{"id":4207,"date":"2019-03-01T07:30:49","date_gmt":"2019-03-01T06:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=4207\/"},"modified":"2021-04-13T23:39:42","modified_gmt":"2021-04-13T21:39:42","slug":"nanofluidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/technical-articles-it\/termodinamica-ingegneria-it\/nanofluidi\/","title":{"rendered":"Cosa sono i Nanofluidi e quali sono le loro possibili applicazioni?"},"content":{"rendered":"<p>Oggi pi\u00f9 che mai, il raffreddamento \u00e8 una vera e propria necessit\u00e0 nelle diverse tecnologie industriali a\u00a0causa degli elevati carichi termici generati sia a livello microscopico (processori di computer) sia a livello\u00a0macroscopico (motori di automobili). Comunque, i fluidi normalmente utilizzati nel raffreddamento, come<br \/>\naria, acqua, glicole etilenico e olio presentano delle basse conducibilit\u00e0 termiche se confrontate con quelle\u00a0dei solidi.<\/p>\n<p>Lo studio finalizzato ad aumentare le basse conduttivit\u00e0 termiche dei liquidi mediante l\u2019aggiunta di\u00a0particelle solide inizi\u00f2 pi\u00f9 di un secolo fa, quando il grande scienziato James Clerk Maxwell svilupp\u00f2 un\u00a0modello teorico della conduttivit\u00e0 elettrica di sistemi eterogenei di particelle solide. Da quel momento, il\u00a0modello di Maxwell \u00e8 stato applicato per studiare la conduttivit\u00e0 termica di miscele di particelle solide e\u00a0liquidi. \u00c8 necessario dire che tutti questi studi sono stati limitati a particelle di dimensioni millimetriche e\u00a0micrometriche.<\/p>\n<p>Il maggior problema nell\u2019uso di particelle micrometriche per modificare le caratteristiche di scambio termico\u00a0dei liquidi \u00e8 legato al fatto che queste si depositano rapidamente; inoltre presentano anche degli effetti\u00a0secondari come: abrasione, otturazione dei canali ed elevate perdite di carico.<\/p>\n<p>Per ottenere dei miglioramenti apprezzabili della conducibilit\u00e0 termica delle sospensioni si devono\u00a0introdurre elevate concentrazioni di particelle. Questi problemi hanno bloccato l\u2019utilizzo delle normali\u00a0sospensioni solido-liquide come fluidi termovettori.<br \/>\nNonostante gli enormi sforzi perpetrati, le barriere tecnologiche finora descritte sono rimaste tali per pi\u00f9 di\u00a0100 anni. Fortunatamente, le moderne tecnologie possono produrre particelle metalliche e non-metalliche\u00a0di dimensione nanometrica. I materiali nanometrici presentano delle propriet\u00e0 meccaniche, ottiche,<br \/>\nelettriche, magnetiche e termiche che possono ritenersi uniche.<\/p>\n<p>I nanofluidi sono una nuova classe di fluidi termovettori che si basa sulle nanotecnologie e sono ottenuti\u00a0disperdendo e stabilizzando delle nanoparticelle con dimensioni tipiche dell\u2019ordine di 10 nm in tradizionali\u00a0fluidi termovettori.<\/p>\n<p>Nanofluidi (dall\u2019anglosassone Nanofluids: Nanoparticle fluid suspensions) \u00e8 il nome coniato da Choi (1995)\u00a0per descrivere questa nuova classe di fluidi termovettori sviluppati con le nanotecnologie che esibisce delle\u00a0propriet\u00e0 termiche superiori a quelle dei fluidi di base o a quelle delle convenzionali sospensioni di\u00a0particelle in liquidi.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dei nanofluidi \u00e8 di raggiungere le pi\u00f9 elevate propriet\u00e0 termiche disperdendo nel fluido base, in\u00a0maniera uniforme e stabile, la pi\u00f9 piccola concentrazione (preferibilmente &lt;1%) di nanoparticelle\u00a0(preferibilmente &lt;10 nm). Per raggiungere questo obiettivo \u00e8 fondamentale comprendere come le<br \/>\nnanoparticelle migliorano le propriet\u00e0 termiche dei liquidi.