{"id":17678,"date":"2021-08-30T07:30:18","date_gmt":"2021-08-30T05:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=17678"},"modified":"2021-07-20T17:13:23","modified_gmt":"2021-07-20T15:13:23","slug":"cfc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/cfc\/","title":{"rendered":"Clorofluorocarburi (CFC): una minaccia incombente"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>CFC<\/strong> o Clorofluorocarburi sono dei gas dall\u2019alto impatto ambientale. Essi costituiscono il pericolo maggiore per il prezioso strato di ozono che protegge la Terra e la isola dalle radiazioni ultraviolette. Per tale ragione il protocollo di Montreal ne ha vietato l\u2019uso e la produzione nelle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n<p>I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), tuttavia, hanno scoperto l\u2019esistenza di <strong>fonti naturali <\/strong>che continuano a emettere CFC nell\u2019atmosfera. Si parla in particolare del <strong>CFC-11<\/strong>: una sostanza che si utilizzava per la produzione di refrigeranti e schiume isolanti, bandita a partire dal 2010.<\/p>\n<p><strong>Gli oceani e l\u2019assorbimento dei CFC<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei principali strumenti su cui si \u00e8 fatto affidamento nel corso degli anni per contenere e mitigare l\u2019inquinamento prodotto dai CFC, sono gli oceani. Questi preziosi alleati hanno da sempre svolto un ruolo cruciale nell\u2019<strong>assorbimento dei clorofluorocarburi<\/strong> (soprattutto del CFC-11).<\/p>\n<p>Si stima che, in media, le acque mondiali riescano a immagazzinare il <strong>5-10% di tutte le emissioni di CFC-11 prodotte<\/strong>, stoccandole in profondit\u00e0 in maniera del tutto naturale (non a caso i CFC marini sono stati utilizzati a lungo come traccianti per studiare le correnti oceaniche).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha contribuito nettamente a evidenziare il <strong>drastico calo della concentrazione del gas<\/strong> nello strato di ozono ma, nonostante finora tutto questo sia stato considerato come un bene per gli esseri umani, le ultime scoperte hanno iniziato a destare preoccupazione nei ricercatori.<\/p>\n<p>Per anni l\u2019assorbimento dei CFC da parte degli oceani \u00e8 passato inosservato, ritenendo che la loro capacit\u00e0 di immagazzinare il pericoloso gas fosse pressoch\u00e9 inesauribile. Gli studiosi del MIT, per\u00f2, hanno constatato che non \u00e8 cos\u00ec e che presto i mari di tutto il mondo arriveranno al <strong>livello di saturazione massima<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze della saturazione e le ripercussioni sull\u2019atmosfera<\/strong><\/p>\n<p>Anche se il raggiungimento del <strong>picco di saturazione<\/strong> \u00e8 previsto intorno al 2075, l\u2019evento pi\u00f9 preoccupante si verificher\u00e0 a partire dai successivi 55 anni. Gli oceani smetteranno di assorbire i CFC e cominceranno invece a emetterli nell\u2019atmosfera in quantit\u00e0 tali da far pensare che qualche nazione stia violando il protocollo di Montreal.<\/p>\n<p>Ulteriori stime suggeriscono inoltre che, se gli esseri umani continueranno a non abbassare le emissioni di altri agenti inquinanti, il processo sopra descritto potrebbe avvenire con addirittura <strong>10 anni di anticipo<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 il <strong>riscaldamento globale<\/strong>, determinato dalla mancata schermatura contro le radiazioni ultraviolette, porter\u00e0 gli oceani a incrementare le rispettive temperature e di conseguenza a ridurre la loro capacit\u00e0 assorbente.<\/p>\n<p><strong>Simulazioni tramite la comparazione di modelli complessi<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di capire come il cambiamento climatico impatter\u00e0 sulle capacit\u00e0 di assorbimento dei CFC da parte degli oceani, i ricercatori del MIT hanno utilizzato una <strong>gerarchia di modelli<\/strong> per le simulazioni.<\/p>\n<p>Sono partiti da un semplice modello dell\u2019atmosfera e degli strati superiore e inferiore dell\u2019oceano (ripetendo l\u2019esperimento sia per l\u2019emisfero settentrionale che per quello meridionale), a cui hanno poi aggiunto le <strong>emissioni antropogeniche<\/strong> di CFC-11 che erano state precedentemente segnalate nel corso degli anni.<\/p>\n<p>La simulazione \u00e8 stata fatta partire dal 1930 fino ai giorni nostri e i risultati restituiti sono stati coerenti con quanto si sta effettivamente verificando. Ci\u00f2 ha permesso di ritenere attendibili anche i valori sopra discussi, i quali suggeriscono che, entro il 2145, gli oceani diventeranno a tutti gli effetti degli <strong>emettitori di CFC<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa <strong>importantissima scoperta<\/strong> aiuter\u00e0 i ricercatori futuri a scongiurare eventuali errori nella formulazione di ipotesi e, magari, consentir\u00e0 loro di preparare un piano d\u2019azione per intervenire adeguatamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I CFC o Clorofluorocarburi sono dei gas dall\u2019alto impatto ambientale. Essi costituiscono il pericolo maggiore per il prezioso strato di ozono che protegge la Terra e la isola dalle radiazioni ultraviolette. 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