{"id":8070,"date":"2018-11-16T07:30:52","date_gmt":"2018-11-16T06:30:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=8070"},"modified":"2021-04-15T22:04:04","modified_gmt":"2021-04-15T20:04:04","slug":"informatica-inquina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/informatica-inquina\/","title":{"rendered":"Smartphone: quando l\u2019informatica inquina"},"content":{"rendered":"<p>Il binomio <strong>informatica e inquinamento<\/strong> non \u00e8 certamente il primo a cui si pensa quando si parla di fattori problematici per l\u2019ambiente. Gli aspetti che vengono in mente riguardano piuttosto i combustibili fossili, i trasporti o la filiera produttiva dell&#8217;energia elettrica. L&#8217;informatica, al primo impatto, sembra qualcosa di pulitissimo.<\/p>\n<p>Le cose sono per\u00f2 diverse e a dimostrarlo ci pensa uno studio apparso sulle pagine del <em>Journal of Cleaner Production<\/em>. La ricerca in questione \u00e8 un inventario molto dettagliato di tutto quello che riguarda il rapporto tra informatica e inquinamento. Gli studiosi si sono concentrati in particolare sull&#8217;influsso delle nuove tecnologie sul <strong>riscaldamento globale<\/strong>, prendendo in considerazione PC, smartphone e altri device.<\/p>\n<p><strong>Tecnologia ed emissioni di CO<small><sub>2<\/sub><\/small>: diamo qualche numero<\/strong><\/p>\n<p>I risultati del sopra citato studio su informatica e inquinamento sono a dir poco sorprendenti. Considerando i dati del 2007, \u00e8 stato messo in luce come il contributo di smartphone, PC e altri device abbia rappresentato l&#8217;1% delle<strong> emissioni di anidride carbonica<\/strong>.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 ovviamente peggiorata nel corso degli anni e, ora del 2020, i numeri arriveranno a un preoccupante 3,5%. Nel 2040, invece, si arriver\u00e0 a un impressionante 14%. Il trend deve essere tenuto sotto controllo: se proseguir\u00e0 su questa strada, infatti, le <strong>emissioni provocate dai device tecnologici<\/strong>, a met\u00e0 secolo, corrisponderanno alla met\u00e0 di quelle del settore dei trasporti.<\/p>\n<p>In tutto questo, \u00e8 importante fare attenzione alle<strong> emissioni causate dallo smartphone<\/strong>, che sono destinate a passare da 17 a 125 milioni di tonnellate annue, con una crescita superiore al 700%. Un simile picco va ben spiegato. In primo luogo, bisogna ricordare che \u00e8 normale che un settore che parte da valori bassi arrivi a percentuali a due cifre.<\/p>\n<p>In secondo luogo, bisogna dire che, per quel che concerne lo smartphone, il problema non \u00e8 legato al suo utilizzo ma pi\u00f9 che altro alla sua <strong>produzione<\/strong>. Si tratta di un processo che parte da molto lontano, ossia dall&#8217;estrazione dei minerali che permettono di far funzionare i circuiti.<\/p>\n<p>In questo novero, \u00e8 possibile includere l&#8217;oro, ma anche le cosiddette<strong> terre rare<\/strong>, ossia l&#8217;ittrio, il lantanio e altri materiali che vengono estratti con un forte dispendio di lavoro umano, soprattutto in zone del mondo come la Cina e l&#8217;Africa.<\/p>\n<p>Oltre a queste fasi, bisogna considerare anche tutto il processo riguardante la gestione della plastica e la produzione vera e propria del device che troviamo nei negozi. I dettagli appena ricordati possono essere visti come un vero e proprio atto di accusa nei confronti di produttori degli hardware e dei software, per non parlare delle <strong>compagnie telefoniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Queste realt\u00e0, con strategie di marketing che sono sotto gli occhi di tutti da tanti anni, impongono la sostituzione del proprio device quando va bene ogni due anni, anche se il vecchio apparecchio potrebbe essere utilizzato ancora. Degna di citazione \u00e8 anche l&#8217;<strong>obsolescenza programmata<\/strong>, un altro aspetto importante che contribuisce notevolmente al peggioramento della corrispondenza tra informatica e inquinamento.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto, l&#8217;utilizzo dello smartphone ha un impatto ambientale minore rispetto alla produzione. Non bisogna per\u00f2 sentirsi completamente assolti dal momento che, ogni volta che si manda un messaggio o si scarica un contenuto, da qualche parte del mondo \u00e8 in funzione un <strong>server assetato di energia.<\/strong><\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare allora? Un modo per migliorare la situazione riguardante informatica e inquinamento riguarda l&#8217;<strong>alimentazione dei server con energie rinnovabili<\/strong>. Molto utile pu\u00f2 essere anche la scelta di costruirli in modo da sfruttare le differenze di temperatura per i processi di raffreddamento.<\/p>\n<p>Ovviamente conta tanto anche la scelta del singolo utente, che pu\u00f2 decidere di <strong>tenere lo smartphone per un lasso pi\u00f9 ampio<\/strong> di tempo ed evitare di acquistare l&#8217;ultimo modello anche pochi mesi dopo aver comprato il proprio device.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-8070\" data-postid=\"8070\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-8070 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il binomio informatica e inquinamento non \u00e8 certamente il primo a cui si pensa quando si parla di fattori problematici per l\u2019ambiente. Gli aspetti che vengono in mente riguardano piuttosto i combustibili fossili, i trasporti o la filiera produttiva dell&#8217;energia elettrica. 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