<\/p>\n<p>Da quando Choi ha introdotto il nuovo concetto di nanofluidi nella primavera del 1993, molti talentuosi\u00a0scienziati hanno raggiunto importanti scoperte scientifiche riguardanti inaspettate propriet\u00e0 termiche dei\u00a0nanofluidi, ma anche hanno sviluppato dei modelli per nanofluidi e identificato delle inusuali opportunit\u00e0 di\u00a0sviluppare i futuri fluidi termovettori per il raffreddamento di diverse applicazioni, dai computer agli\u00a0impianti nucleari, proponendo nuove interpretazioni dei motivi per i quali si verificano questi miglioramenti.<\/p>\n<p>Come risultato, la ricerca sui nanofluidi sta ricevendo una sempre crescente attenzione a livello mondiale\u00a0come \u00e8 evidente dalla crescita esponenziale delle pubblicazioni scientifiche, che dal 1993 ad oggi hanno gi\u00e0\u00a0superato le 2400.<\/p>\n<p>Molte combinazioni di nanoparticelle e fluidi base possono dare origine a diversi nanofluidi. Le particelle\u00a0nanometriche possono essere:<\/p>\n<ul>\n<li>Ossidi ceramici \u2013 Al2O3, CuO<\/li>\n<li>Carburi metallici\u2013 SiC<\/li>\n<li>Nitruri \u2013 AlN, SiN<\/li>\n<li>Metalli \u2013 Al, Cu<\/li>\n<li>Non-metalli \u2013 Grafite e nanotubi in carbonio<\/li>\n<li>Layered \u2013 Al + Al2O3, Cu + C<\/li>\n<li>PCM \u2013 S\/S<\/li>\n<li>Altre nanoparticelle per particolari applicazioni<\/li>\n<\/ul>\n<p>mentre i fluidi base includono:<\/p>\n<ul>\n<li>Acqua<\/li>\n<li>Glicoli etilenici o tri-etilenici e altri fluidi<\/li>\n<li>Oli e lubrificanti<\/li>\n<li>Bio-fluidi<\/li>\n<li>Soluzioni polimeriche<\/li>\n<li>Altri fluidi comuni<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci sono due metodi principali per preparare i nanofluidi: \u201ctwo-step\u201d (due-stadi) e \u201cone-step\u201d (uno-stadio).\u00a0Il metodo \u201ctwo-step\u201d \u00e8 quello pi\u00f9 utilizzato: le nanoparticelle, nanofibre, nanotubi o altri nanomateriali\u00a0usati da questo metodo sono dapprima prodotti come polveri attraverso dei metodi chimici o fisici (firststep).\u00a0Successivamente, le polveri nanometriche saranno disperse nel fluido mediante agitazione\u00a0magnetica, ad ultrasuoni, miscelamento ad alto-sforzo, omogeneizzazione e macinazione. Il metodo \u201ctwostep\u201d\u00a0\u00e8 quello pi\u00f9 economico per produrre nanofluidi in larga scala, perch\u00e9 i processi di sintesi di\u00a0nanopolveri sono gi\u00e0 stati industrializzati. Le nanoparticelle presentano un\u2019elevata attitudine ad aggregarsi\u00a0per effetto dell\u2019elevata superficie di contatto e per le loro caratteristiche chimiche. \u00c8 quindi molto difficile\u00a0produrre dei nanofluidi stabili, per questo, nuove tecniche sono state sviluppate, tra cui il metodo \u201conestep\u201d.<\/p>\n<p>Il processo denominato \u201cone-step\u201d consiste nella simultanea produzione e dispersione delle particelle nel\u00a0fluido. In questo metodo, i processi di deumidificazione, immagazzinamento, trasporto e dispersione delle\u00a0nanoparticelle sono evitati; quindi anche l\u2019agglomerazione delle nanoparticelle \u00e8 minimizzata e la stabilit\u00e0\u00a0del fluido \u00e8 migliorata. Il metodo \u201cone-step\u201d permette di preparare delle dispersioni stabili e uniformi di\u00a0nanoparticelle.<\/p>\n<p>Sfortunatamente, il processo fisico \u201cone-step\u201d non pu\u00f2 sintetizzare nanofluidi in larga scala ed \u00e8 anche\u00a0molto costoso; per questo motivo si sta rapidamente sviluppando, assieme ad altre tecniche, un metodo\u00a0\u201cone-step\u201d alternativo (chimico). Un esempio di nanofluido preparato con il metodo \u201cone-step\u201d \u00e8 riportato<br \/>\nin Figura 1.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4201 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1-300x236.jpg\" alt=\"unilab blog software scambio termico nanofluidi 1\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1-768x605.jpg 768w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1-1024x806.jpg 1024w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_1.jpg 1016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Figura 1: Esempio di nanoparticelle di rame prodotte con evaporazione diretta in glicole etilenico. Metodo \u201cone-step\u201d<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4202 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2-300x276.