Lavoro: ridurlo a 4 giorni rende davvero più produttivi?
Ridurre il lavoro a 4 giorni alla settimana è un’idea che alletta molti dipendenti. Tutti vorrebbero avere più tempo libero e ricevere addirittura un giorno bonus di riposo, senza modifiche allo stipendio o al piano ferie.
Per quanto possa sembrare irrealizzabile, è ciò che è successo in Giappone, grazie a un interessante esperimento sociale messo in atto da Microsoft: un’azienda che non rischia grossi danni per qualche giorno di lavoro in meno e che con il suddetto test ha prodotto dei risultati incredibilmente interessanti.
Come si è svolto l’esperimento di Microsoft
L’originale test proposto dall’azienda di Redmond ai dipendenti della propria sede giapponese si intitolava: “Work life choice challenge – summer 2019”. L’idea era quella di ridurre la settimana lavorativa da 5 a 4 giorni in totale, lasciando quindi un giorno di riposo extra.
La peculiarità era che né stipendio né piano ferie sarebbero stati modificati. In pratica si sarebbe lavorato per meno tempo senza subire alcuno svantaggio economico. La proposta ha subito conquistato i 2.300 dipendenti coinvolti, che hanno accettato di buon grado la sfida lanciata dall’azienda.
Anche se si sospettava che una settimana con solo 4 giorni di lavoro avrebbe potuto mettere ulteriormente sotto pressione i dipendenti (a causa del poco tempo disponibile per concludere i vari incarichi), i risultati della prova sono stati stupefacenti.
Cosa è emerso dal test del lavoro a 4 giorni
Alla conclusione del mese di Agosto, quando si sono esaminati i dati sulla produttività del periodo soggetto al test, si è notato un incremento della produzione del 40%. I lavoratori sono stati in grado di produrre molto di più pur avendo avuto meno tempo a disposizione.
Questo è da imputarsi a diversi fattori. Il primo è riconducibile al maggior tempo libero garantito dal giorno di riposo extra. Avere la possibilità di rilassarsi dedicando il giusto tempo ad attività ricreative o alla vita privata, aiuta enormemente la concentrazione.
L’incremento di produzione, però, è stato aiutato anche da alcuni cambiamenti nella routine aziendale. Le riunioni faccia a faccia, ad esempio, sono state ridotte a un massimo di trenta minuti, privilegiando le interazioni via mail o attraverso le piattaforme digitali per la gestione del lavoro in team.
In conclusione si può asserire che: una gestione intelligente del tempo garantisce una migliore prestazione sul posto di lavoro. Si ha inoltre una riduzione della perdita della concentrazione e si evitano rallentamenti di sorta.
Non solo i dipendenti possono trarre vantaggi dal lavoro a 4 giorni
Il personale coinvolto nell’esperimento della settimana del lavoro a 4 giorni ha espresso un gradimento quasi unanime, con oltre il 92,1% di assensi per la nuova impostazione dell’orario. Ma, come è possibile osservare dai risultati, anche l’azienda stessa ha beneficiato del test.
Oltre alla già citata produzione aumentata del 40%, sono state segnalate rispettivamente:
- una diminuzione nei costi di energia elettrica (dovuti al giorno extra di inattività);
- e una riduzione dei consumi di carta stampata (grazie anche ad un maggior impiego delle tecnologie digitali).
Questo peculiare test ha dimostrato che, nelle giuste condizioni psicofisiche, i dipendenti possono essere in grado di dare molto di più, anche con tempistiche ridotte rispetto alla norma. Microsoft ha già annunciato ulteriori esperimenti per il lavoro a 4 giorni, che verranno effettuati nei prossimi mesi.
Se questo approccio dovesse essere preso in considerazione da altri colossi dell’economia mondiale, potrebbe diventare l’inizio di una vera e propria rivoluzione per il mondo del lavoro.
