Phase-out HFC dal 2015 ad oggi: rifacciamo il punto
Il phase-out degli HFC (Freon o Idrofluorocarburi) è un provvedimento pensato per ridurre gradualmente l’impatto sullo strato di ozono dell’atmosfera, causato dai refrigeranti. Queste sostanze trovano largo impiego nei settori dell’HVAC, ma anche nella refrigerazione domestica e industriale (frigoriferi, freezer e refrigeratori).
Il problema è noto già da diversi anni, tuttavia, le prime misure per arginare il danno ecologico derivante dai refrigeranti sono state prese solo nel 2010. Nonostante gli HFC siano subentrati ai Clorofluorocarburi (CFC) e agli Idroclorofluorocarburi (HCFC) utilizzati fino a quel momento, il GWP (Global Warming Potential) di alcuni di essi è ancora troppo elevato.
F-Gas, il regolamento europeo per il phase-out degli HFC
La normativa F-Gas è uno dei principali piani d’azione adottati dall’Unione Europea, per limitare i danni causati allo strato di ozono. Il regolamento (entrato in vigore il 9 giugno 2014 e attivo dal 1 gennaio 2015) prevede una graduale eliminazione dal mercato dei refrigeranti con maggior GWP.
Il processo di phase-out degli HFC si propone di sostituire gli idrofluorocarburi più dannosi (fra cui R-23, R-508, R-507 e R-404) con soluzioni a basso GWP. Il piano, oltre alla messa al bando dei suddetti refrigeranti, prevede anche un riadattamento dei sistemi di condizionamento già in uso. A ciò, si aggiunge l’incentivo a sviluppare nuovi impianti basati su gas meno nocivi per l’ozono.
Tuttavia, questa transizione è di difficile attuazione e richiede molto tempo. La causa principale è da imputarsi alla difficoltà nel trovare gas che possano garantire alte prestazioni con un basso GWP. Il riadattamento degli impianti e la costruzione di nuovi sistemi rappresentano, poi, un importante investimento economico per le aziende (che non tutte possono sostenere).
Obiettivi della normativa F-Gas dal 2015 al 2030
Dato che la normativa F-Gas tiene conto di queste problematiche, si è scelto di strutturarla in diverse fasi. Ogni punto pone obiettivi ben specifici da raggiungere entro un determinato anno. In totale si parla di 15 anni (quindi fino al 2030) per diminuire concretamente l’effetto serra.
Il regolamento per il phase-out degli HFC prevede il ritiro dal mercato dei sistemi che utilizzano refrigeranti con determinati GWP, entro specifiche date. Ecco nel dettaglio il piano dal 2015 al 2030:
- dal 1 gennaio 2015 sono stati messi al bando tutti gli elettrodomestici che usano HFC con GWP superiore a 150;
- dal 1 gennaio 2020 si è vietata la vendita di refrigeratori e freezer a uso commerciale che impiegano refrigeranti con GWP superiore a 2500;
- dal 1 gennaio 2022 il provvedimento precedente si estenderà anche ai medesimi sistemi che usano refrigeranti con GWP superiore a 150;
- dal 1 gennaio 2020, inoltre, anche i condizionatori a uso domestico con GWP superiore a 150 sono stati vietati;
- dal 1 gennaio 2025 verranno proibiti i sistemi di condizionamento monosplit (contenenti meno di 3 chilogrammi di gas fluorurati) con GWP pari o superiore a 750.
Lo scopo di questa programmazione a quote ha l’obiettivo di raggiungere, entro il 2030, una riduzione delle immissioni del 21% rispetto al 2015. La disponibilità nei mercati di F-Gas per allora dovrebbe calare del 79%.
Ad oggi il phase-out degli HFC è arrivato circa a metà del percorso prestabilito dalla normativa F-Gas dell’UE. Nonostante i refrigeranti inquinanti siano stati notevolmente ridotti, si fatica ancora a trovare alternative soddisfacenti.
Le proposte tuttavia non mancano e i gas naturali a emissioni prossime allo zero (HFO) sembrano essere, per adesso, la strada migliore. C’è ancora molto da fare per concretizzare gli obiettivi fissati nel 2015, ma le nuove tecnologie in sviluppo sono promettenti.
