Team di sviluppo: come costruirne uno solido
Quando si progetta la costruzione di un team di sviluppo solido, è necessario ragionare per step. Innanzitutto, è bene scegliere il manager giusto. La figura in questione deve avere confidenza sia con i meccanismi di gestione, sia con tutto quello che riguarda la parte tecnica.
Il passo successivo riguarda l’attenzione al cross training, da mettere in atto cercando di non esagerare. Lo scambio dei ruoli all’interno del medesimo team è molto importante in quanto permette ai singoli professionisti di acquisire esperienza fuori dal proprio ristretto campo di specializzazione. Essenziale rimane la già ricordata moderazione e il fatto di non soffocare quello che i singoli specialisti sono in grado di fare meglio.
Un altro step utile alla costruzione di un team di sviluppo di qualità riguarda il coinvolgimento degli altri dipendenti nei processi di assunzione. Un ottimo suggerimento al proposito può essere quello di sfruttare il network di chi già lavora in azienda per trovare professionisti in grado di fare la differenza come developer. In questo modo si eviterà di introdurre in squadra degli sconosciuti, con concreti vantaggi per quanto riguarda la forza dell’intero organico.
Essenziale è anche la connessione continua. Molto spesso le aziende hanno sedi geograficamente lontane. Quando non è possibile far incontrare di persona i vari team di sviluppo, è opportuno organizzare meeting periodici via Skype, così da aiutare i vari professionisti a relazionarsi tra loro.
Da citare è anche la trasparenza e il fatto di tenere gli ingegneri sempre informati in merito alle politiche dell’azienda relative a negoziazioni, vendite, acquisizione clienti. Un altro aspetto che può aiutare molto a costruire un team di sviluppo di valore riguarda la conoscenza tra i membri dello stesso e i colleghi di altri settori. In questo caso è cruciale l’iniziativa del Top Management, che può organizzare percorsi di team building al fine di cementare il rapporto tra le singole squadre che compongono l’organico aziendale.
Altri consigli
Proseguendo con i consigli pratici finalizzati alla costruzione di un buon team di sviluppo, si ricorda l’importanza di dare vita a gruppi della dimensione massima di 6 – 12 persone. In caso contrario, il rischio è che ne risenta la qualità della comunicazione.
Necessario è poi suddividere il gruppo intero in sotto-team di piccole dimensioni. Quale criterio utilizzare in questa fase? Le linee guida da seguire sono diverse. Si può prendere in considerazione il contesto tecnologico, ma anche la tipologia di servizio erogato. Se lo si ritiene opportuno, si può anche dividere il team di sviluppo in piccoli gruppi focalizzati su specifici progetti o settori di business.
Una volta definiti questi aspetti, possono rivelarsi molto utili alcune linee guida del Manifesto Agile, che sottolinea la rilevanza del rapporto fra team di sviluppo e committenti, senza prendere assolutamente in considerazione analisti e project manager.
Si tratta di un approccio che distrugge molti luoghi comuni, in primis l’immagine dello sviluppatore “chiuso” nella sua postazione di lavoro e pronto a ricevere indicazioni tecniche da parte di altri colleghi.
Il modello del Manifesto Agile ha chiaramente delle ripercussioni anche sulle modalità di lavoro del singolo team di sviluppo che, grazie al contatto continuo con il committente, non deve più impegnarsi a realizzare report consistenti e ha la possibilità di concretizzare variazioni rapide, con conseguente riduzione di colli di bottiglia e incomprensioni.
Per riuscire a mettere in atto tutto questo è però necessario che ogni sviluppatore conosca bene il dominio del problema su cui agisce, così da riuscire anche a proporre soluzioni tecnologiche innovative utili al business del cliente, che deve essere osservato mentre utilizza in prima persona il software.
