e9 <strong>oltre 50 strategie d\u2019azione<\/strong> per combattere il problema del carbone su pi\u00f9 fronti.<\/p>\n<p>A detta degli analisti, la generazione di energia alternativa sta procedendo nella direzione giusta. Eolico e solare, ad esempio, sono ormai diventati <strong>commercialmente accessibili<\/strong> e fruibili da tutti a costi abbastanza contenuti. La vera sfida sta quindi nel sensibilizzare adeguatamente l\u2019utente finale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo primario dell\u2019Unione Europea dovrebbe essere quello di concentrarsi sulla <strong>generazione della domanda di energia pulita<\/strong> da parte dell\u2019industria pesante, del settore dei trasporti pesanti e dell&#8217;aviazione. Questi sono infatti gli ambiti in cui si generano le maggiori quantit\u00e0 di emissioni nocive e contro cui bisogna prendere i provvedimenti pi\u00f9 immediati.<\/p>\n<p>La <strong>transizione energetica<\/strong> nei suddetti settori \u00e8 stata quella che \u00e8 andata pi\u00f9 a rilento negli ultimi 30 anni, forse anche a causa dell\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Europa di imporre alle grandi industrie le giuste restrizioni. Il cambiamento climatico per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 in atto da tempo e senza azioni tempestive in tal senso si rischia un futuro davvero cupo.<\/p>\n<p><strong>I lati positivi dell\u2019impegno europeo<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante alcuni passi falsi fatti durante un percorso di per s\u00e9 tortuoso, bisogna ammettere che la politica energetica UE \u00e8 fra le migliori e <strong>pi\u00f9 efficienti al mondo<\/strong>. Nessun altro continente sta investendo cos\u00ec tanto nella lotta alla decarbonizzazione come l\u2019Europa e questo costituisce un messaggio molto positivo.<\/p>\n<p>Il rientro degli Stati Uniti negli accordi di Parigi \u00e8 un valido esempio di come l\u2019Unione Europea <strong>stia trainando<\/strong> gli stati extraeuropei verso il raggiungimento di una produzione energetica pi\u00f9 sostenibile, a tutela del delicato equilibrio ambientale della Terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attuale politica energetica UE presenta dei punti di forza, ma anche diversi punti deboli. 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