Sanità ed evoluzione IT: cosa deve cambiare
Il concetto di interoperabilità fra IT e sanità sta acquisendo un valore sempre più importante. Implementare le tecnologie di informazione al sistema sanitario è un obiettivo che può e deve essere raggiunto, per migliorare la qualità dei servizi offerti e facilitare la ricerca scientifica.
Un sistema standardizzato di raccolta dei dati sui pazienti, storie cliniche, esami ecc., può fare concretamente la differenza. Gli ostacoli, però, sono ancora molti e il percorso è irto di sfide, ma con una collaborazione globale dei diversi organi coinvolti sarà possibile superarle.
Il programma di Value in Healthcare
Le ultime stime sui dati degli investimenti in ambito sanitario (fatti a livello globale) raccolte dal World Economic Forum sono preoccupanti. Dei 5.730 miliardi di euro destinati a farmaci, servizi e attrezzature, circa il 30-50% viene sprecato o mal gestito.
Il problema è mondiale, con nazioni che vanno leggermente meglio di altre, ma le differenze sono così minime da essere quasi irrilevanti. Nasce quindi il progetto Value for Healthcare, che si prefigge l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio sanitario e degli investimenti, attraverso l’implementazione di tecnologie informatiche avanzate e uguali per tutti.
Il programma per coniugare IT e sanità si sviluppa su tre punti fondamentali e ha ottime possibilità di realizzazione. Se i governi e le multinazionali più influenti troveranno un terreno comune e decideranno di aprirsi a una reale collaborazione, i risultati non tarderanno ad arrivare.
- Il primo passaggio prevede la creazione di una guida utente destinata ai responsabili delle istituzioni socio-sanitarie dei rispettivi paesi. In essa saranno contenuti alcuni punti chiave per migliorare la spesa e gli investimenti nei sistemi sanitari, utili per creare una solida base di partenza.
- Il secondo punto del programma si focalizza su una roadmap, che esplica come implementare i sistemi di informatizzazione e renderli standard. Questo permette una migliore gestione dei dati dei pazienti, grazie alla creazione di un enorme database globale destinato allo studio e alla prevenzione delle patologie.
- L’ultimo step prevede la collaborazione dei principali stakeholder (siano essi pubblici o privati) per agevolare la diffusione delle nuove tecnologie informatiche in ambito sanitario. Si deve promuovere la cooperazione scientifica tramite l’impiego e lo sviluppo di piattaforme comuni, accessibili da qualunque parte del globo.
Una visione utopistica e complicata da realizzare, ma che sta già riscuotendo un discreto numero di consensi nella comunità medica. Se si riuscisse a migliorare il misero 38% dei nuovi progetti realizzati in ambito sanitario (attraverso investimenti mirati e interventi decisi) il successo del programma sarebbe assicurato.
IT e sanità possono valorizzarsi a vicenda
Concretizzare i punti descritti nel progetto Value for Healthcare è imperativo se si desidera ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dei servizi sanitari globali. IT e sanità possono beneficiare enormemente l’uno dall’altro a patto che vengano correttamente integrati e sfruttati.
Si può immaginare un database mondiale in cui sono contenuti i dati di tutti i pazienti (rispettandone ovviamente la privacy), che renda facile da reperire cartelle cliniche, terapie, test clinici e tantissimi altri dati utili alla ricerca.
Avere più campioni da confrontare può cambiare il modo di affrontare una patologia e offrire nuovi spunti per la prevenzione. Le diagnosi possono diventare più semplici e immediate, riuscendo a salvare un maggior numero di vite grazie a interventi più precisi e rapidi.
Ogni nazione può trarre giovamento da questo nuovo approccio più tecnologico alla sanità. Vale quindi la pena fare un tentativo di collaborazione per migliorare la vita e la salute di tutti.
