{"id":17603,"date":"2021-08-09T07:30:51","date_gmt":"2021-08-09T05:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17603"},"modified":"2021-07-20T15:58:07","modified_gmt":"2021-07-20T13:58:07","slug":"emissioni-co2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/emissioni-co2\/","title":{"rendered":"Emissioni CO2: mai cos\u00ec basse. Ma non \u00e8 tutto positivo"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/strong> fra marzo e aprile 2020 sono state fra le pi\u00f9 basse mai registrate. A causa del lockdown imposto ai cittadini per arginare la diffusione del Coronavirus, infatti, si \u00e8 potuto osservare un calo davvero significativo delle suddette sostanze inquinanti.<\/p>\n<p>Nonostante tale dato dimostri come la sospensione drastica dell\u2019utilizzo di combustibili fossili possa avere un reale impatto nella lotta contro i <strong>cambiamenti climatici<\/strong>, gli esperti sostengono per\u00f2 che potrebbero comunque esserci delle ripercussioni negative nell\u2019anno corrente.<\/p>\n<p><strong>I dati del lockdown sulle emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/strong><\/p>\n<p>Durante i primi mesi di chiusura per il Covid-19, \u00e8 stato richiesto ai cittadini e alle imprese uno stop forzato che ha interessato la circolazione delle vetture, la produzione nelle fabbriche e la viabilit\u00e0 pubblica. In quel periodo le emissioni di CO<sub>2<\/sub> sono <strong>calate del 35%<\/strong>.<\/p>\n<p>Si parla addirittura di 20 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno rispetto al 2019: valore che (se mantenuto costante) potrebbe avvicinare l\u2019Italia agli obiettivi previsti dagli <strong>accordi di Parigi<\/strong> sul clima.<\/p>\n<p>Entrando nello specifico, si pu\u00f2 notare come marzo sia stato un mese di transizione a causa della graduale applicazione di <strong>norme sempre pi\u00f9 restrittive<\/strong>. Tra l\u2019anno prima e l\u2019anno dopo i consumi energetici sono diminuiti del 15,9%, mentre le emissioni di biossido di carbonio del 19%.<\/p>\n<p>Il <strong>settore dei trasposti<\/strong> \u00e8 quello che ha avuto la maggiore influenza sull\u2019abbassamento della CO<sub>2<\/sub>. In particolare, il gasolio ha rappresentato il 60% del calo, seguito dalla benzina (22%), dal carboturbo (15%) e infine dal GPL (5%), per un totale di 4,5 milioni di tonnellate di CO<sub>2<\/sub> in meno.<\/p>\n<p>Ad aprile, invece, si sono addirittura raggiunte <strong>7 milioni di tonnellate in meno<\/strong>, sinonimo di come una quasi completa immobilit\u00e0 del settore dei trasporti possa fare nettamente la differenza nella produzione di inquinamento.<\/p>\n<p>Anche i <strong>consumi elettrici<\/strong> hanno registrato un notevole decremento: se a marzo si \u00e8 arrivati al -21,1%, ad aprile si \u00e8 toccata quota -23%. Tutti parametri dall\u2019enorme rilevanza, che possono essere la chiave per combattere efficacemente i pericolosi cambiamenti climatici in atto.<\/p>\n<p><strong>I probabili risvolti negativi nel 2021<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante i dati incoraggianti sulle emissioni di CO<sub>2 <\/sub>dell\u2019anno precedente, vi \u00e8 una concreta preoccupazione per quanto concerne la ripartenza. Il periodo post-Covid, infatti, potrebbe <strong>generare un\u2019ondata di consumi senza precedenti<\/strong>, arrivando a inficiare i progressi fatti fino a questo momento.<\/p>\n<p>La suddetta teoria si basa su <strong>evidenze storiche<\/strong>, che testimoniano come il bisogno di ripartire e recuperare il tempo perduto tenda a spingere cittadini e imprese verso un aumento drastico dei consumi energetici. Se ci\u00f2 dovesse avvenire, l\u2019Italia si ritroverebbe ad allontanarsi in maniera molto pericolosa dalla concretizzazione degli obiettivi di Parigi.<\/p>\n<p>Secondo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, \u00e8 importantissimo mantenere i valori raggiunti durante il lockdown anche nel 2021 e per riuscirci suggerisce di puntare sulla <strong>green economy<\/strong>. Servono misure restrittive concrete per la regolamentazione dei combustibili fossili e piani di azione ben studiati, che permettano alle aziende di riaprire in un\u2019ottica pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>Solo in questa maniera sar\u00e0 possibile combattere i cambiamenti climatici in atto, evitando di aggravare ulteriormente la gi\u00e0 precaria situazione in cui versa l\u2019ambiente. Una <strong>ripartenza verde<\/strong> \u00e8 di certo la soluzione ideale per trarre qualcosa di buono dall\u2019esperienza fatta con il Coronavirus.<\/p>\n<p>Scongiurare le ripercussioni negative \u00e8 quindi possibile, ma servono l\u2019<strong>impegno concreto <\/strong>delle istituzioni e strategie di riapertura ideate con criterio. Adesso non resta altro da fare che attendere la fine del 2021, per valutare come saranno cambiate le emissioni di CO<sub>2<\/sub> e i livelli di inquinamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le emissioni di CO2 fra marzo e aprile 2020 sono state fra le pi\u00f9 basse mai registrate. A causa del lockdown imposto ai cittadini per arginare la diffusione del Coronavirus, infatti, si \u00e8 potuto osservare un calo davvero significativo delle suddette sostanze inquinanti.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":17601,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Emissioni CO2: mai cos\u00ec basse. Ma non \u00e8 tutto positivo","_seopress_titles_desc":"Le emissioni di CO2 fra marzo e aprile 2020 sono state fra le pi\u00f9 basse mai registrate. A causa del lockdown imposto ai cittadini per arginare la diffusione del Coronavirus, infatti, si \u00e8 potuto osservare un calo davvero significativo delle suddette sostanze inquinanti.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-17603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17603\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}