Streaming e dati: quanto consuma realmente?
I servizi di streaming musicale e di video sono cresciuti molto in questi anni anche sulla scia delle innovazioni in ambito domotico. Contraddistinti da un utilizzo immediato e dalla possibilità di scegliere abbonamenti freemium (gratuiti ma con funzionalità limitate), dovrebbero essere utilizzati sempre sotto connessione WiFi, onde evitare di consumare tutto il traffico dati in pochi giorni.
Siccome le reti WiFi non sono sempre disponibili, è utile conoscere la differenza di consumo dati tra contenuti video e musica. Nel secondo caso, la riproduzione può richiedere anche meno di un MB di traffico. A parità di durata, i video consumano indubbiamente di più. In entrambi i frangenti, la riproduzione ad alta definizione implica un consumo di dati più alto.
Diamo qualche numero
Considerando il caso specifico della musica in streaming, si può parlare di livelli di qualità di riproduzione che vanno da “bassa” ad “automatica”. Nel primo frangente si ha una media approssimativa di 24 kbit/s per quanto riguarda la velocità, il che implica un consumo di dati di una decina di MB all’ora.
Salendo di livello e considerando una qualità di riproduzione normale, si ha una velocità di 96 kbit/s, con un consumo di dati che si aggira attorno ai 45 MB per singola ora. La qualità alta prevede in media un consumo di 70 MB orari. Con la modalità automatica, invece, si ha a che fare con parametri che mutano a seconda della singola connessione.
I numeri in questione possono cambiare a seconda del brand che eroga il servizio di streaming. Nel caso della musica, ci possono essere piattaforme più energivore di altre, in grado di determinare un consumo di quasi 100 MB per singola ora di ascolto.
I player del settore mettono però a disposizione delle alternative utili per risparmiare dati, come per esempio la possibilità di disattivare la riproduzione in alta definizione. Si può anche sottoscrivere un abbonamento Premium, il che consente di scaricare e ascoltare offline sia brani musicali, sia podcast.
Quanto consumano le piattaforme video?
Nel caso dello streaming video, facendo una media tra i numeri dei principali player ci si accorge che il consumo medio per un’ora di contenuti riprodotti a bassa qualità è leggermente superiore ai 200 MB. Si tratta di una stima approssimativa, in quanto la situazione cambia di provider in provider.
C’è chi con una riproduzione di bassa qualità garantisce un consumo compreso tra 0,3 e 0,7 GB orari e chi, invece, in modalità di risparmio dati si aggira attorno a 0,15 GB di traffico (sempre a singola ora). Scegliendo una qualità più alta (Ultra HD), si può arrivare a oltre 7 GB orari di consumo per singolo dispositivo. Anche nel caso dello streaming video è possibile usufruire della modalità automatica, con il sistema che sceglie la qualità più adatta a seconda della connessione.
Dai dati in questione si evince come il video in streaming consumi molto di più rispetto ai contenuti musicali. Differenti sono anche gli standard di compressione dei dati. Per evitare problemi è consigliabile non solo usufruire dei contenuti sotto rete wireless, ma anche leggere con attenzione le diverse possibilità a disposizione per quanto riguarda la qualità di riproduzione.
I player del settore sono infatti molto trasparenti in merito e le pagine di supporto dei loro siti ufficiali sono una fonte efficace. Capita pure di trovare le specifiche in merito espresse in GB, il che semplifica notevolmente la valutazione finale.
Un accorgimento semplice e utile è anche la disattivazione della riproduzione musicale quando lo smartphone non risulta connesso a una rete WiFi. Da ricordare è infine che alcuni provider vengono incontro agli utenti che usufruiscono di streaming video disabilitando la riproduzione HD in caso di connessione con traffico dati.
