{"id":8062,"date":"2018-11-14T07:30:21","date_gmt":"2018-11-14T06:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=8062"},"modified":"2021-04-17T02:17:45","modified_gmt":"2021-04-17T00:17:45","slug":"criptovalute-anonimato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/criptovalute-anonimato\/","title":{"rendered":"Criptovalute e anonimato: come cambia la privacy"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019anonimato \u00e8 da sempre un aspetto discusso delle <strong>criptovalute<\/strong>. All\u2019inizio dell\u2019anno, la discussione sul tema \u00e8 arrivata al World Economic Forum, dove il direttore generale dell\u2019FMI ha puntato il dito su un pericolo molto concreto, ossia l\u2019utilizzo delle <strong>valute digitali<\/strong> per illeciti normativi come i finanziamenti al terrorismo e il riciclaggio.<\/p>\n<p>Dal dibattito appena citato, \u00e8 emersa l\u2019importanza di mettere a punto sistemi in grado di assicurare l\u2019<strong>utilizzo lecito delle criptovalute.<\/strong> In questi ultimi anni, il legislatore non \u00e8 certo rimasto fermo in merito. Ci sono infatti delle norme comunitarie molto specifiche, che impongono agli operatori l\u2019identificazione delle controparti.<\/p>\n<p>A contribuire al tramonto della corrispondenza tra le criptovalute e l\u2019anonimato potrebbe essere <strong>Amazon<\/strong>. Il colosso di Bezos ha infatti messo a punto una tecnologia in grado di combinare in un flusso di dati unico le transazioni in Bitcoin con informazioni di carattere personale su chi ha eseguito le transazioni stesse.<\/p>\n<p>Oggi come oggi, l\u2019unica modalit\u00e0 per identificarle \u00e8 l\u2019<strong>indirizzo del wallet (portafoglio elettronico)<\/strong>. L\u2019indirizzo in questione \u00e8 una stringa alfanumerica non riconducibile a una persona fisica specifica. Questo aspetto \u00e8 stato fondamentale per il successo di Bitcoin e altre criptovalute.<\/p>\n<p>Amazon, come gi\u00e0 detto, ha in progetto di superare questo sistema grazie all\u2019incrocio di dati provenienti da fonti come gli indirizzi IP di chi effettua le transazioni. <strong>Mappare gli indirizzi IP<\/strong> degli utenti Bitcoin potrebbe essere molto facile. Ogni singolo client della <strong>rete bitcoin<\/strong> &#8211; si pu\u00f2 utilizzare anche la dicitura nodo Peer to Peer &#8211; \u00e8 infatti in grado di collezionare indirizzi IP da altri nodi della rete, limitando il tutto a un elenco di 20480 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Nei casi in cui riceve <strong>richieste di indirizzi da altri nodi<\/strong>, restituisce un massimo di 2500 IP. Grazie a tale processo, la compilazione di una lista corposa degli indirizzi IP dei nodi che costituiscono la rete pu\u00f2 rivelarsi un\u2019operazione agevole.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe affermare che, con la rete TOR, basta poco per<strong> occultare un IP<\/strong>. Non bisogna per\u00f2 negare che <strong>TOR<\/strong> non \u00e8 infallibile e che si pu\u00f2 anche costringere un nodo gi\u00e0 configurato a rifiutare le connessioni a questo servizio di anonimizzazione.<\/p>\n<p>Tornando un attimo alla tecnologia su cui sta lavorando l\u2019azienda di Bezos, bisogna ricordare che potrebbe prendere in considerazione anche altri dati, ossia gli <strong>indirizzi fisici <\/strong>a cui viene spedita la merce acquistata online tramite le criptovalute.<\/p>\n<p>In poche parole, avvalendosi del supporto dei <strong>Big Data<\/strong> e facendo riferimento anche all\u2019<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong>, riuscirebbe a tracciare e identificare ogni singola transazione di criptovalute.<\/p>\n<p>Il progetto in questione ha una genesi che dura da diversi anni. Amazon, infatti, ha depositato la richiesta di <strong>brevetto nel 2014<\/strong>. Solo ad aprile di quest\u2019anno \u00e8 stato per\u00f2 possibile avere dei riscontri i merito a un\u2019idea che, a detta dei portavoce del colosso di Seattle, potrebbe cambiare la vita a governi, polizia ed enti che operano nel settore fiscale.<\/p>\n<p>Una volta perfezionato l\u2019approccio di <strong>gestione dei dati<\/strong>, si riuscirebbe infatti a tenere traccia di tutte le <strong>transazioni valutarie<\/strong> che avvengono in rete ogni singolo giorno (si parla di un volume pari a circa 500 miliardi di dollari annui).<\/p>\n<p>A questo punto, dal momento che l&#8217;azienda non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, non resta che attendere gli sviluppi di questa <strong>tecnologia dedicata alle criptovalute<\/strong> e capire quanti e quali partner Amazon riuscir\u00e0 a trovare per il progetto.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-8062\" data-postid=\"8062\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-8062 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anonymity has always been a much debated aspect of cryptocurrencies. 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