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2-768x706.jpg 768w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2-1024x941.jpg 1024w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unilab_blog_software_scambio_termico_nanofluidi_2.jpg 871w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Figura 2: Nanofluidi contenenti Nano-Tubi di Carbonio (CNT) con e senza surfattanti.<\/em><\/p>\n<p>Uno dei principali problemi legati ai nanofluidi \u00e8 la stabilit\u00e0 della sospensione delle nanoparticelle.\u00a0L\u2019agglomerazione delle nanoparticelle comporta dei depositi e l\u2019otturazione dei microcanali e fa diminuire la\u00a0conducibilit\u00e0 termica dei nanofluidi. Una soluzione economica per migliorare la stabilit\u00e0 delle soluzioni di<br \/>\nnanofluidi \u00e8 rappresentata dall\u2019uso dei surfattanti. Questi surfattanti sono agenti chimici di vario genere,\u00a0come gruppi polari idrofilici, di solito impiegati per aumentare il contatto fra i due materiali, cio\u00e8 la loro\u00a0bagnabilit\u00e0. La scelta del giusto surfattante per un dato nanofluido ha un ruolo chiave nel suo impiego. La<br \/>\nfigura 2 riporta un esempio degli effetti dell\u2019uso del giusto surfattante sul deposito delle nanoparticelle.<\/p>\n<p>Anche se negli ultimi dieci anni la ricerca sui nanofluidi ha visto una grande quantit\u00e0 di lavori sperimentali,\u00a0essa \u00e8 ancora in una fase iniziale e ci sono molti argomenti aperti, tra i quali: lo scarso accordo fra i\u00a0risultati sperimentali ottenuti in differenti laboratori e la mancanza di una conoscenza teorica sui<br \/>\nmeccanismi responsabili dei cambiamenti delle propriet\u00e0 nei nanofluidi.<\/p>\n<p>Ci sono, infatti, molte importanti variabili e problemi legati alla produzione e all\u2019uso dei nanofluidi, che\u00a0possono avere delle responsabilit\u00e0 sulle differenze riportate dai dati sperimentali. Tipo di nanoparticella,\u00a0grandezza, forma e distribuzione sono propriet\u00e0 importanti ma non facilmente misurabili e, molte volte,<br \/>\nnon ben definite o non riportate nelle pubblicazioni. Il tipo di fluido base utilizzato, il metodo di produzione\u00a0del nanofluido, l\u2019uso dei surfattanti e degli stabilizzanti, e dei correttori di PH, ecc. sono altre fondamentali\u00a0informazioni.<\/p>\n<p>Due campioni di nanofluido con tutti i parametri uguali ma differenti quantit\u00e0 e tipo di surfattanti e\/o\u00a0correttori di pH utilizzati, possono esibire differenti propriet\u00e0 termofisiche e termo-fluido-dinamiche. Questi\u00a0e altri fattori non conosciuti possono spiegare i risultati anomali e differenti ottenuti dai diversi ricercatori.<\/p>\n<p>Da quando \u00e8 stato concepito il concetto di nanofluido, poco pi\u00f9 di dieci anni fa, i potenziali dei nanofluidi\u00a0nelle applicazioni dello scambio termico hanno attratto sempre di pi\u00f9 l\u2019attenzione degli studiosi. Nanofluidi\u00a0con Al2O3 e con nanoparticelle di Cu, CNT, mostrano di aumentare la conduttivit\u00e0 termica dei fluidi base<br \/>\nrendendoli interessanti soluzioni nel controllo termico di diversi sistemi.<\/p>\n<p>Guardando alle possibili applicazioni dei nanofluidi, si apre un vasto ventaglio di possibilit\u00e0: trasporto\u00a0(raffreddamento dei motori\/controllo termico dei veicoli), raffreddamento di componenti elettronici, difesa\u00a0e spazio, raffreddamento di impianti nucleari, scambiatori di calore, biomedicine e altre applicazioni<br \/>\nbiomedicali, tubi di calore, celle a combustibile, riscaldamento solare, chillers, refrigeratori domestici,\u00a0perforazione, lubrificazione, accumulo termico e molte altre.