{"id":33951,"date":"2026-01-07T07:50:33","date_gmt":"2026-01-07T06:50:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unilab.eu\/?p=33951"},"modified":"2025-12-29T10:48:43","modified_gmt":"2025-12-29T09:48:43","slug":"sustainable-energy-for-all-a-project-that-focuses-on-change","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/sustainable-energy-for-all-a-project-that-focuses-on-change\/","title":{"rendered":"Sustainable Energy for All: il progetto che punta al cambiamento"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto <strong>Sustainable Energy for All <\/strong>(noto anche come <strong>SEforALL<\/strong>) rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento nella transizione energetica globale. Attraverso un\u2019articolata e intensa collaborazione internazionale, tale iniziativa si impegna a promuovere un accesso equo all\u2019energia, a migliorare l\u2019efficienza dei sistemi energetici e a sostenere tecnologie pulite nei Paesi emergenti o in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Tra le varie tematiche affrontate, una delle pi\u00f9 urgenti \u00e8 l\u2019<strong>accesso al raffrescamento sostenibile<\/strong>. Il riscaldamento globale sta infatti aumentando molto la frequenza e l\u2019intensit\u00e0 delle ondate di calore, generando impatti estremamente gravi, oltre che sulla salute, anche sulla sicurezza alimentare e sulla stabilit\u00e0 delle reti elettriche. La mancanza di soluzioni di raffrescamento adeguate pu\u00f2 quindi divenire un circolo vizioso di povert\u00e0, malnutrizione, insicurezza sanitaria e perdita di produttivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Una crisi globale in espansione<\/strong><\/p>\n<p>Le analisi pi\u00f9 recenti forniscono un quadro chiaro: pi\u00f9 di <strong>1 miliardo di persone<\/strong> vive in condizioni di <strong>alto rischio<\/strong>, perch\u00e9 privo dell\u2019accesso necessario a soluzioni di raffrescamento per la protezione dal calore, la conservazione degli alimenti e la tenuta delle catene del freddo mediche.<\/p>\n<p>La popolazione ad alto rischio \u00e8 composta principalmente da gruppi che vivono in <strong>aree rurali estreme<\/strong> o in <strong>contesti urbani degradati<\/strong>, dove l\u2019accesso all\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 limitato &#8211; intermittente e le abitazioni sono inadeguate per affrontare le alte temperature.<\/p>\n<p>A questo si aggiungono circa <strong>2,83 miliardi di individui<\/strong> considerati a <strong>rischio medio<\/strong> che, pur avendo un miglioramento della condizione economica, restano vulnerabili a causa di dispositivi inefficienti e dell\u2019instabilit\u00e0 dei sistemi energetici.<\/p>\n<p><strong>Le popolazioni pi\u00f9 vulnerabili<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene il problema sia globale, alcune categorie risultano particolarmente colpite. Nello specifico si parla di:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>poveri rurali ad alto rischio: <\/strong>si tratta di famiglie che vivono in condizioni di povert\u00e0 estrema, prive di un accesso regolare all\u2019elettricit\u00e0 e fortemente dipendenti dall\u2019agricoltura di sussistenza. La mancanza di una catena del freddo efficiente compromette sia la conservazione degli alimenti sia l\u2019efficacia dei vaccini. In molti casi, le distanze dai centri sanitari e i sistemi di trasporto non adatti peggiorano ulteriormente la situazione, rendendo difficile garantire la sicurezza di farmaci sensibili alle temperature elevate;<\/li>\n<li><strong>poveri urbani ad alto rischio: <\/strong>nei contesti urbani pi\u00f9 densamente popolati, la vulnerabilit\u00e0 assume forme diverse, ma altrettanto gravi. Molte abitazioni non sono isolate termicamente, non hanno una corretta ventilazione naturale e sono soggette a blackout frequenti. Le famiglie spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per acquistare ventilatori e frigoriferi oppure non riescono a utilizzarli in modo continuo per via della scarsa affidabilit\u00e0 della rete elettrica. Il risultato \u00e8 un\u2019elevata esposizione al caldo estremo, un rischio maggiore di malnutrizione e una significativa riduzione della qualit\u00e0 della vita quotidiana;<\/li>\n<li><strong>gruppi a rischio medio: <\/strong>questi gruppi includono persone che stanno migliorando il proprio livello di reddito e si trovano in una fascia di transizione. Sono famiglie che iniziano ad acquistare frigoriferi o piccoli sistemi di raffrescamento, spesso scegliendo modelli economici ma con consumi energetici elevati. Questo comporta un aumento della pressione sulle reti elettriche gi\u00e0 fragili, maggiore spesa energetica per le famiglie e un peggioramento delle emissioni legate alla refrigerazione. Uno sviluppo non regolamentato del mercato rischia quindi di aggravare ulteriormente la situazione anzich\u00e9 migliorarla.