I trend HVAC nel settore Ferroviario
Il condizionamento dei treni è un aspetto controverso che, fino ad oggi, non ha mai tenuto in particolare considerazione elementi quali l’efficienza energetica degli impianti installati o il tipo di refrigerante impiegato. Le priorità, infatti, sono sempre state relative alle dimensioni, al peso, alla sicurezza e ai costi degli impianti stessi.
Con l’aggravarsi del cambiamento climatico e la comparsa di nuove norme contro l’inquinamento, tuttavia, anche le società che producono treni hanno dovuto adottare sistemi per la climatizzazione più green. Nonostante la sfida sia complessa e ulteriormente aggravata dalla mancanza di alternative a lungo termine (fondamentali per sostenere la longevità dei treni), si cercano comunque soluzioni.
Come sono cambiati i trend HVAC nel settore ferroviario
Le restrizioni su determinati refrigeranti imposte dal Green Deal europeo, stanno mettendo in difficoltà anche il settore ferroviario. I treni vengono di solito costruiti per essere in grado di durare almeno trent’anni e con essi anche gli impianti di climatizzazione installati al loro interno.
Se però il refrigerante utilizzato viene messo al bando e ritirato, è comprensibile come diventi difficile trovare delle alternative per rimpiazzarlo. Il cambiamento nei trend per il condizionamento dei treni è partito proprio dalle riformulazioni dei regolamenti sugli F-Gas, che hanno reso necessario revisionare i criteri di scelta degli impianti HVAC.
Non basta più che i sistemi occupino poco spazio o che siano leggeri ed economicamente vantaggiosi: ora devono essere costruiti in un’ottica lungimirante e funzionare con refrigeranti a basso GWP (così da allontanare il più possibile il rischio di un improvviso ritiro dal mercanto).
Trovare il giusto compromesso non è affatto facile, in particolare se si pensa che non tutti i treni operano nelle stesse condizioni climatiche. Ciò presuppone lo studio di soluzioni ad hoc, per ottenere il massimo dei risultati al miglior prezzo.
Un’analisi approfondita sulle alternative disponibili
In un breve articolo (consultabile a questo link), il noto portale Zerosottozero, ha riportato un’interessante analisi effettuata da alcune multinazionali, specializzate nella costruzione di mezzi per rotaia. Nel documento vengono prese in considerazione le possibili alternative nei trend attuali per il condizionamento dei treni.
Le conclusioni emerse sono esplicative di una situazione piuttosto complicata e instabile, che preoccupa molto i produttori. Di seguito il riassunto dei punti chiave su cui si è focalizzata la discussione:
- è stato confermato che il regolamento F-Gas ha avuto un enorme impatto sul settore ferroviario;
- oggi esistono refrigeranti sintetici largamente impiegati che, nel lungo periodo, potrebbero rappresentare un rischio, a causa del loro elevato impatto ambientale;
- mancano ancora alternative legate ai refrigeranti naturali per quanto riguarda il condizionamento dei treni. Sono attualmente in esame alcune soluzioni fra cui: CO2 e aria (anche se il rapporto peso – efficienza non è del tutto ottimale), idrocarburi (che hanno lo stesso grado di infiammabilità di altri refrigeranti in uso) e alternative più specifiche che varieranno in base alle future tecnologie e alle necessità dei singoli operatori;
- si valuta anche l’impiego di certe sostanze infiammabili, tipo: impianti a idrogeno, HFO e idrocarburi (al momento i più gettonati, grazie all’ampia applicazione che hanno avuto negli scorsi anni in ambito commerciale).
Come si può evincere dai dati del rapporto, le alternative sono scarse e nessuna di esse offre le soluzioni a lungo termine di cui il condizionamento sui treni ha bisogno. Vengono comunque esplorate tutte le possibilità, confidando nelle future tecnologie e, soprattutto, nei refrigeranti di nuova generazione ancora in fase di sviluppo.
