{"id":7146,"date":"2018-06-13T07:30:33","date_gmt":"2018-06-13T05:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=7146"},"modified":"2021-04-15T11:01:32","modified_gmt":"2021-04-15T09:01:32","slug":"accordo-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/accordo-di-parigi\/","title":{"rendered":"Accordo di Parigi e global warming"},"content":{"rendered":"<p>Impedire che l\u2019aumento della temperatura globale superi il grado e mezzo, come promesso nel 2015 alla conferenza di Parigi, sembra un\u2019ipotesi che ha possibilit\u00e0 di successo pari all\u20191%: questa la previsione fatta sul <strong>global warming<\/strong> per il 2100 dagli esperti dell\u2019Universit\u00e0 di Washington, secondo i quali l\u2019incremento effettivo dovrebbe attestarsi attorno ai 3,2 gradi.<\/p>\n<p>Anche se tra il XXI e il XXII secolo le emissioni di <strong>anidride carbonica<\/strong> continueranno a scendere, il calo non dovrebbe essere sufficiente. Secondo il coordinatore dello studio Adrian Raftery, infatti, non superare i due gradi \u00e8 la migliore ipotesi prospettabile: un risultato che comunque richieder\u00e0 enormi sforzi almeno per i prossimi 80 anni.<\/p>\n<p>Per riuscire in tutto questo <strong>bisognerebbe innanzitutto<\/strong> passare da 54 milioni di tonnellate di gas serra prodotti oggi ogni anno a soli 42 milioni entro il 2030. Obiettivo certamente raggiungibile unendo le forze delle grandi nazioni, ma che comunque non consentirebbe di arrivare al grado e mezzo promesso a Parigi.<\/p>\n<p>Nel caso in cui gli esseri umani interrompessero in toto la produzione di emissioni inquinanti, entro il 2100 la temperatura salirebbe ugualmente di 1,3 gradi, a causa dell\u2019inerzia termica degli oceani e della secolare o millenaria permanenza di CO2 nell\u2019atmosfera. <strong>Con i ritmi attuali<\/strong>, invece, l\u2019aumento di un grado e mezzo dovrebbe avvenire in appena 15 anni.<\/p>\n<p>Un altro recente studio parla poi degli <strong>effetti<\/strong> del global warming sulla popolazione, che causer\u00e0 60.000 vittime entro il 2030 e 260.000 vittime entro il 2100. Dati drammatici derivanti dalla connessione tra caldo, incremento del gas ozono nel suolo, crescita del particolato fine e riduzione di piogge capaci di pulire l\u2019aria dall\u2019inquinamento.<\/p>\n<p>Stando a un\u2019indagine pubblicata nel Lance Planetary Health, il contenimento delle temperature causerebbe una <strong>spesa<\/strong> compresa tra i 22 e i 41 bilioni di dollari, ma porterebbe un risparmio in termini di cure per le persone colpite da patologie legate al clima fino a due volte e mezzo superiori rispetto ai costi da sostenere.<\/p>\n<p>A tale deduzione sono giunti i ricercatori del Centro Basco per il Cambiamento Climatico, che hanno poi spiegato come tra i vari <strong>benefici ottenibili<\/strong> dall\u2019osteggiare il global warming rientri anche il salvataggio entro i prossimi 30 anni di quasi 100 milioni di vite umane. Per gli esperti diminuendo l\u2019utilizzo di combustibili fossi si otterrebbe il duplice vantaggio di:<\/p>\n<ul>\n<li>ridurre l\u2019effetto serra (e di conseguenza il riscaldamento globale);<\/li>\n<li>ridurre l\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera (e di conseguenza moltissime patologie).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma non \u00e8 tutto: anche se fino a questo momento si \u00e8 parlato soltanto dei benefici indiretti annessi al risparmio sulla cura di molte malattie, nella realt\u00e0 dei fatti, la lotta alla <strong>crescita delle temperature<\/strong> porterebbe altro risparmio sui danni generati da fenomeni sempre legati al global warming e derivanti da inondazioni, mareggiare, tempeste, ecc.<\/p>\n<p>Purtroppo, chi si oppone alla messa in pratica di strategie per combattere il riscaldamento globale, giustificando il proprio punto di vista con i costi necessari a controllare le emissioni, basa le proprie teorie su ragionamenti riduttivi. Ragionamenti che non considerano gli effettivi <strong>benefici e risparmi<\/strong> a cui le popolazioni potrebbero andare incontro, attuando la manovra nel modo giusto.<\/p>\n<p>Questa l\u2019attuale situazione del global warming: un problema da <strong>risolvere nel pi\u00f9 breve tempo possibile<\/strong> per tutelare noi stessi e l\u2019intero pianeta. Un pianeta che da decenni e decenni \u00e8 costretto a subire gli eccessi di una popolazione forse inconsapevole delle reali conseguenze dalla stessa causate.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-7146\" data-postid=\"7146\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-7146 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impedire che l\u2019aumento della temperatura globale superi il grado e mezzo, come promesso nel 2015 alla conferenza di Parigi, sembra un\u2019ipotesi che ha possibilit\u00e0 di successo pari all\u20191%<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":7148,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Impedire che l\u2019aumento della temperatura globale superi il grado e mezzo, come promesso nel 2015 alla conferenza di Parigi, sembra un\u2019ipotesi che ha possibilit\u00e0 di successo pari all\u20191%","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-7146","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coffee-break-it","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7146"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}