{"id":5174,"date":"2019-09-06T07:30:13","date_gmt":"2019-09-06T05:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=5174"},"modified":"2019-07-29T16:43:11","modified_gmt":"2019-07-29T14:43:11","slug":"tubi-microalettati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/technical-articles-it\/termodinamica-ingegneria-it\/tubi-microalettati\/","title":{"rendered":"I tubi microalettati: una soluzione sempre necessaria e conveniente?"},"content":{"rendered":"<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Al fine di ridurre la carica di refrigerante e il volume delle macchine, le aziende che operano nel settore della refrigerazione e del condizionamento dell&#8217;aria, progettano gli scambiatori di calore utilizzando le superfici estese. Sin dal brevetto depositato da Fujie et al. (1977), i tubi microalettati hanno sempre ricevuto molta attenzione perch\u00e8 assicurano un elevato incremento delle prestazioni di scambio termico (80\u2010180%) rispetto ad un tubo liscio equivalente, nelle stesse condizioni operative, con un relativamente piccolo incremento delle perdite di carico (20\u201080%). <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Negli ultimi trent&#8217;anni, questa tecnologia \u00e8 stata largamente studiata, molti lavori sia sperimentali che teorici sono stati condotti e sono stati proposti in letteratura diversi modelli per stimare i coefficienti di scambio termico e le perdite di carico. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Oggigiorno questa tecnologia \u00e8 matura e i tubi microfin sono utilizzati come superfici estese per migliorare lo scambio termico monofase e bifase nelle pompe di calore, nei chillers, negli impianti di climatizzazione e nelle macchine frigorifere. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5176\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1-1024x347.jpg\" alt=\"unilab blog software scambio termico tubi microalettati 1\" width=\"1024\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1-1024x347.jpg 1024w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1-300x102.jpg 300w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1-768x260.jpg 768w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Foto di un tubo microfin e loro propriet\u00e0 geometriche. (Cavallini et al., 2009). <\/em><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Due foto di un tubo microfin e delle due sezioni sono riportate in figura. I tubi microfin sono tipicamente costruiti in rame e hanno il diametro esterno variabile fra 4 e15 mm, un singolo set di 50\u201070 alette con un angolo di elica (<\/span><b><span style=\"font-size: 11.5pt;\">\u00df<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">) compreso fra 6 e 30\u00b0, altezza dell&#8217;aletta (<\/span><b><span style=\"font-size: 11.5pt;\">h<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">) da 0.1 a 0.25 mm e forma dell&#8217;aletta trapezoidale o triangolare con un angolo di apice (<\/span><b><span style=\"font-size: 11.5pt;\">\u03b3<\/span><\/b><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">) compreso tra 25 e 90\u00b0. Infine, questi tubi presentano un incremento dell&#8217;effettiva area di scambio variabile da 1.8 a 2.2 rispetto ad un tubo liscio di equivalente diametro interno. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Il miglioramento delle prestazioni di scambio termico \u00e8 in parte dovuto al semplice aumento dell&#8217;effettiva area di scambio, in parte all&#8217;addizionale turbolenza introdotta dalle alette nel liquido ed in parte all&#8217;effetto che la tensione superficiale gioca nel drenaggio del liquido. L&#8217;unica domanda legata all&#8217;uso di queste superfici estese per migliorare le caratteristiche di scambio termico sia durante il deflusso monofase che durante quello bifase all&#8217;interno di tubi \u00e8: <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"font-size: 11.5pt;\">questa soluzione \u00e8 sempre necessaria e conveniente? <\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">La risposta a questa domanda potrebbe sembrare molto semplice: infatti, a prima vista, si potrebbe pensare che tutte le soluzioni che portano ad un miglioramento dello scambio termico dovrebbero essere necessariamente impiegate in uno scambiatore progettato a regola d&#8217;arte. La risposta invece non \u00e8 cos\u00ec scontata perch\u00e8, al contrario, il tema dell&#8217;utilizzo dei tubi microfin coinvolge molti aspetti dello scambio termico all&#8217;interno di scambiatori di calore e necessita di un&#8217;approfondita analisi. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"page-break-before: always;\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Prima di tutto dobbiamo richiamare la definizione di resistenza termica convettiva: il flusso termico scambiato in uno scambiatore tra due fluidi a differente temperatura fluisce attraverso la parete come la corrente elettrica passa attraverso le resistenze elettriche poste in serie. