{"id":21319,"date":"2023-09-13T07:30:33","date_gmt":"2023-09-13T05:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=21319"},"modified":"2023-09-07T09:55:43","modified_gmt":"2023-09-07T07:55:43","slug":"crisi-semiconduttori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/crisi-semiconduttori\/","title":{"rendered":"Crisi dei semiconduttori: allarme rientrato?"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>crisi dei semiconduttori<\/strong> che ha destato preoccupazione negli ultimi due o tre anni, sembra essere ormai scongiurata: a dirlo sono i dati delle aree commerciali pi\u00f9 danneggiate dallo shortage, con particolare riguardo per i mercati relativi alle supply chain informatiche, ai beni di consumo e al settore automobilistico.<\/p>\n<p>Se fino a qualche mese fa le scorte di chip e altri componenti elettronici erano ancora scarse, oggi pare che le aziende produttrici siano finalmente in grado di sopperire alle richieste. Stando a delle stime abbastanza ottimistiche, <strong>l\u2019allarme dovrebbe rientrare in toto entro la fine del 2023<\/strong> o al massimo nei primi mesi del 2024.<\/p>\n<p><strong>Le principali cause legate alla crisi dei semiconduttori<\/strong><\/p>\n<p>Al contrario di quanto si crede, la crisi di semiconduttori non \u00e8 stata generata dalla pandemia di Covid-19 (o almeno non solo da quella). Osservando la storia dell\u2019innovazione digitale, infatti, si pu\u00f2 notare come nel tempo, lato componentistica, si siano <strong>alternati ciclicamente<\/strong> periodi di abbondanza a momenti di carestia.<\/p>\n<p>Per meglio comprendere quanto l\u2019oscillazione di costi e disponibilit\u00e0 appartenga alla <strong>normale evoluzione del mercato elettronico<\/strong>, basti pensare alla scarsit\u00e0 di RAM e CPU che interess\u00f2 il settore a met\u00e0 degli anni\u201990: periodo in cui il boom di computer dotati di interfaccia grafica decret\u00f2 un\u2019impennata improvvisa dei prezzi, che crollarono drasticamente nel giro di poco tempo.<\/p>\n<p>Da non dimenticare poi la penuria di schede grafiche (GPU), che ha effettivamente messo in ginocchio il mercato consumer pochi anni addietro. Quando esplose la mania del <strong>mining di cryptovalute<\/strong>, i suddetti dispositivi erano divenuti praticamente introvabili e i pochi modelli disponibili venivano rivenduti a cifre di molto superiori rispetto al loro valore effettivo.<\/p>\n<p>Un fattore che per\u00f2 ha di certo influito sullo shortage, \u00e8 senza alcun dubbio <strong>l\u2019eccessiva concentrazione produttiva a livello locale<\/strong>. In alcuni casi, bastano ad esempio incidenti minori che colpiscano specifici stabilimenti, per innescare un abbassamento drastico nella disponibilit\u00e0 di chip in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 accade perch\u00e9 le poche fabbriche che sopperiscono al fabbisogno globale sorgono per lo pi\u00f9 in Asia e non vi sono valide alternative a cui rivolgersi in caso di emergenza. Le <strong>prolungate fasi di stop imposte dai lockdown<\/strong> si sono soltanto andate a sommare alla naturale ciclicit\u00e0 del settore elettronico, causando una reazione a cascata che ha portato all\u2019attuale situazione.<\/p>\n<p><strong>La rivalutazione dei chip da parte dei governi<\/strong><\/p>\n<p>Le vulnerabilit\u00e0 relative alla supply chain portate alla luce dalla crisi dei semiconduttori, hanno spinto i governi di tutto il mondo a <strong>rivalutarne il ruolo strategico<\/strong>: se prima la componentistica elettronica veniva data per scontata e quasi ignorata, adesso \u00e8 stata riconosciuta come risorsa cruciale che deve essere protetta.<\/p>\n<p>L\u2019instabile situazione geopolitica ha dunque fatto correre ai ripari Stati tipo gli USA, che il 20 agosto scorso hanno promulgato il <strong>Chips and Science Act<\/strong>. Iniziativa volta a sostenere tutte le fabbriche del territorio statunitense che desiderano incrementare la propria capacit\u00e0 produttiva di semiconduttori, tramite l\u2019offerta di sovvenzioni pari a oltre 53 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Pure in Europa \u00e8 stata adottata una misura similare, nota come <strong>European Chips Act<\/strong>. Il piano di aiuti introdotto lo scorso 15 febbraio punta ad aumentare la produzione europea di chip dal 10% al 20% entro il 2030, offrendo fondi per circa 43 miliardi di euro. Il che va a sommarsi a un altro programma di ricerca e sviluppo gi\u00e0 avviato da qualche tempo e chiamato <em>Impresa Comune Chip<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di questi e altri finanziamenti al settore \u00e8 in buona sostanza di <strong>ridurre la dipendenza dai mercati esteri <\/strong>e di scongiurare il ripetersi di crisi uguali a quella da cui ci si sta ancora faticosamente riprendendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi dei semiconduttori che ha destato preoccupazione negli ultimi due o tre anni, sembra essere ormai scongiurata: a dirlo sono i dati delle aree commerciali pi\u00f9 danneggiate dallo shortage, con particolare riguardo per i mercati relativi alle supply chain informatiche, ai beni di consumo e al settore automobilistico.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":21317,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Crisi dei semiconduttori: allarme rientrato?","_seopress_titles_desc":"La crisi dei semiconduttori che ha destato preoccupazione negli ultimi due o tre anni, sembra essere ormai scongiurata: a dirlo sono i dati delle aree commerciali pi\u00f9 danneggiate dallo shortage, con particolare riguardo per i mercati relativi alle supply chain informatiche, ai beni di consumo e al settore automobilistico.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-21319","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21319"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21319\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}