I 12 anni (ormai compiuti) dell’Hashtag: come un simbolo ha cambiato la comunicazione
Il simbolo dell’hashtag (o cancelletto in italiano) ha compiuto ormai 12 anni e ha letteralmente rivoluzionato il mondo della comunicazione digitale. Si tratta di uno dei fenomeni più importanti dell’ultimo decennio, soprattutto perché è stato in grado di cambiare i modi di interagire online fra gli utenti.
La sua rilevanza è talmente considerevole da aver influenzato addirittura il modo di fare marketing sui social network, introducendo nuovi metodi per promuovere prodotti, aziende e brand. Questo carattere semplice e immediato è stato a tutti gli effetti una vera e propria evoluzione della comunicazione stessa.
Come è nato l’hashtag
La nascita dell’hashtag è attribuita a Chris Messina: un utente di Twitter che, il 23 Agosto 2007, ebbe per primo l’idea di utilizzare il simbolo “#” per raggruppare le conversazioni legate a un determinato argomento. Il primo hashtag della storia fu #BarCamp.
L’idea piacque talmente tanto agli utenti del famoso social network che in breve tempo il cancelletto ne divenne un simbolo ufficiale e imprescindibile. Con questo nuovo strumento rintracciare e seguire conversazioni specifiche diventò estremamente facile e immediato (motivo che spinse anche altre piattaforme ad adottarlo).
Oggi l’hashtag è presente praticamente su ogni social network e non solo. Le persone lo utilizzano per seguire conversazioni relative alle loro passioni, per mantenersi informate su un determinato argomento, ma anche come mezzo promozionale di ideologie e pensieri.
Per festeggiare i 12 anni dell’hashtag e l’enorme influenza che esso ha avuto sulla società moderna, Twitter ha creato addirittura una particolare emoji e promosso il trend #hashtagday.
L’hashtag nel marketing
Oltre al modo di comunicare, l’hashtag ha cambiato e amplificato le metodologie per fare marketing. Un utilizzo sapiente di questo importante strumento di comunicazione permette alle aziende di promuovere efficientemente i propri prodotti e servizi, oltre che di selezionare in maniera accurata il target verso cui puntare.
Sfruttando i cosiddetti tag channels è infatti possibile ottenere una maggiore visibilità, così da creare una fidelizzazione certa da parte dell’utenza. In aggiunta a ciò, è anche possibile avere un controllo più dinamico sulla brand raputation aziendale, poiché è sufficiente cercare l’hashtag relativo al brand per conoscere le opinioni del pubblico.
L’uso del cancelletto nel marketing deve essere attento e pertinente. Pur essendo presente su ogni social, la sua influenza e la sua efficienza sono fortemente dipendenti dalle abitudini dell’utenza di una specifica piattaforma. In Facebook, ad esempio, servono pochi hashtag ben selezionati, mentre su Instagram se ne possono tranquillamente impiegare anche una decina (purché inerenti all’argomento trattato).
Gli hashtag in Italia
Anche in Italia l’hashtag ha avuto un enorme successo, seppur un po’ in ritardo rispetto ad altri Paesi. L’impiego del cancelletto da parte degli utenti italiani è legato alle tematiche cardine che da sempre contraddistinguono il nostro Paese: politica, intrattenimento e calcio.
La televisione (grazie anche alle smart TV) è divenuta via via più interattiva e l’impiego degli hashtag per votare il proprio cantante preferito, per sostenere la propria squadra del cuore o per dare spazio a un’ideologia politica è ormai la norma.
A questi si aggiungono poi gli hashtag per la promozione di messaggi sociali importanti. Di grande successo sono quelli relativi ai problemi legati al clima, all’emancipazione femminile o ai diritti per le coppie omosessuali.
Essere testimoni dell’evoluzione della comunicazione (grazie a un simbolo così semplice) è davvero affascinante e aiuta a comprendere come anche le idee più piccole siano in grado di portare enormi cambiamenti.