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Pertanto, le resistenze termiche sono simili a quelle elettriche; quando molte resistenze sono poste in serie, la resistenza totale sar\u00e0 data dalla loro somma. In questo modo, se una resistenza \u00e8 molto pi\u00f9 elevata rispetto alle altre, essa pu\u00f2 essere considerata dominante e la resistenza totale sar\u00e0 molto vicina ad essa. Si pu\u00f2 considerare dominante una resistenza che rappresenti circa il 70\u201080% della totale. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Possiamo quindi affermare che, in uno scambiatore di calore ottimizzato, le resistenze termiche dovrebbero essere simili, in modo che nessuna possa essere considerata dominante. La resistenza convettiva ha la seguente forma: <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5164 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"87\" \/><\/a><\/p>\n<p>dove \u00a0<a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/AA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5167 alignnone\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/AA.jpg\" alt=\"\" width=\"19\" height=\"20\" \/><\/a>\u00a0 \u00e8 il coefficiente di scambio termico e \u00a0<a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/AAA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5168 alignnone\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/AAA.jpg\" alt=\"\" width=\"51\" height=\"23\" \/><\/a><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">\u00e8 il prodotto dell&#8217;aria di scambio e dell&#8217;efficienza della superficie (applicabile nel caso di superfici estese). I pedici <\/span><i><span style=\"font-size: 11.5pt;\">I <\/span><\/i><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">e <\/span><i><span style=\"font-size: 11.5pt;\">O <\/span><\/i><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">si riferiscono rispettivamente al lato interno tubo e al lato esterno. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">La resistenza termica globale \u00e8 data da: <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula-lunga.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5169\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula-lunga.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"75\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula-lunga.jpg 610w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Formula-lunga-300x37.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">dove Rcd \u00e8 la resistenza conduttiva della parete, la quale nei successivi esempi verr\u00e0 trascurata. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Adesso possiamo provare a rispondere alla precedente domanda. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Caso I: si consideri uno scambiatore a fascio tubiero, dove una portata d&#8217;acqua fluisce all&#8217;esterno del fascio con un coefficiente di scambio termico pari a = 5000 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">, mentre differenti fluidi scorrono all&#8217;interno dei tubi: un vapore che condensa ( = 5000 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">), una portata d&#8217;acqua ( = 2500 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">) e, infine, una portata di una soluzione incongelabile di acqua e glicole ( = 1250 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">). <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5177\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2-1024x497.jpg\" alt=\"unilab blog software scambio termico tubi microalettati 2\" width=\"1024\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2-1024x497.jpg 1024w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2-768x373.jpg 768w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_2.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Caso I: effetto dei tubi microalettati sull&#8217;ottimizzazione di uno scambiatore a fascio tubiero; coefficiente lato fasciame pari a 5000<br \/>\nW m\u20102 K\u20101. ST: tubo liscio; MT: tubo microfin.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">I risultati riportati in figura permettono di capire quando un tubo microalettato dovrebbe essere utilizzato e quando esso \u00e8 completamente inutile; in questo caso, abbiamo considerato un tubo microalettatto che sia in grado di incrementare lo scambio termico rispetto alla soluzione liscia di un fattore 1.8. La figura <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"page-break-before: always;\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">riporta i risultati relativi alle due soluzioni, quando = 5000 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">lo scambiatore con tubo liscio \u00e8 ottimizzato perch\u00e8 le due resistenze elettriche sono uguali (5000, ST). In questo caso, il tubo microfin dovrebbe essere evitato perch\u00e8 la resistenza esterna diverrebbe dominante (5000*1.8, MT). Quando