{"id":17612,"date":"2021-08-11T07:30:33","date_gmt":"2021-08-11T05:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17612"},"modified":"2021-07-20T16:07:08","modified_gmt":"2021-07-20T14:07:08","slug":"minaccia-cfc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/minaccia-cfc\/","title":{"rendered":"Riscaldamento globale e oceani: la minaccia CFC"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>CFC<\/strong> o clorofluorocarburi sono dei gas estremamente dannosi per lo strato di ozono che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette. Questi composti chimici (in particolare i CFC-11) sono stati prodotti in massa dalle attivit\u00e0 umane negli scorsi decenni.<\/p>\n<p>Visto che ad assorbire buona parte delle quantit\u00e0 emesse finora ci hanno in primis pensato gli <strong>oceani<\/strong>, i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) temono un pericoloso e imminente avvicinamento degli stessi al punto di saturazione.<\/p>\n<p><strong>La preoccupante minaccia dei CFC provenienti dagli oceani<\/strong><\/p>\n<p>I dati raccolti dagli scienziati sono piuttosto chiari: gli oceani rischiano di trasformarsi da pozzi di smaltimento per i CFC a veri e propri magazzini pronti a <strong>reimmettere tali sostanze nell\u2019atmosfera<\/strong>. Allo stato attuale dei fatti non \u00e8 pi\u00f9 tanto questione di \u201cse\u201d, ma di \u201cquando\u201d questa eventualit\u00e0 si verificher\u00e0.<\/p>\n<p>Le stime indicano il 2075 come l\u2019anno in cui gli oceani raggiungeranno il <strong>picco massimo di saturazione<\/strong> e gi\u00e0 dal 2145 si ritiene che le emissioni di CFC-11 saranno rilevabili con gli attuali metodi di misurazione. I valori restituiti dai diversi modelli usati per le previsioni, per\u00f2, potrebbero essere fin troppo ottimistici.<\/p>\n<p>Il <strong>riscaldamento globale<\/strong>, infatti, pu\u00f2 giocare un ruolo fondamentale nell\u2019accelerare il processo di saturazione. Un oceano pi\u00f9 freddo ha una <strong>migliore capacit\u00e0 di assorbire i CFC<\/strong> e l\u2019innalzamento delle temperature causato dall\u2019inquinamento umano, rischia di abbassare drasticamente questa propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Stando alle nuove simulazioni effettuate, i ricercatori avvisano che, se non si prenderanno provvedimenti al pi\u00f9 presto, i mari del mondo potrebbero cominciare a <strong>emettere nell\u2019atmosfera quantit\u00e0 significative di CFC-11<\/strong>, gi\u00e0 a partire dal 2130.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impatto dei CFC-11 sull\u2019ozono<\/strong><\/p>\n<p>Una volta raggiunta la stratosfera, i clorofluorocarburi (e, come gi\u00e0 detto, in particolare i CFC-11) innescano delle reazioni a catena che sfociano poi nel danneggiamento del prezioso <strong>strato di ozono<\/strong>.<\/p>\n<p>Senza questo gas a protezione della Terra, le <strong>radiazioni ultraviolette<\/strong> provenienti dal sole sono troppo intense e risultano eccessivamente dannose per qualunque forma di vita presente in superficie.<\/p>\n<p>Per tale ragione \u00e8 stato istituito il <strong>Protocollo di Montreal<\/strong>: un trattato che coinvolge buona parte dei paesi industrializzati, stilato con lo scopo di ridurre le emissioni di sostanze minacciose per l\u2019ozono. Questo documento si \u00e8 rivelato fondamentale soprattutto per eliminare gradualmente i CFC-11 dalle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n<p>In passato, i clorofluorocarburi erano largamente impiegati nella climatizzazione e nella produzione di schiume isolanti o di refrigeranti ma, grazie alla <strong>sospensione della loro commercializzazione<\/strong> cominciata nel 2010, ora sono praticamente scomparsi.<\/p>\n<p>La \u201ctregua\u201d nell\u2019impiego di CFC ha consentito agli oceani di riassorbire buona parte delle emissioni prodotte dall\u2019uomo. Tuttavia, come anticipato, questi preziosi alleati sono ormai al limite e presto diventeranno loro stessi una <strong>fonte di emissioni nocive<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Come agire per limitare i danni<\/strong><\/p>\n<p>La scoperta dei ricercatori del MIT pu\u00f2 rivelarsi estremamente utile, poich\u00e9 d\u00e0 modo ai governi di tutto il mondo di <strong>trovare soluzioni<\/strong> (laddove possibile) volte ad arginare il problema. Va per\u00f2 specificato che, per limitare l\u2019innalzamento delle temperature globali, servono contromisure immediate unite a provvedimenti pi\u00f9 drastici.<\/p>\n<p>Il pianeta \u00e8 attualmente in piena sofferenza e il protocollo di Montreal potrebbe non essere una risposta sufficientemente efficace. Vi sono ancora troppe <strong>nazioni che non rispettano quanto siglato<\/strong> negli accordi, con ritardi sull\u2019abolizione di determinati prodotti o la totale inosservanza delle restrizioni imposte.<\/p>\n<p>Serve quindi uno sforzo maggiore per eliminare definitivamente i CFC e tutti gli altri agenti inquinanti, che minacciano il delicato ecosistema in cui viviamo. Senza un impegno comune si rischia l\u2019ulteriore aggravarsi degli <strong>stravolgimenti climatici<\/strong> e delle relative conseguenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I CFC o clorofluorocarburi sono dei gas estremamente dannosi per lo strato di ozono che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette. Questi composti chimici (in particolare i CFC-11) sono stati prodotti in massa dalle attivit\u00e0 umane negli scorsi decenni.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":17610,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Riscaldamento globale e oceani: la minaccia CFC","_seopress_titles_desc":"I CFC o clorofluorocarburi sono dei gas estremamente dannosi per lo strato di ozono che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette. Questi composti chimici (in particolare i CFC-11) sono stati prodotti in massa dalle attivit\u00e0 umane negli scorsi decenni.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-17612","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17612\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}