5g e bufale: quando le fake news danneggiano l’innovazione
Negli ultimi mesi le bufale sul 5G si sono susseguite con allarmante rapidità. Ad alimentarne la diffusione ha contribuito, tra le varie cose, anche il forzato stato di quarantena, generato dall’epidemia di Covid-19.
Milioni di cittadini bloccati nelle proprie abitazioni a causa del virus, hanno infatti scelto il web per documentarsi sulla pandemia, imbattendosi spesso in articoli poco veritieri e pronti ad associare erroneamente il 5G al coronavirus.
Le teorie complottistiche sulla relazione fra 5G e Covid-19
Di tutte le bufale sul 5G divulgatesi con il passare delle settimane, quella più preoccupante sostiene che le antenne utilizzate per la trasmissione a banda ultra larga dei dati rappresenterebbero il mezzo principale, grazie a cui il patogeno del Covid-19 si è propagato nell’ambiente.
Secondo fonti non ben identificate, il tutto sarebbe partito da un articolo comparso su un giornale belga. Nell’intervista rilasciata al quotidiano, uno scienziato avrebbe evidenziato la suddetta correlazione, facendo notare come a Wuhan (focolaio iniziale del coronavirus) ci fosse una massiccia presenza di antenne 5G.
La notizia, giunta alle orecchie di vari influencer sparsi in giro per il mondo, è rapidamente divenuta virale con le condivisioni nei social network, scatenando il panico degli utenti. Nonostante la correlazione fra 5G e coronavirus sia priva di qualunque logica o fondamento scientifico, si contano già danni ingenti a infrastrutture e compagnie telefoniche.
Il 5G è dannoso per la salute?
Prima di rispondere a questa domanda, bisogna analizzare con attenzione come le persone si sono approcciate alle nuove invenzioni nel corso della storia. L’ignoranza verso una tecnologia sconosciuta, da sempre, porta gli individui a temerne eventuali effetti collaterali.
Quando venne presentata la radio, ad esempio, si diffusero voci sulle possibili applicazioni militari delle onde con cui essa funzionava. Nacquero così ipotetici “raggi della morte”, capaci di attaccare a distanza i nemici. Oppure, osservando un passato più recente, si può ricordare la teoria per la quale i cellulari provocherebbero tumori a chi li utilizza.
Di volta in volta fake news e teorie complottistiche prendono forza, perché la maggior parte delle persone è sprovvista di competenze approfondite su certi argomenti e fatica a scindere le fonti vere dalle fonti false. Proprio a causa di ciò vengono frequentemente prese per affidabili notizie che nella realtà dei fatti sono assolutamente errate.
Dato che le bufale sul 5G non fanno eccezione, è importante rassicurare la popolazione, spiegando con chiarezza quanto questa tecnologia sia innocua per la salute dell’essere umano: secondo molti esperti (che hanno illustrato nel dettaglio il funzionamento della banda ultra larga), le onde emesse dalle antenne non sono diverse da quelle in cui ci si trova immersi ogni giorno, anche semplicemente camminando per strada.
Le conseguenze delle bufale sul 5G
L’aspetto più preoccupante delle bufale sul 5G è legato agli atti di vandalismo. Molte compagnie telefoniche (sia all’estero che in Italia) hanno riportato casi di danneggiamento alle proprie infrastrutture. I bersagli prediletti sono per lo più le antenne, spesso anche non direttamente legate al 5G.
Diffondere la paura tramite le fake news porta i soggetti più suscettibili a prendere iniziative sbagliate, che rischiano di arrecare ingenti danni economici. Fare informazione nella maniera corretta, supportandola con dati e testimonianze di esperti, è il modo migliore per combattere questi fenomeni.
Anche le persone comuni, nel loro piccolo, possono contribuire alla lotta contro le notizie false. Avvisare i parenti che condividono link tendenziosi, denunciare coloro che diffondo consapevolmente informazioni errate o segnalare l’abuso di piattaforme social per scatenare il panico, sono tutti ottimi metodi per aiutare la comunità.
