{"id":6524,"date":"2018-03-23T07:30:29","date_gmt":"2018-03-23T06:30:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=6524"},"modified":"2021-04-15T05:52:37","modified_gmt":"2021-04-15T03:52:37","slug":"processore-quantistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/processore-quantistico\/","title":{"rendered":"Cos\u2019\u00e8 il processore quantistico e come funziona?"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u2019\u00e8 un <strong>processore<\/strong> <strong>quantistico<\/strong> e come funziona?\u00a0 Per rispondere a questa domanda ci affidiamo al direttore del Centre for Integrated Quantum Science and Technology delle Universities of Ulm and Stuttgart Tommaso Calacro, che spiega come se nei processori tradizionali le informazioni vengono codificate tramite il passaggio di molte particelle, in quelli quantistici ogni singolo elettrone trasporta un\u2019informazione aumentando di molto la potenza di calcolo.<\/p>\n<p>Secondo la <strong>meccanica quantistica<\/strong>, inoltre, ogni particella \u00e8 soggetta al principio di sovrapposizione e per questo riesce a trovarsi nello stesso momento in stati diversi. Tale principio permette di superare il binomio acceso-spento, veicolando un quantitativo nettamente maggiore di informazioni. Visto che una particella quantistica rappresenta vari stati, viene chiamata quantum bit o qubit. Essa ha facolt\u00e0 di eseguire svariate operazioni simultaneamente.<\/p>\n<p>Sempre a detta di Calacro, per\u00f2, oggi non siamo ancora sufficientemente preparati per gestire al meglio un processore quantistico: per adesso riusciamo a svolgere soltanto delle procedure specifiche, ma siamo completamente sprovvisti di una corretta visione d\u2019insieme. Non si tratta esclusivamente di <strong>questioni algoritmiche<\/strong>, ma anche di vero e proprio <strong>hardware<\/strong>. Quindi \u00e8 necessario procedere con gli studi per sfruttare meglio le potenzialit\u00e0 di questi sistemi.<\/p>\n<p>Per meglio comprendere quanto complicati essi siano, basti dire che \u00e8 addirittura difficile stabilire se un PC \u00e8 o non \u00e8 quantistico. Per tale ragione gli studiosi continuano a <strong>eseguire simulazioni<\/strong> che permettano (nel corso del tempo) di capire quali siano le effettive capacit\u00e0 di un computer del genere. Spesso vengono fatte prove su pc tradizionali, come nel caso di Ibm, che sembra essersi spinta fino ai 56 qubit, sorpassando i 49 qubit di Google.<\/p>\n<p>Naturalmente questi risultati sono in fase sperimentale, ma la complessit\u00e0 maggiore deriva dal fatto che ogni simulazione di qubit fatta nei classici computer impone una grandissima <strong>potenza di calcolo<\/strong>. Fino a poco tempo fa il record era nelle mani di Swiss Federal Institute of Technology, che era riuscito a eseguire una simulazione con 45 qubit. Da precisare che per ogni aumento di singolo qubit bisogna (in linea teorica) raddoppiare la memoria presente nel processore.<\/p>\n<p>Questa una breve panoramica sul significato e sul funzionamento di un processore quantistico: un resoconto efficace, che permette di <strong>meglio comprendere il suo potenziale<\/strong>.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-6524\" data-postid=\"6524\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-6524 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u2019\u00e8 un processore quantistico e come funziona? una breve panoramica sul significato e sul funzionamento di un processore quantistico<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":6526,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Cos\u2019\u00e8 un processore quantistico e come funziona? una breve panoramica sul significato e sul funzionamento di un processore quantistico","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-6524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6524\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}