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Proiezioni al 2030: il rischio aumenta<\/strong><\/p>\n<p>Entro il 2030, le stime indicano un incremento di oltre <strong>43 milioni di persone<\/strong> appartenenti alla categoria ad alto rischio. Si assister\u00e0 a un marcato spostamento della vulnerabilit\u00e0 verso le aree urbane, con un aumento di circa <strong>48 milioni<\/strong> di persone tra i poveri urbani, mentre il numero di poveri rurali ad alto rischio tender\u00e0 a diminuire leggermente, pur restando molto elevato.<\/p>\n<p>Tale trend \u00e8 legato a diversi fattori: urbanizzazione accelerata, crescita demografica, pressione sulle risorse e infrastrutture insufficienti. Le citt\u00e0 dei Paesi in via di sviluppo, in particolare, stanno crescendo in modo rapido ma spesso disordinato, creando condizioni che espongono milioni di famiglie a calore estremo, alimentazione instabile e servizi sanitari precari.<\/p>\n<p><strong>Le zone pi\u00f9 colpite<\/strong><\/p>\n<p>Secondo i dati riportati nel Sustainable Energy for All, alcuni Paesi e aree geografiche rappresentano veri e propri <strong>epicentri della crisi del raffrescamento<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>India<\/strong>: qui il numero di persone nella fascia a rischio medio \u00e8 cresciuto di <strong>55 milioni dal 2019<\/strong> e potrebbe superare quota <strong>1 miliardo<\/strong> entro il 2030. Il Paese sta sperimentando una combinazione di crescita economica e aumento delle temperature estreme che amplifica la domanda di raffrescamento, spesso non supportata da infrastrutture adeguate. Le citt\u00e0 indiane registrano picchi di calore tra i pi\u00f9 alti al mondo e il ricorso a soluzioni di raffrescamento inefficienti rischia di aggravare le emissioni e provocare blackout diffusi;<\/li>\n<li><strong>Africa Sub-sahariana<\/strong>: tale regione \u00e8 quella con il numero maggiore di persone a rischio elevato. Qui, carenze infrastrutturali, aumento della popolazione e temperature in costante crescita creano una situazione drammatica. In molti Paesi, l\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 disponibile solo per poche ore al giorno, le catene del freddo per alimenti e farmaci risultano frammentate e le abitazioni non sono progettate per sopportare il calore intenso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Senza un <strong>intervento deciso<\/strong>, questa situazione continuer\u00e0 a peggiorare nei prossimi decenni.<\/p>\n<p><strong>La strategia integrata di Sustainable Energy for All<\/strong><\/p>\n<p>Per affrontare la suddetta emergenza globale, SEforALL promuove un approccio sistemico, che non si limita all\u2019adozione di nuove tecnologie, ma <strong>agisce sull\u2019intera catena della domanda e dell\u2019offerta energetica<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 la <strong>riduzione della domanda di raffrescamento<\/strong>, attraverso strategie che includono l\u2019edilizia passiva, la progettazione urbana sostenibile e l\u2019uso di materiali ad alta efficienza termica. Le citt\u00e0 possono essere ripensate con maggiore attenzione all\u2019ombreggiamento, agli spazi verdi e alla circolazione naturale dell\u2019aria.<\/p>\n<p>Parallelamente, \u00e8 essenziale <strong>migliorare l\u2019efficienza energetica<\/strong> dei dispositivi. Standard pi\u00f9 rigorosi e incentivi alla produzione di apparecchi prestanti possono ridurre i consumi e le emissioni, rendendo il raffrescamento un servizio accessibile a pi\u00f9 famiglie, senza aggravare la pressione sulle reti elettriche.<\/p>\n<p>Un altro pilastro \u00e8 quello della <strong>convenienza economica<\/strong>. Molti Paesi stanno sperimentando modelli finanziari innovativi, come sistemi di pagamento graduale, microcredito o partnership pubblico &#8211; private, che consentono alle famiglie di accedere a tecnologie efficienti non dovendo sostenere costi iniziali proibitivi.<\/p>\n<p>Infine, Sustainable Energy for All appoggia la <strong>transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico<\/strong>, indispensabile per evitare che l\u2019espansione del mercato del raffrescamento contribuisca ulteriormente alle emissioni globali di gas serra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto Sustainable Energy for All (noto anche come SEforALL) rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento nella transizione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":33952,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Sustainable Energy for All: il progetto che punta al cambiamento","_seopress_titles_desc":"Il progetto Sustainable Energy for All (noto anche come SEforALL) rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento nella transizione energetica globale.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[36,46],"tags":[],"class_list":["post-33951","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33951"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33951\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33955,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33951\/revisions\/33955"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}