Usability Test: l’importanza di testare la User Experience
Quando si parla di Usability Test, si inquadra una serie di metodologie che, studiando il comportamento degli utenti reali, si pongono il fine di migliorare la fruibilità di un sito web. In fase di test di usabilità si lavora su diversi fronti e partendo dall’identificazione di criticità e colli di bottiglia nell’interfaccia; in tal modo, è possibile apportare le dovute correzioni dal punto di vista del design. Essenziale è capire sempre come ragiona l’utente. Solo così, infatti, sarà possibile comprendere le sue reali difficoltà e impegnarsi a risolverle in sede di progettazione.
Lo schema dei test prevede che il comportamento di ogni utente venga osservato in maniera specifica e non in contesti di gruppo. Inoltre, è necessario che i compiti assegnati siano gli stessi per ogni persona che partecipa alla procedura di testing. Quelli appena descritti sono tratti comuni a tutte le tecniche di Usability Test. Esistono anche altre peculiarità, che variano però a seconda delle specifiche del progetto.
Cos‘è il test sperimentale?
Nell’ambito delle procedure di Usability Test, è possibile individuare diverse metodologie. Il test sperimentale è la più rigorosa. Estremamente complessa, parte con l’identificazione di tutte le variabili coinvolte nell’interazione del singolo utente con il sito. A seguito di un reclutamento di soggetti su base campionaria, prevede la concretizzazione di un vero e proprio esperimento scientifico, con controllo delle variabili coinvolte e tentativo di falsificazione di una determinata ipotesi.
I dati sperimentali ottenuti vengono poi misurati. Quelli rilevanti vengono successivamente raccolti ai fini della misura della variabile che si intende controllare, per arrivare infine a un’analisi statistica. La metodologia del test sperimentale prevede il coinvolgimento di gruppi di 12 – 30 soggetti.
Il test semplificato
Un altro approccio metodologico agli Usability Test è il test semplificato. In questo caso, lo scopo primario è quello di ottenere indicazioni relative agli elementi dell’interfaccia che ostacolano una corretta fruizione del sito da parte dell’utente medio. Si tratta di una versione semplificata della metodologia sperimentale e di una procedura che richiede:
- Presenza di un’interfaccia con funzionalità parziale. In alternativa, si può ricorrere a dei bozzetti del sito;
- Elenco corposo di compiti da assegnare ai partecipanti al test;
- Sede tranquilla e caratterizzata da una connessione simile a quella utilizzata dall’utente medio;
- Osservatore professionista in grado di condurre il test mettendo a proprio agio i partecipanti ma senza influenzarne le azioni.
Le sedute di testing possono essere registrate, anche se la presenza delle telecamere è spesso sconsigliata in quanto può arrecare disagio agli utenti. Viene invece richiesta la registrazione audio nei casi in cui si ricorre alla cosiddetta tecnica Thinking aloud, che prevede l’esplicitazione vocale dei processi cognitivi nel momento stesso in cui avvengono.
Quale metodologia scegliere?
Nel mondo web, la prima di queste metodologie viene usata pochissime volte. Il motivo riguarda i costi elevati e la concentrazione su pochissime variabili. Il test semplificato garantisce molte più soddisfazioni, dal momento che è in grado di palesare aspetti anche molto creativi su come le persone interagiscono con l’interfaccia dei siti internet.
Fondamentale per un buon risultato è non considerare dettagli come i comportamenti (spesso involontari) finalizzati a compiacere lo sperimentatore. Per quanto riguarda i costi, si ricorda che variano sulla base di diversi fattori ma che sono comunque sostenibili. Interessanti sono soprattutto i ritorni garantiti, che permettono di identificare problemi specifici evitando di portarseli dietro fino alla messa online del sito, con danni potenzialmente più onerosi rispetto a una procedura di Usability Test.
