{"id":17503,"date":"2021-07-14T07:30:43","date_gmt":"2021-07-14T05:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17503"},"modified":"2021-07-13T17:21:26","modified_gmt":"2021-07-13T15:21:26","slug":"data-center-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/data-center-4\/","title":{"rendered":"Data Center: si pu\u00f2 raffreddare con acqua di fiume?"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>data center<\/strong> sono una parte fondamentale delle infrastrutture IT, poich\u00e9 consentono a qualunque sistema informativo di funzionare 24 ore su 24. Si tratta di enormi stanze che ospitano server, storage, gruppi di continuit\u00e0 e qualunque altra apparecchiatura necessaria a gestire processi, comunicazioni e servizi per aziende e privati.<\/p>\n<p>Lavorando quotidianamente senza alcuna sosta, le suddette apparecchiature generano per\u00f2 enormi quantit\u00e0 di calore. Si rende quindi necessario dissiparlo il pi\u00f9 possibile per garantire una temperatura operativa costante e ottimale. In California \u00e8 in sperimentazione un metodo di raffreddamento innovativo che sfrutta l\u2019<strong>acqua di fiume<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il data center a impatto zero<\/strong><\/p>\n<p>Raffreddare un data center richiede fattori quali tecnologie complesse, ampie quantit\u00e0 di energia e l\u2019impiego di refrigeranti chimici che hanno un <strong>concreto impatto sull\u2019ambiente<\/strong>. Rendere queste importanti strutture pi\u00f9 green \u00e8 una sfida tanto ardua quanto necessaria per il bene dell\u2019intero pianeta.<\/p>\n<p>Un interessante articolo di Cooling Post (consultabile a questo link\u00a0<a href=\"https:\/\/www.coolingpost.com\/features\/data-centre-cooled-using-river-water\/\">https:\/\/www.coolingpost.com\/features\/data-centre-cooled-using-river-water\/<\/a>) ha presentato il primo data center ad alta densit\u00e0 con zero emissioni. Si chiama <strong>Nautilus Stockton<\/strong> ed \u00e8 un piccolo miracolo di ingegneria, capace di sfruttare della semplice acqua di fiume per il raffreddamento di tutte le sue componenti.<\/p>\n<p>La struttura di 930 m<sup>2<\/sup> \u00e8 <strong>ospitata su una chiatta<\/strong> ancorata agli argini del fiume San Joaquin, a Stockton in California. Pu\u00f2 generare una potenza di 7MW quando tutte e quattro le sale dati modulari interne sono operative. Ci\u00f2 sviluppa molto calore, ma il sistema di raffreddamento ad acqua ideato da Nautilus riesce a mantenere le temperature a livelli ottimali senza alcuno sforzo.<\/p>\n<p><strong>Come funziona la tecnologia Nautilus TRUE<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante la realizzazione di data center a impatto zero sia stata un\u2019operazione complessa, questo primo prototipo \u00e8 l\u2019esempio concreto di come la suddetta soluzione sia applicabile su larga scala. Il successo \u00e8 in gran parte merito dell\u2019innovativa tecnologia <strong>Nautilus TRUE<\/strong> (Total Resource Usage Effectiveness).<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 quella di abbandonare in toto ogni tipo di refrigerazione meccanica, affidando il raffreddamento a un ingegnoso <strong>circuito alimentato ad acqua dolce<\/strong>. La naturale temperatura dell\u2019acqua di fiume, infatti, \u00e8 sufficientemente fredda per consentire uno scambio termico adeguato. Il principio di funzionamento a livello concettuale \u00e8 piuttosto semplice:<\/p>\n<ul>\n<li>si preleva il liquido direttamente dal fiume che scorre sotto la chiatta;<\/li>\n<li>si filtra per rimuovere possibili agenti contaminanti;<\/li>\n<li>l\u2019acqua arriva allo scambiatore termico e ingloba il calore in eccesso prodotto dai singoli moduli;<\/li>\n<li>lo scarico immette l\u2019acqua calda di nuovo nel fiume.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La cosa interessante \u00e8 che il liquido non viene in alcun modo alterato da agenti chimici di sorta e pu\u00f2 quindi essere rilasciato nel canale <strong>senza conseguenze per la fauna<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi offerti dal data center raffreddato ad acqua di fiume<\/strong><\/p>\n<p>Oltre ad avere un impatto sull\u2019ambiente praticamente nullo, il Nautilus Stockton \u00e8 considerato un data center ad alta efficienza energetica. Grazie ad alcuni accorgimenti costruttivi peculiari, consuma in media il <strong>30% in meno dell\u2019energia<\/strong> rispetto alle soluzioni tradizionali.<\/p>\n<p>Le <strong>sale dati modulari<\/strong> che costituiscono il complesso sono dotate di 4 unit\u00e0 di distribuzione del raffreddamento parallele da 675kW (a prova di perdite) e presentano una configurazione \u201c4 to make 3\u201d. Ciascuna \u00e8 alimentata da sistemi a circuito aperto ridondanti.<\/p>\n<p>La soluzione studiata da Nautilus, e basata sulla semplice acqua di fiume, apre le porte alla costruzione di data center sempre pi\u00f9 performanti, sostenibili, di rapida realizzazione e capaci di <strong>servire intere comunit\u00e0<\/strong>, senza avere ripercussioni sull\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<p>Questi stessi risultati spingono l\u2019azienda produttrice a lavorare duramente per rendere la propria tecnologia <strong>disponibile in pi\u00f9 paesi possibili<\/strong>, stravolgendo il modo di concepire i centri di dati in tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I data center sono una parte fondamentale delle infrastrutture IT, poich\u00e9 consentono a qualunque sistema informativo di funzionare 24 ore su 24. 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