{"id":6706,"date":"2018-05-11T07:30:04","date_gmt":"2018-05-11T05:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=6706"},"modified":"2021-04-15T20:27:56","modified_gmt":"2021-04-15T18:27:56","slug":"assistenti-vocali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/assistenti-vocali\/","title":{"rendered":"Assistenti vocali: quali e quanto ci cambieranno la vita?"},"content":{"rendered":"<p>Da Google Assistant a Siri, passando per Alexa e Cortana: gli <strong>assistenti vocali<\/strong> rappresentano ormai da diversi anni uno strumento che, anche se pu\u00f2 ancora essere notevolmente migliorato, ha gi\u00e0 trovato grande diffusione tra gli utilizzatori di smartphone e computer.<\/p>\n<p>Nel 2011 Apple ha dotato di tale funzionalit\u00e0 i propri <strong>iPhone<\/strong>, portando il riconoscimento vocale a essere pi\u00f9 facilmente accessibile. In quel periodo si potevano fare cose come compiere ricerche online e chiamare persone, ma in futuro le operazioni eseguibili dovrebbero espandersi molto.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di fare in modo che gli assistenti smart comincino a meglio interagire con i consumatori, andando via via a sostituire pulsanti, periferiche e interfacce touch. Per riuscire in questo, per\u00f2, tale tecnologia deve intanto imparare a <strong>reagire agli input<\/strong> con maggiore efficienza.<\/p>\n<p>Secondo una <strong>ricerca condotta da Capgemini<\/strong> su circa 5000 persone americane, inglesi, francesi e tedesche, entro il 2021:<\/p>\n<ul>\n<li>il 40% degli utenti utilizzer\u00e0 gli assistenti vocali al posto dei siti web e delle applicazioni;<\/li>\n<li>mentre 1 soggetto su 3 preferir\u00e0 comunicare con i propri dispositivi invece che recarsi personalmente nelle attivit\u00e0 commerciali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Certo i sistemi in questione sono pi\u00f9 sfruttati nei Paesi avanzati dal punto di vista tecnologico. Ciononostante, colossi del calibro di <strong>Apple, Android, Samsung<\/strong> e molti altri, stanno impiegando buona parte delle proprie risorse per imporsi come leader di un mercato pi\u00f9 globale.<\/p>\n<p>E d\u2019altronde come potrebbe non essere cos\u00ec, considerando il fatto che assistenti vocali o chatbot si stanno imponendo al punto da <strong>modificare potenzialmente i processi lavorativi<\/strong> di moltissimi professionisti?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo scopo sembra proprio essere quello di <strong>creare dei sistemi di automazione<\/strong>, in grado di garantire vantaggi reali alle imprese. Sistemi che da un lato permettano alla societ\u00e0 di avanzare ulteriormente dal punto di vista tecnologico e dall\u2019altro semplifichino qualsiasi processo esecutivo.<\/p>\n<p>A detta di alcuni esperti, in futuro tali soluzioni <strong>si concentreranno su<\/strong> automazione delle operazioni ripetitive, assistenza automatizzata ai lavoratori, analisi di notevoli quantit\u00e0 di informazioni, apprendimento e sviluppo, ma anche sull\u2019individuazione di candidati passivi in cerca di lavoro.<\/p>\n<p>Oggi si parla sempre pi\u00f9 spesso di <strong>Alexa<\/strong>: l\u2019assistente virtuale di Amazon presente in Echo, che in un futuro non troppo lontano potrebbe essere inserito in moltissimi device diversi (visto che in Italia non \u00e8 ancora arrivato, per adesso ci si riferisce principalmente agli USA).<\/p>\n<p>La maggiore <strong>differenza<\/strong> tra Alexa e gli assistenti vocali di Apple, Google e Microsoft sta nel fatto che l\u2019invenzione di Amazon non punta a essere integrata negli smartphone, ma piuttosto negli elettrodomestici di casa e in altri strumenti di utilizzo comune.<\/p>\n<p>Siano essi frigoriferi, lavatrici, aspirapolveri o auto, Alexa sta ottenendo il favore di realt\u00e0 come LG, Whirlpool, Ford, Hyundai, ecc. Non \u00e8 escluso che <strong>Amazon<\/strong> tenter\u00e0 poi di approcciare il mercato degli smartphone, ma la sfida con Apple e Google sar\u00e0 piuttosto complicata.<\/p>\n<p>Fatta questa breve parentesi sulla situazione attuale, cerchiamo adesso di capire cosa pi\u00f9 caratterizza i vari sistemi <strong>Amazon Echo, Google Home e Apple HomePod<\/strong>, spendendo qualche parola per ciascuno di essi.<\/p>\n<p>Se a livello di <strong>design<\/strong> sono tutti mediamente particolari e in grado di inserirsi bene negli ambienti domestici, a livello di <strong>riproduzione musicale<\/strong> HomePod offre migliori prestazioni. L\u2019<strong>integrazione <\/strong>con altri strumenti \u00e8 invece meglio consentita da Echo che propone maggiori possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche dal punto di vista della <strong>domotica<\/strong>, Amazon garantisce qualche vantaggio in pi\u00f9 rispetto agli altri, perch\u00e9 sembra essere compatibile con pi\u00f9 sistemi. Ciononostante, Apple mette le cose in chiaro, spiegando che HomePod sapr\u00e0 dialogare da subito con ogni prodotto HomeKit.<\/p>\n<p>Per quanto concerne l\u2019<strong>intelligenza<\/strong> degli assistenti vocali, quello di Google pare essere il migliore a livello generale, ma anche gli altri due danno gi\u00e0 un buon livello di soddisfazione. Discorso a parte va fatto invece per le <strong>abilit\u00e0<\/strong>, che vengono meglio padroneggiate dallo strumento Amazon.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-6706\" data-postid=\"6706\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-6706 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli assistenti vocali rappresentano ormai uno strumento che ha gi\u00e0 trovato grande diffusione tra gli utilizzatori di smartphone e computer.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":6708,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Gli assistenti vocali rappresentano ormai uno strumento che ha gi\u00e0 trovato grande diffusione tra gli utilizzatori di smartphone e computer.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-6706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6706\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}