{"id":19172,"date":"2022-12-19T07:30:12","date_gmt":"2022-12-19T06:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=19172"},"modified":"2022-12-19T08:49:25","modified_gmt":"2022-12-19T07:49:25","slug":"refrigeranti-alternativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/refrigeranti-alternativi\/","title":{"rendered":"Refrigeranti alternativi: quali verranno impiegati in futuro?"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, il settore del freddo si \u00e8 prodigato nella ricerca di <strong>refrigeranti alternativi<\/strong>, capaci di rispondere nel modo corretto all\u2019imminente necessit\u00e0 di abbassare le emissioni nocive. Ci\u00f2 per il semplice fatto che l\u2019inquinamento causato da apparecchi tipo i climatizzatori e i frigoriferi \u00e8 diventato (nel corso del tempo) un problema cos\u00ec grande da non poter pi\u00f9 essere n\u00e9 ignorato n\u00e9 tantomeno sottovalutato.<\/p>\n<p>La legislazione europea si \u00e8 via via irrigidita nei confronti del tema in questione, ponendo progressivamente nuove restrizioni (codificate nella Direttiva 517\/2014) per incentivare i produttori ad adottare <strong>refrigeranti a basso GWP<\/strong> (Global Warming Potential). Nonostante si stiano dunque gi\u00e0 compiendo dei passi importanti per migliorare la situazione in essere, di fatto resta per\u00f2 una fortissima incertezza in merito a quelli che saranno i futuri trend del mercato.<\/p>\n<p><strong>I refrigeranti alternativi attualmente pi\u00f9 diffusi<\/strong><\/p>\n<p>Come anticipato, le normative sempre meno permissive dell\u2019UE hanno lo scopo di far sparire in modo graduale i refrigeranti ad alto GWP. A partire dal 2020, ad esempio, sono stati vietati tutti quelli con un valore superiore a 2500 (come R404A e R507A), mentre dal 2022 \u00e8 invece stata prevista l\u2019eliminazione di quelli con GWP pari o superiore a 1500 (R410A).<\/p>\n<p>Le <strong>miscele chimiche<\/strong> che sono state alternate negli ultimi anni per identificare la pi\u00f9 performante, sono tante. Tutte presentano caratteristiche uniche e vantaggi diversi, ma nessuna \u00e8 per ora riuscita a prevaricare nettamente sulle altre. Questi refrigeranti alternativi possono a livello generale essere suddivisi in due macro-categorie:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>refrigeranti naturali<\/strong>: di cui fanno parte ammoniaca (R717), anidride carbonica (R744), propano (R290), isobutano (R600) e propilene (R1270);<\/li>\n<li><strong>refrigeranti sintetici<\/strong>: tra cui rientrano idrofluorocarburi, idrofluoroolefine e miscele basate su di essi, come R32, R1234yf, R1234ze, R1233zd, R454B, R513A, R455A, R448A, R449A e R452B).<\/li>\n<\/ul>\n<p>I primi hanno <strong>effetti negativi minimi<\/strong> (o nulli in alcuni casi) sul riscaldamento globale e risultano in generale molto efficienti. Presentano tuttavia anche alcuni difetti, come l\u2019alta infiammabilit\u00e0, la possibilit\u00e0 di formare miscele pericolose e la necessit\u00e0 di costruire impianti pensati preventivamente per funzionare proprio con tali sostanze.<\/p>\n<p>I secondi sono caratterizzati da un basso GWP, una scarsa tossicit\u00e0 e un <strong>ridotto rischio di infiammabilit\u00e0<\/strong>. Purtroppo per\u00f2 tra i loro svantaggi rientra il fatto che la maggior parte di quelli elencati sono inodore e pi\u00f9 pesanti dell\u2019aria. Il che si traduce in un elevato rischio per la sicurezza in caso di malfunzionamento dell\u2019impianto.<\/p>\n<p><strong>I migliori refrigeranti su cui puntare in futuro<\/strong><\/p>\n<p>Alla luce di quanto detto, \u00e8 chiaro che non \u00e8 facile identificare con precisione i migliori refrigeranti alternativi da adottare negli anni a seguire. <strong>Tutti presentano pro e contro<\/strong> che li rendono efficienti in determinati ambiti applicativi e poco affidabili in altri. Come operare dunque una scelta coscienziosa per il futuro?<\/p>\n<p>Un fattore determinante di cui si deve tenere conto \u00e8 senza alcun dubbio il <strong>potenziale per il riscaldamento globale<\/strong>. Tale parametro, che \u00e8 al centro del dibattito internazionale sulla tutela del clima, dar\u00e0 vita a politiche sempre pi\u00f9 stringenti man mano che ci si avviciner\u00e0 al 2030 (data in cui ci si auspica di raggiungere l\u2019impatto zero).<\/p>\n<p>Considerato ci\u00f2, risulta pertanto saggio optare in favore di refrigeranti a basso GWP come quelli naturali, poich\u00e9 rischiano di essere <strong>meno soggetti alle future restrizioni<\/strong>. Nelle giuste condizioni e in impianti costruiti ad hoc, hanno poi la capacit\u00e0 di raggiungere ottimi livelli prestazionali. Inoltre, sono decisamente poco costosi per le aziende.<\/p>\n<p>Per dare completezza al quadro, \u00e8 tuttavia necessario sottolineare che tali sostanze presentano rischi pi\u00f9 elevati di incendio ed esplosione. Sar\u00e0 quindi cruciale puntare su un\u2019attenta <strong>formazione del personale<\/strong> che li dovr\u00e0 maneggiare, su una <strong>progettazione innovativa e moderna<\/strong> degli apparecchi e su un <strong>costante monitoraggio degli impianti stessi<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, il settore del freddo si \u00e8 prodigato nella ricerca di refrigeranti alternativi, capaci di rispondere nel modo corretto all\u2019imminente necessit\u00e0 di abbassare le emissioni nocive. 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