{"id":18478,"date":"2022-04-27T07:30:27","date_gmt":"2022-04-27T05:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=18478"},"modified":"2022-04-11T11:30:18","modified_gmt":"2022-04-11T09:30:18","slug":"conseguenze-emergenza-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/conseguenze-emergenza-covid\/","title":{"rendered":"Le conseguenze dell&#8217;emergenza Covid-19 su universit\u00e0 e lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>conseguenze dell\u2019emergenza Covid<\/strong> si stanno facendo sentire pi\u00f9 o meno in tutti settori produttivi. Uno dei principali campanelli d\u2019allarme arriva, per\u00f2, dall\u2019<strong>ambito universitario<\/strong> che, durante gli ultimi due anni segnati dalla pandemia, ha registrato una drastica e costante riduzione degli iscritti.<\/p>\n<p>Nell\u2019Italia della ripresa, la carenza di nuovi studenti all\u2019interno degli atenei sembra andare di pari passo con un netto decremento della<strong> disoccupazione<\/strong> <strong>giovanile<\/strong>: fenomeno particolare (confermato dalla crescita della domanda di lavoratori sprovvisti di determinate specializzazioni), che sta spingendo molti neo diplomati e non proseguire gli studi.<\/p>\n<p><strong>Covid e universit\u00e0: un binomio sempre pi\u00f9 antitetico<\/strong><\/p>\n<p>Quello appena trascorso \u00e8 stato un biennio molto complicato, in cui il coronavirus ha cambiato drasticamente il modo di vivere dell\u2019intera popolazione globale. Tra le varie categorie di persone, sono stati proprio gli studenti a pagarne il prezzo maggiore, perch\u00e9 i <strong>lockdown forzati<\/strong> e la <strong>didattica a distanza <\/strong>hanno letteralmente stravolto le loro abitudini.<\/p>\n<p>Il recente <strong>disinteresse da parte dei diplomandi verso gli studi accademici<\/strong>, non sta facendo altro che peggiorare ancora di pi\u00f9 la gi\u00e0 precaria situazione dell\u2019universit\u00e0 italiana: ambiente considerato (anche prima della pandemia) il fanalino di coda europeo, con solo il 20,1% dei laureati rispetto al 32,8% della media continentale.<\/p>\n<p>Un <strong>calo delle iscrizioni<\/strong> era gi\u00e0 stato riscontrato nell\u2019anno 2020, ma si era ipotizzato che i giovani (a causa della crescente preoccupazione nei confronti della situazione sanitaria) avessero preferito prendersi un anno di riposo e proseguire i piani di studi nel 2021.<\/p>\n<p>Aspettative completamente disilluse, soprattutto se si guarda ai dati delle immatricolazioni per il 2022, con oltre <strong>10.000 studenti in meno<\/strong> rispetto all\u2019anno scorso. Confrontando poi i numeri attuali e quelli del 2020, il decremento risulta ancora pi\u00f9 evidente, con ben 24.000 registrazioni mancanti.<\/p>\n<p>Il medesimo scenario si sta comunque verificando anche in altri stati come gli USA che, sempre per effetto della pandemia, hanno visto solo il <strong>2% degli studenti ritornare al collage <\/strong>e oltre 1.000.000 di iscritti in meno.<\/p>\n<p><strong>Conseguenze dell\u2019emergenza Covid a livello professionale<\/strong><\/p>\n<p>Come anticipato (e a dispetto di quanto si sarebbe potuto pensare), le statistiche appena descritte derivano da una serie di conseguenze annesse al Covid che, <strong>in Italia<\/strong>, hanno stranamente ridotto la disoccupazione giovanile.<\/p>\n<p>La tendenza in questione \u00e8 imputabile al fatto che, se oggi si possiede ad esempio un <strong>diploma meccanico o informatico<\/strong>, diventa abbastanza facile trovare lavoro. Il vero pericolo di tutto questo, per\u00f2, \u00e8 che sempre pi\u00f9 neo diplomati (allettati dalla prospettiva di un impiego sicuro), preferiscano imboccare la strada professionale, piuttosto che mirare a una formazione accademica.<\/p>\n<p>I ragazzi sanno perfettamente che la laurea offre (in molti casi) <strong>posizioni di prestigio<\/strong> e <strong>stipendi nettamente superiori<\/strong>, ma sono scoraggiati da ostacoli tipo il difficile percorso da affrontare, i lunghi anni di studio previsti e la precaria situazione economica di tante famiglie (spesso annessa proprio al coronavirus).<\/p>\n<p>Come riflesso e aggravante della suddetta problematica, c\u2019\u00e8 anche l\u2019incapacit\u00e0 da parte di certe aziende di <strong>trovare candidati adeguati<\/strong>: visto che le nuove generazioni considerano meno importanti i percorsi universitari (e per questo restano con delle competenze basiche), sono difficili da reperire specifiche figure professionali formate in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Tra le ulteriori conseguenze dell\u2019emergenza Covid, rientrano poi fenomeni tipo l\u2019incremento dello <strong>smart working<\/strong>: modalit\u00e0 di lavoro agile che da un lato ha avuto ripercussioni positive sull\u2019ambiente (meno spostamenti e meno emissioni nocive), ma dall\u2019altro \u00e8 stato deleterio per alcune attivit\u00e0 come bar e ristoranti, che hanno visto perdite pari a 850 milioni di euro.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-18478\" data-postid=\"18478\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-18478 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le conseguenze dell\u2019emergenza Covid si stanno facendo sentire pi\u00f9 o meno in tutti settori produttivi. 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