<\/p>\n<p>Solo per dare alcuni esempi delle possibili applicazioni: i nanofluidi hanno dei grandi potenziali nel settore\u00a0dei trasporti, per migliorare il raffreddamento dei motori di grossa cilindrata aumentandone l\u2019efficienza,\u00a0diminuendone il peso e riducendo la complessit\u00e0 dei sistemi di controllo termico. Secondo diversi studi<br \/>\nscientifici, l\u2019applicazione dei nanofluidi in diversi sistemi di raffreddamento industriale porter\u00e0 a grandi\u00a0risparmi e riduzioni delle emissioni. Per l\u2019industria americana, la sostituzione dei sistemi di raffreddamento\u00a0e riscaldamento ad acqua con quelli a nanofluidi offre un potenziale risparmio di 1 milione di milioni di Btu\u00a0di energia.<\/p>\n<p>Dato che i nanofluidi mostrano anche delle interessanti propriet\u00e0 durante lo scambio termico bifase,\u00a0possono venire impiegati anche negli impianti nucleari. Il MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha\u00a0istituito il centro interdisciplinare di ricerca sui nanofluidi per applicazioni nucleari; l\u2019uso dei nanofluidi che<br \/>\npresentano un flusso critico almeno il 32% superiore a quello del fluido base, potrebbe portare ad un\u00a0incremento di circa il 20% della capacit\u00e0 di un impianto esistente senza nessun cambiamento delle\u00a0caratteristiche tecniche del reattore e senza ridurre i requisiti di sicurezza sul flusso termico critico.<\/p>\n<p>Inoltre, i fluidi magnetici sono degli speciali nanofluidi che si servono delle propriet\u00e0 magnetiche delle\u00a0particelle disperse nel fluido base. Questi particolari nanofluidi possono essere utilizzati nelle tenute rotanti\u00a0che lavorino senza manutenzione e con bassissime perdite in un grande campo di condizioni operative.<br \/>\nInfine, alcuni tipi speciali di nanoparticelle presentano delle particolari propriet\u00e0 antibatteriche o di rilascio\u00a0di medicine, questo fa si che alcuni nanofluidi che le contengono possono mostrare delle interessantissime\u00a0propriet\u00e0 biomedicali.<\/p>\n<p>Dopo questa breve descrizione dei nanofluidi, possiamo concludere che questa nuova classe di fluidi\u00a0mostra delle enormi potenzialit\u00e0 e un grande ventaglio di possibili applicazioni, ma devono essere risolti\u00a0molti problemi prima che i nanofluidi possano essere utilizzati come fluidi operativi.<br \/>\n<em>Bibliografia<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Das S.K., Choi S.U.S., Yu W., Pradeep T., 2008, Nanofluids \u2013 science and technology, Ed. John Wiley and Sons, Hoboken, New Jersey, USA.<\/em><\/li>\n<li><em>Choi S.U.S., 2008, Nanofluids: A New Field of Scientific Research and Innovative Applications, Heat Transfer Engineering, 29(5):429\u2013431.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Argomenti correlati<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Materiali in cambiamento di fase per applicazioni dello scambio termico.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-4207\" data-postid=\"4207\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-4207 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scopriamo assieme cosa si intende per nanofluidi e quali sono le possibili applicazioni di questa particolare categoria di fluidi.<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":4209,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Scopriamo assieme cosa si intende per nanofluidi e quali sono le possibili applicazioni di questa particolare categoria di fluidi.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-4207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-termodinamica-ingegneria-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}