{"id":8747,"date":"2018-12-21T07:30:57","date_gmt":"2018-12-21T06:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unilab.eu\/?p=8747"},"modified":"2021-04-14T03:51:33","modified_gmt":"2021-04-14T01:51:33","slug":"struttura-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unilab.eu\/it\/articoli\/coffee-break-it\/struttura-it\/","title":{"rendered":"Struttura IT: come ottimizzarla"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>ottimizzazione della struttura IT<\/strong> \u00e8 oggi esigenza di tantissime strutture aziendali. Per concretizzarla bisogna considerare alcuni passi specifici, partendo dalla virtualizzazione di hardware e software, che consente di distribuire meglio i carichi di lavoro in azienda, ma anche di ridurre i costi energetici.<\/p>\n<p>Si prosegue con la scelta del sistema operativo. Non \u00e8 raro notare come molti imprenditori trascurino questo secondo aspetto, utilizzando device che funzionano con sistemi come <strong>Windows XP<\/strong>. Tale sistema operativo \u00e8 stato importante, ma ha ormai fatto il suo tempo e non \u00e8 certo il massimo dal punto di vista della sicurezza, dato che nel 2014 sono stati bloccati gli aggiornamenti da parte di Microsoft.<\/p>\n<p>La soluzione giusta prevede il ricorso a sistemi operativi professionali. Un esempio utile da citare \u00e8 <strong>Windows 10 Pro<\/strong>, che consente di concretizzare il collegamento a un dominio, ma anche di usufruire della connessione a Microsoft Azure Directory. Con un sistema operativo Home tutto questo sarebbe impossibile.<\/p>\n<p>Tra gli altri aspetti distintivi dei sistemi operativi pro, soluzioni ideali per una struttura IT di qualit\u00e0, \u00e8 possibile includere anche la possibilit\u00e0 di impostare criteri di gruppo sia a livello locale, sia a livello di server. Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 per\u00f2 la protezione garantita ai <strong>dati aziendali<\/strong>, oggi vero e proprio oro nero di qualsiasi business.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del Cloud<\/strong><\/p>\n<p>I passi da seguire per ottimizzare al massimo la struttura IT non finiscono certo qui. Per raggiungere questo importante obiettivo, \u00e8 necessario considerare pure il trasferimento sul <strong>Cloud<\/strong> dei dati aziendali.<\/p>\n<p>Oggi come oggi, i dispositivi di archiviazione di massa sono sia facilissimi da reperire, sia estremamente economici. Per capirlo basta pensare che, fino a pochi anni fa, un<strong> hard disk esterno da 1 Tb <\/strong>aveva un prezzo a dir poco alto. Adesso questa memoria \u00e8 addirittura bassa se si considera che la norma per le realt\u00e0 di business \u00e8 l&#8217;acquisto di hd da 2 o da 4 Tb.<\/p>\n<p>Economici e diffusi sono anche i <strong>Nas di rete<\/strong>, che garantiscono una protezione che non ha nulla da invidiare a quella di un server. Tra i loro servizi \u00e8 possibile ricordare il RAID su 2 o pi\u00f9 dischi, con alert in tempo reale sullo stato degli stessi.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 molto positivo, ma non deve far dimenticare il rovescio della medaglia: le <strong>memorie esterne <\/strong>sono soggette a degrado fisico e possono essere sottratte, con ovvi danni per il business aziendale.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, per ottimizzare la struttura IT e per tutelare al meglio i dati aziendali, \u00e8 sempre pi\u00f9 indispensabile rivolgersi a professionisti o a team in grado di offrire <strong>servizi verticali di Cloud e Storage.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 avere un piano di Disaster Recovery<\/strong><\/p>\n<p>Un ulteriore step da tenere in conto \u00e8 il piano di<strong> Disaster Recovery<\/strong>, ossia le misure da adottare per ripristinare la situazione iniziale in seguito a un danno ai sistemi informatici aziendali. Non bisogna assolutamente trascurare questo aspetto, in quanto anche un blackout pu\u00f2 procurare seri problemi.<\/p>\n<p>Ogni realt\u00e0 ha esigenze diverse per quanto riguarda i piani di Disaster Recovery. Si possono per\u00f2 individuare alcuni fattori comuni:<\/p>\n<ul>\n<li>l Ricorso a configurazioni ridondanti per tutti gli elementi critici;<\/li>\n<li>l Utilizzo di configurazioni ridondanti sia per i singoli dispositivi di rete, sia per i server;<\/li>\n<li>l Ricorso a <strong>funzioni di backup<\/strong> per la protezione dei dati e replica del suddetto approccio a intervalli regolari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In casi estremi, il piano di Disaster Recovery pu\u00f2 richiedere la creazione di una replica del <strong>Data Center aziendale<\/strong>. I due devono comunque essere allineati, cos\u00ec che, in caso di problemi, tutte le operazioni possano essere trasferite al Data Center gemello, mantenendo quindi la struttura IT sempre efficiente.<\/p>\n<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-8747\" data-postid=\"8747\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-8747 themify_builder tf_clear\">\n    <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ottimizzazione della struttura IT \u00e8 oggi esigenza di tantissime strutture aziendali. 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