Ambiente e Covid: la pandemia ha migliorato il clima?
L’impatto sull’ambiente da parte del Covid sembra avere avuto conseguenze sia positive che negative: da un lato il lockdown forzato ha interrotto l’emissione di gas serra nell’atmosfera (in particolare nelle grandi città industrializzate), dall’altro ha dato la possibilità ad alcuni settori di aggirare le restrizioni sull’inquinamento previste dalla legge.
Il fatto che molti centri abbiano giovato effettivamente dell’assenza di veicoli sulle strade (facendo registrare livelli di inquinamento nell’aria ai minimi storici da oltre 30 anni) è un dato oggettivo. Ciò nonostante, mentre per ora ci si può limitare ad analizzare le situazioni locali, solo alla fine della pandemia si potrà dire con certezza se il coronavirus ha aiutato o meno il clima.
La riduzione delle emissioni può frenare il Covid
Secondo alcune osservazioni, sembra che il coronavirus (come altri patogeni) possa trovare nell’inquinamento atmosferico una vera e propria autostrada per accelerare la propria diffusione: non esistono studi scientifici adeguatamente approfonditi, ma è parere comune di molti esperti che la riduzione del particolato nell’aria diminuisca concretamente l’espansione dell’epidemia.
Un calo dello smog e delle particelle inquinanti più dense può indirettamente aiutare a combattere il Covid. Inoltre, un miglioramento del clima e della qualità dell’aria permette alle persone con problemi cardio-respiratori di attenuare le proprie vulnerabilità, normalmente aggravate dagli agenti inquinanti.
Il lockdown è sufficiente a curare il clima?
Come si è potuto osservare, i livelli di inquinamento nelle aree più industrializzate del mondo sono scesi drasticamente nel periodo del lockdown. In questo senso si può dire che l’impatto del Covid sull’ambiente ha avuto risvolti positivi, riportando i dati sulle emissioni a valori di molto sotto la norma.
Purtroppo però questi benefici sembrano essere di natura solo temporanea (non sufficienti quindi a risolvere il problema del cambiamento climatico in atto ormai dall’era preindustriale). Per migliorare davvero la situazione del clima servirebbero forti vincoli sull’uso dei carboni fossili e l’impegno di tutte le nazioni del mondo.
Qui si arriva all’altra faccia della medaglia del lockdown. Alcune industrie petrolifere statunitensi hanno approfittato della situazione d’emergenza per fare pressioni sul Governo. Con la scusa di rendere più agevole il superamento della crisi economica in atto, hanno chiesto una rimozione delle limitazioni sull’inquinamento previste dalla legge.
Questa concessione straordinaria è stata accordata, ma presenta molti punti oscuri. Innanzitutto non è stata fissata alcuna data di scadenza. Il provvedimento, infatti, dice che le industrie potranno ignorare le restrizioni fintanto che le violazioni saranno connesse (direttamente e indirettamente) alla pandemia. Tale dato però è molto aleatorio e difficile da dimostrare.
Un prolungamento indefinito delle suddette concessioni potrebbe vanificare del tutto gli sforzi fatti fino ad ora per arginare i danni all’ambiente e al clima. Come ulteriore conseguenza di questi permessi speciali concessi dall’amministrazione statunitense, potrebbe poi esserci un serio rischio per la salute dei cittadini.
Il Covid blocca anche la COP26
Un altro effetto indiretto sul clima da parte del Covid è rappresentato dal rinvio della COP26: l’annuale meeting delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, infatti, è una delle assemblee più importanti per la lotta contro l’inquinamento globale.
Nell’edizione che doveva tenersi a Glasgow (per ora rimandata al 2021), era prevista una discussione volta a risolvere i nodi cruciali relativi all’applicazione dell’articolo 6 dell’Accordo di Parigi. Inoltre, i Paesi coinvolti avrebbero anche dovuto presentare i propri piani nazionali per la riduzione delle emissioni (NDC).
Come anticipato precedentemente, in questo momento risulta difficile stabilire se l’impatto del Covid sull’ambiente possa essere classificato come positivo o negativo; tuttavia, il lockdown ha dimostrato davvero che, tagliando drasticamente le emissioni, il clima può ancora essere risanato.