il coefficiente di scambio interno diminuisce, la resistenza termica ad esso associata diventa dominante. Questo significa che l&#8217;utilizzo del tubo microfin diventa importante e utile; per esempio, quando per effetto del tubo microfin, il coefficiente di scambio interno passa da 2500 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">(ST) a 4500 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">(2500*1.8, MT), le resistenze termiche diventano simili. L&#8217;uso del tubo microalettato permette anche di migliorare il caso peggiore quando \u00e8 molto basso (1250, ST), anche se lo scambiatore non \u00e8 ottimizzato, il tubo microfin ne migliora lo scambio termico lato interno tubi (1250*1.8, MT). <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Caso II: si consideri una batteria alettata in cui il lato aria sia stato ottimizzato essendo costituito da un&#8217;aletta intagliata con A<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">0<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">\/A<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">1<\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">=21. Si considerino nuovamente i tre coefficienti di scambio interni: le figure mostrano le resistenze termiche calcolate. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Considerando il tubo liscio, quando = 5000 W m<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-2 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">K<\/span><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">-1 <\/span><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">(5000, ST), la resistenza termica lato aria \u00e8 dominante: quindi l&#8217;uso del tubo microalettato non \u00e8 giustificato come evidenziato dal caso 5000*1.8, MT. Quando diminuisce, la resistenza termica lato tubo aumenta rapidamente facendo s\u00ec che l&#8217;utilizzo del tubo microfin sia necessario, come dimostrato dai casi 1250, ST e 1250*1.8, MT: l&#8217;uso del tubo microfin permette di armonizzare le resistenze termiche portando all&#8217;ottimizzazione dello scambiatore di calore. <\/span><\/p>\n<p class=\"Default\"><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Questi due semplici esempi permettono di comprendere come l&#8217;uso di una superficie estesa per migliorare le prestazioni termiche lato interno tubo deve essere analizzato criticamente. Alcune volte, infatti, l&#8217;uso del tubo microfin \u00e8 definitivamente necessario, ma in altri casi pu\u00f2 portare alla progettazione di scambiatori di calore non ottimizzati. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5178\" src=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3-1024x496.jpg\" alt=\"unilab blog software scambio termico tubi microalettati 3\" width=\"1024\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3-1024x496.jpg 1024w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3-768x372.jpg 768w, https:\/\/www.unilab.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/unilab_blog_software_scambio_termico_tubi_microalettati_3.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Caso II: effetto dei tubi microalettati sull&#8217;ottimizzazione di una batteria alettata; coefficiente lato aria 150 W m\u20102 k\u20101 e A0\/A1=21. St:<br \/>\ntubo liscio; MT: tubo microfin.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Bibliografia <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Fuje K., Itoh N., Kimura H., Nakayama N., Yanugidi T., Heat transfer pipe, US <\/em><\/li>\n<li><em>Cavallini A., Del Col D., Mancin S., Rossetto L., Condensation of pure and near<\/em>\u2010<em>azeotropic refrigerants in microfin tubes: A new <\/em><\/li>\n<li><em>computional procedure. International Journal of Refrigeration, vol. 32, p. 162<\/em>\u2010<em>174, 2009 <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Argomenti correlati: <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Microcanali: applicazioni e prospettive <\/em><\/li>\n<li><em>Alette piane e alette intagliate: qual&#8217;\u00e8 la configurazione migliore? <\/em><\/li>\n<li><em>Evaporatori e condensatori: equicorrente o controcorrente?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-5174\" data-postid=\"5174\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-5174 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I tubi microfin sono utilizzati come superfici estese per migliorare lo scambio termico: ma sono sempre una soluzione conveniente?<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":12569,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"I tubi microfin sono utilizzati come superfici estese per migliorare lo scambio termico: ma sono sempre una soluzione conveniente?","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-5174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-termodinamica-ingegneria-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5174\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}