La Banca al tempo dei social: come far fronte al futuro con un’app?
La banca provvista di app è ormai un must. I clienti degli istituti di credito chiedono a gran voce di poter gestire i propri conti comodamente seduti sul divano, utilizzando il proprio smartphone senza la necessità di fare lunghe file.
Non è un caso che il numero di banche che forniscono servizi di home banking sia in continua crescita già da qualche anno. Questo servizio, però, non è solo frutto della volontà di migliorare il rapporto con i clienti (facilitando loro le operazioni più classiche), ma è anche un modo per gli istituti di esplorare un mercato a essi ancora sconosciuto come quello online.
Banche online e la minaccia dei colossi del web
Il potere finanziario dei colossi del web è in rapida ascesa, tanto da spingere i big a trovare interessante l’espansione verso altre realtà (in particolare quelle del banking). Il meccanismo evolutivo è già stato messo in moto e i primi esperimenti a livello finanziario si possono già vedere in alcuni mercati (come quelli americani e cinesi).
Sono molte le società del web che hanno mostrato la volontà di lavorare per costruire un servizio di banking ai propri clienti, integrandolo con quelli già offerti. E questo sta facendo correre ai ripari gli istituti di credito tradizionali.
La minaccia è estremamente concreta e se verrà realizzata su larga scala, sarà quasi impossibile competere con colossi del genere. Anche se le banche hanno app di nuova generazione capaci di offrire un buon numero di servizi, non avranno mai il pacchetto di big data dei grandi del web.
Reperire informazioni sui propri clienti è facile per questi colossi, visto che ogni giorno lavorano e impostano strategie proprio sull’analisi dei big data. Ecco perché diventerà altrettanto facile per loro realizzare servizi su misura (magari integrati in quelli che già offrono), con sconti vantaggiosi o addirittura con alcuni tipi di prestazioni gratuite.
I sondaggi mostrano che buona parte delle persone sarebbe interessata a provare i servizi di banking gestiti dai grandi del web, affidando loro i propri risparmi, senza alcun timore. L’idea di avere questo tipo di servizio integrato nel proprio social network preferito o nell’e-commerce di fiducia, è un incentivo non da poco (complice anche la reputazione online della società, molto più cristallina rispetto alle banche tradizionali).
Come possono prepararsi al futuro le banche?
Tentare di competere sullo stesso terreno dei colossi del web sarebbe piuttosto azzardato per le banche. Le strategie di mercato si basano sull’analisi dei dati e non ci sarebbe modo (nemmeno per il più rinomato istituto di credito del mondo) di raggiungere i big data a disposizione di tali società.
La banca, oltre a creare app dedicate funzionali e ricche di opzioni, dovrebbe anche puntare sull’esclusività di certi servizi finanziari premium. Creare pacchetti personalizzati per il cliente, in base alle necessità e alle possibilità di rimborso potrebbe essere un buon punto di partenza.
Anche ridare importanza agli spazi fisici (adibendo aree tranquille in cui le persone possono tornare a confrontarsi fra loro e rivoluzionando l’attuale immagine asettica del binomio banca/cliente) aiuterebbe i clienti a valutare più serenamente il rapporto con i propri istituti di credito.
L’avanzata dei colossi del web è pressoché inarrestabile: in pratica non si tratta più di “se”, ma di “quando” essi giungeranno ai mercati finanziari. Anche se la differenza in termini di risorse è impareggiabile, le banche tradizionali avranno comunque ancora la possibilità di giocare la loro partita, se sapranno valorizzare al meglio i pacchetti di offerte rendendoli interessanti e unici.
