Covid-19: Come i tecnici HVAC possono impedirne la diffusione
I tecnici HVAC contro la diffusione del coronavirus hanno adottato alcune strategie efficaci, che tutte le aziende con impianti di aerazione dovrebbero considerare: tali soluzioni sono spesso semplici e capaci di ridurre in maniera drastica il rischio di contaminazione sul posto di lavoro.
Il Covid-19 è caratterizzato da una propagazione molto rapida, che avviene tramite contatto diretto con le secrezioni respiratorie dei contagiati. Il virus contenuto nelle loro goccioline di saliva può essere liberato nell’aria con starnuti o colpi di tosse e trasportato dai sistemi di ventilazione.
Trasmissione per via aerea del coronavirus
Una delle domande principali che vengono poste ai fornitori e ai tecnici HVAC sulla diffusione del coronavirus, è se essa possa avvenire anche attraverso i sistemi di ventilazione. La risposta data dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si basa sullo studio della natura stessa del virus.
Per sopravvivere, il coronavirus ha bisogno di un ambiente umido che lo protegga, come quello dei polmoni. Le particelle del virus in questione sono tuttavia molto pesanti, quindi la loro propagazione per via aerea è limitata a brevi distanze (stimate intorno a uno-due metri circa).
Lo studio non esclude comunque la possibilità che alcune di esse possano viaggiare più lontano, spinte proprio dai sistemi di ventilazione all’interno degli edifici. È in questo frangente che i tecnici HVAC giocano un ruolo fondamentale nella lotta contro la diffusione del patogeno.
I migliori metodi di prevenzione per i sistemi HVAC
I sistemi di prevenzione adottati dai tecnici HVAC per il controllo del contagio da coronavirus, sono più o meno i medesimi previsti dallo standard per la lotta ai patogeni a diffusione aerea. Si parla quindi di impianti di ventilazione a norma, di filtri ad alta efficienza e di irradiazione UV.
Un impianto di ventilazione ben controllato può aiutare concretamente a ridurre il rischio di contagio. In particolare, se si fa ricorso all’aria esterna piuttosto che far ricircolare l’aria da uno spazio all’altro, è possibile limitare di molto la trasmissione delle particelle infette.
I filtri sono importanti per il corretto funzionamento di qualunque sistema di ventilazione. Per fare fronte all’emergenza attuale, tuttavia, è consigliabile aggiornare gli impianti con filtri ad altissima efficienza HEPA – EPA. Si tratta di filtri largamente impiegati in ambienti come le camere bianche o clean room, che si sono dimostrati efficienti nel bloccare particelle nocive e altri tipi di virus. Va però sottolineato come essi non bastino a garantire una protezione completa contro il Covid-19.
Il virus è infatti caratterizzato da dimensioni che si aggirano fra 0,06 e 0,14 micron, quindi pur venendo catturata una buona quantità di particelle alcune possono comunque riuscire a passare. Gli esperti assicurano che si tratta di una percentuale molto piccola, di cui bisogna però tenere conto.
Il metodo più efficace suggerito dai tecnici HVAC contro la diffusione del coronavirus, rimane l’irraggiamento tramite UV. I raggi ultravioletti risultano particolarmente distruttivi per microorganismi come virus e batteri, raggiungendo percentuali di purificazione pari al 99,9%.
Molti impianti HVAC fanno già largo uso dei cosiddetti sistemi germicidi UV. L’irraggiamento garantisce la disinfezione dei componenti che permettono il funzionamento dei sistemi stessi, sterilizzando le superfici dai patogeni pericolosi. Dato che i raggi ultravioletti si sono già dimostrati efficaci contro altre varianti di coronavirus, si pensa possano funzionare anche con il Covid-19.
