{"id":19186,"date":"2022-12-21T07:30:03","date_gmt":"2022-12-21T06:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=19186"},"modified":"2022-12-21T09:34:46","modified_gmt":"2022-12-21T08:34:46","slug":"stoccaggio-carbonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/stoccaggio-carbonio\/","title":{"rendered":"Stoccaggio del carbonio: il sistema per misurarne la capacit\u00e0 nei diversi habitat"},"content":{"rendered":"<p>Qualche mese fa \u00e8 stato condotto uno studio, atto ad accertare la capacit\u00e0 di <strong>stoccaggio del carbonio<\/strong> nei diversi habitat terrestri e marini. Il che \u00e8 servito in primis per comprende meglio quanto i singoli ecosistemi contribuiscano a mitigare il carico di anidride carbonica, immesso ogni giorno nell\u2019atmosfera dalle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n<p>La ricerca eseguita dall\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente \u00e8 la prima nel suo genere e, pur presentando ancora un certo margine di miglioramento, ha gi\u00e0 restituito dei risultati interessanti, che (tra le varie cose) permettono anche di capire come funziona il cosiddetto <strong>sequestro di carbonio<\/strong>: fenomeno cruciale per trovare soluzioni efficaci al delicato problema del cambiamento climatico.<\/p>\n<p><strong>European Nature Information System e classificazione degli habitat<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di raccogliere dei dati attendibili per verificare le ipotesi formulate, gli scienziati hanno scelto di ricorrere al sistema di classificazione degli habitat, codificato nell\u2019<strong>European Nature Information System <\/strong>(EUNIS).<\/p>\n<p>Esso \u00e8 un documento che raccoglie e <strong>definisce tutte le differenti tipologie di ecosistemi terresti e marini<\/strong>, descrivendone caratteristiche, propriet\u00e0 e tratti distintivi: una sorta di perfetta base di partenza per capire come ogni habitat risponde al carbonio contenuto nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>I due parametri osservati con maggiore attenzione nello studio sono stati la capacit\u00e0 di sequestro e quella di stoccaggio del carbonio. Il primo indica la percentuale di sostanza che l\u2019habitat <strong>rimuove<\/strong><strong> dall\u2019atmosfera<\/strong>, mentre il secondo ne analizza il <strong>quantitativo immagazzinato<\/strong> (stock o deposito).<\/p>\n<p>In aggiunta a ci\u00f2, si \u00e8 poi tenuto conto anche di un terzo dato significativo, che corrisponde alla <strong>velocit\u00e0 di sequestro<\/strong>: ovvero, l\u2019indicatore volto a chiarire quanto rapidamente un ecosistema assorbe l\u2019anidride carbonica.<\/p>\n<p><strong>Risultati della ricerca e comportamento dei diversi habitat<\/strong><\/p>\n<p>I risultati delle osservazioni non hanno fatto altro che confermare un\u2019effettiva <strong>differenza nella capacit\u00e0 dei singoli ecosistemi di eliminare e stoccare il carbonio<\/strong>. Inoltre, dal monitoraggio \u00e8 poi emersa l\u2019importante questione che i valori registrati vengono influenzati anche da componenti secondarie, quali:<\/p>\n<ul>\n<li>il clima locale;<\/li>\n<li>le condizioni del suolo;<\/li>\n<li>la disponibilit\u00e0 di acqua e nutrienti;<\/li>\n<li>e la topografia dei singoli habitat.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Considerata la forte variabilit\u00e0 di tali condizioni, i dati estrapolati devono quindi limitarsi a essere ritenuti <strong>indicativi piuttosto che definitivi<\/strong>. Per tale ragione, in futuro sar\u00e0 necessario condurre ulteriori ricerche e sperimentazioni, le quali aiuteranno gli scienziati a definire con sempre pi\u00f9 precisione i reali coefficienti di assorbimento.<\/p>\n<p>Anche tenendo conto di questi stessi margini di mutevolezza, si pu\u00f2 comunque confermare che le <strong>foreste<\/strong> rappresentano l\u2019habitat terrestre con il pi\u00f9 alto tasso di sequestro carbonico. I valori registrati nelle aree boschive superano infatti di tre volte quelli osservati nelle zone umide e nei terreni agricoli.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le <strong>zone umide<\/strong>, nonostante il loro tasso di sequestro sia contenuto, hanno una forte capacit\u00e0 di stoccaggio, che pu\u00f2 protrarsi nei secoli e le trasforma in veri magazzini naturali di carbonio. Scarse sono invece le propriet\u00e0 dei <strong>terreni agricoli<\/strong> dove (per lo pi\u00f9) esso viene raccolto nelle biomasse.<\/p>\n<p>Lo studio ha poi dimostrato l\u2019incredibile capacit\u00e0 di assimilare l\u2019anidride carbonica (circa il 93% di quella presente nel pianeta) da parte degli <strong>ecosistemi marini<\/strong>. Tale qualit\u00e0 li identifica come il \u201cpozzo carbonico\u201d della biosfera, mentre le propriet\u00e0 di immagazzinamento a lungo termine che li contraddistinguono, li fanno competere con le gi\u00e0 citate zone umide terrestri.<\/p>\n<p>Gli habitat hanno quindi una grande capacit\u00e0 intrinseca di assorbire gli agenti inquinanti, ma \u00e8 necessario approntare <strong>misure di ripristino<\/strong>, che limitino le emissioni generate dalle attivit\u00e0 umane. Migliorare la biodiversit\u00e0 delle varie aree \u00e8 un altro metodo efficace per supportare gli ecosistemi nel loro naturale processo di stoccaggio del carbonio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche mese fa \u00e8 stato condotto uno studio, atto ad accertare la capacit\u00e0 di stoccaggio del carbonio nei diversi habitat terrestri e marini. 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