I 30 anni del World Wide Web: come si è evoluto il “www”
Nel marzo 1989, l’ingegnere informatico Tim Berners-Lee partorì un’idea che rivoluzionò il mondo. Stiamo parlando del World Wide Web, rete ipertestuale basata sul protocollo http e navigabile attraverso un browser. Tutto è nato al CERN di Ginevra (qui sono partite le celebrazioni per il trentennale nel marzo di quest’anno), con la decisione di mettere per iscritto la proposta per la creazione di un sistema in grado di garantire la condivisione di informazioni tra diversi computer in maniera semplice e rapida.
Con il documento “World Wide Web: Propoposal for a HyperText Project”, Berners-Lee dotò la rete internet, nata negli anni Settanta a partire da investimenti molto consistenti in campo militare, di una interfaccia universale. Questa risultò fin da subito estremamente intuitiva e semplice da utilizzare. Ogni utente aveva infatti la possibilità di pubblicare informazioni, ma anche di collegarle tra di loro attraverso link ipertestuali.
Quattro anni dopo, ossia alla fine del 1993, solo l’1% del traffico internet riguardava il web. Guardando ai numeri del 1994 si nota però una situazione molto diversa, caratterizzata dalla presenza di oltre dieci milioni di utenti e di circa diecimila siti.
Molto più di una innovazione tecnologica
Quando si parla del World Wide Web, è necessario ricordare che questa invenzione va ben oltre alla innovazione tecnologica. Molto importante è anche l’idea di base, ossia la volontà di costruire un network decentralizzato libero, gratuito e privo di enti preposti al controllo. Il progetto iniziale del “www” prevedeva il fatto che le persone lo utilizzassero per scambiarsi informazioni e per mettere in atto forme di collaborazione finalizzate alla risoluzione di problemi.
Questa impronta ottimista e leggermente utopica ha fatto parte del DNA del web per diversi anni. Il punto di svolta al proposito è stato senza dubbio la nascita del web 2.0, che ha scardinato i principi delle origini contribuendo alla nascita di un ecosistema profondamente diverso rispetto a quello elaborato nelle stanze del CERN di Ginevra alla fine degli anni Ottanta.
Come è cambiato il web nell’ultimo ventennio
Negli ultimi venti anni, lo scenario del World Wide Web è mutato profondamente. Ciò è accaduto soprattutto a causa dell’aumento di popolarità e di centralità di colossi legati al mondo dei motori di ricerca, dei social network, dell’e-commerce. Il loro affermarsi ha aperto delle grosse falle per quanto riguarda la gestione ottimale della privcay e della sicurezza dei dati, spesso raccolti senza le dovute autorizzazioni da parte degli utenti e utilizzati a fini commerciali, politici e di spostamento dei consensi elettorali.
Questi mutamenti di dimensioni immani e le loro conseguenze (una su tutte è lo scoppio dello scandalo Cambridge Analytica) sono stati ovviamente commentati dall’ideatore del World Wide Web. Intervistato durante un incontro pubblico organizzato da una celebre testata statunitense, Berners-Lee ha paragonato lo stato attuale della sua creatura a quello di una piattaforma in cui dilaga l’epidemia della disinformazione e della violazione della privacy personale.
Oggi 64enne, il papà del web ha quindi deciso di avviare due progetti finalizzati a risolvere i suddetti problemi. Il primo prende il nome di “Contract for the Web” e può essere definito come un codice etico che si propone un ritorno ai valori originali che hanno portato alla nascita del “www”. Al centro dell’idea troviamo il fatto che la rete debba essere indipendente, neutrale e in grado di veicolare informazioni in ogni lingua. Il secondo progetto si chiama invece “Solid” e si tratta di una piattaforma che si pone lo scopo di aiutare gli utenti a gestire meglio il controllo dei propri dati personali.
