{"id":3943,"date":"2017-03-22T08:00:34","date_gmt":"2017-03-22T07:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/non-categorizzato\/smartphones-global-impact\/"},"modified":"2021-04-20T12:45:03","modified_gmt":"2021-04-20T10:45:03","slug":"smartphone-impatto-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/smartphone-impatto-globale\/","title":{"rendered":"Gli smartphone e l\u2019impatto globale"},"content":{"rendered":"<p>Quali effetti hanno gli <strong>smartphone<\/strong> di <strong>ultima generazione<\/strong> sull\u2019<strong>ambiente<\/strong> in cui viviamo? Dispositivi sempre pi\u00f9 diffusi, che vengono cambiati continuamente dalla maggioranza dei consumatori, generando un incredibile spreco di risorse ed energia: l\u2019irrefrenabile corsa all\u2019ultimo modello disponibile in circolazione, sta di sicuro causando gravi ripercussioni all\u2019intero pianeta!<\/p>\n<p>Il primo grande problema portato dall\u2019acquisto ossessivo di tali dispositivi, riguarda l\u2019estrazione e la lavorazione dei <strong>metalli preziosi<\/strong> che servono per costruirli. Come insegna il chimico Klaus Kummerer, \u00e8 per esempio il caso del neodimio: metallo delle terre rare che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto crescere la propria richiesta in modo esponenziale.<\/p>\n<p>I consumatori non se ne rendono conto, ma ogni singolo smartphone contiene migliaia di <strong>prodotti chimici<\/strong> (l\u2019oro delle SIM, il rame dei cavi, il litio delle batterie, ecc.), che vengono sprecati appena tali dispositivi di ultima generazione passano di moda. In aggiunta a ci\u00f2, la loro continua dismissione impone l\u2019utilizzo di enormi quantit\u00e0 di manodopera.<\/p>\n<p>Visto che i rifiuti di oggi possono diventare le risorse di domani, l\u2019unica soluzione possibile per l\u2019ambiente sembra essere quella di <strong>riciclare i vecchi cellulari<\/strong>, cos\u00ec da dare nuova vita ai metalli preziosi in essi contenuti. Prospettiva rosea ma per adesso assolutamente utopica, a causa delle tantissime persone che per pigrizia o altro non sono disposte ad abbandonare i propri apparecchi.<\/p>\n<p>Se lo studioso James Clark considera il <strong>riciclo come una necessit\u00e0 effettiva<\/strong>, Kummerer dimostra il suo scetticismo sull\u2019argomento, sostenendo che tale pratica non risolve la questione in modo definitivo. Questo per il semplice fatto che il miscuglio degli elementi chimici presenti negli smartphone con componenti come la plastica rende impossibile la loro completa separazione.<\/p>\n<p>Per migliorare la situazione, un team di imprenditori olandesi ha sviluppato Fairphone. Un dispositivo di ultima generazione che, grazie alla possibilit\u00e0 di <strong>sostituire tutti i suoi componenti<\/strong>, pu\u00f2 durare per sempre. Certo per sempre \u00e8 tanto tempo, ma se al posto di cambiare un apparecchio ogni due anni, lo si cambiasse ogni cinque, l\u2019ambiente di sicuro ringrazierebbe.<\/p>\n<p>Il vero ostacolo odierno arriva dalle multinazionali pi\u00f9 interessate ai guadagni che alla tutela dei metalli preziosi: colossi internazionali a cui bisognerebbe dare qualche <strong>buon motivo per ridurre la produzione degli smartphone<\/strong>.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-3943\" data-postid=\"3943\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-3943 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli smartphone di ultima generazione hanno un impatto a livello globale: quali sono i loro effetti sull&#8217;ambiente in cui viviamo?<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":3945,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Gli smartphone di ultima generazione hanno un impatto a livello globale: quali sono i loro effetti sull'ambiente in cui viviamo?","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-3943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}