Data Center: perché il covid li ha resi ancora più importanti
I data center sono parte integrante delle infrastrutture dedicate alle telecomunicazioni di ogni Paese. Si tratta di nodi cruciali, in cui transitano milioni di informazioni al secondo che spaziano da semplici messaggi inviati tramite i canali social a dati sensibili e personali tipo quelli medici.
L’attuale pandemia di Covid-19 ha costretto privati e aziende a intensificare l’uso dei mezzi di comunicazione digitale, generando un carico di lavoro talmente forte da trasformare alcuni centri di dati in vere e proprie strutture critiche.
Il ruolo dei data center nella società
Nella società moderna, i data center costituiscono un aspetto ormai imprescindibile per il corretto funzionamento delle comunicazioni. Basti pensare all’amministrazione pubblica, che lavora ogni giorno con dati legati ai numeri delle carte d’identità elettroniche, agli archivi del Tesoro, al fisco, alla previdenza sociale, alla sanità o ai procedimenti giudiziari.
Anche le aziende stanno via via diventando interamente dipendenti dalla digitalizzazione e (di conseguenza) dall’efficienza dei data center, su cui transitano informazioni relative a produzione, distribuzione, ordini, spedizioni, ecc.
Nemmeno i privati cittadini sono estranei a tutto questo, perché (seppur talvolta inconsciamente) si interfacciano di continuo ai centri dati più disparati, ad esempio per inviare file da app di messaggistica e per fare acquisti via e-commerce.
Da quanto detto è piuttosto facile capire come oggi i data center rappresentino il fulcro di molteplici servizi. Pertanto, anche un singolo malfunzionamento o un’anomalia di tali infrastrutture può causare effetti a cascata di portata devastante, con una parziale o completa interruzione dei servizi stessi.
Data center e Covid-19
I lockdown imposti in tutto il mondo per arginare la diffusione del Covid-19 hanno mostrato l’effettivo valore dei data center. Essi stanno permettendo di fare cose come ricorrere a software di videoconferenza per restare in contatto con amici e parenti, adoperare piattaforme di intrattenimento per vedere i canali in streaming e sfruttare i programmi di smart working o DAD per lavorare e studiare da casa.
Il fatto che tutto ciò funzioni alla perfezione dipende in buona parte dalla possibilità di avere sistemi affidabili e capaci di rispondere velocemente all’incremento della domanda. Per rendere possibile questo, è necessario gestire al meglio l’intera infrastruttura digitale del Paese, dedicando ai centri di dati la stessa attenzione che si dedica a componenti tipo la rete elettrica, la rete di telecomunicazioni, i punti di scambio internet, ecc.
Anche se fino a questo momento non tutti i governi sono riusciti a rendere sufficientemente efficienti i sistemi nazionali, si sono comunque registrati nuovi progetti incentrati proprio sulla costruzione e sulla gestione di data center sempre più performanti e sicuri. Progetti che di riflesso stanno incrementando il lavoro di alcune società attive nel settore del freddo.
Le strutture che ospitano i centri di dati richiedono infatti un sistema di raffreddamento adeguato. Ciò è dovuto al fatto che le server farm (un complesso insieme di hardware su cui transita un flusso di dati continuo da e verso gli utenti) generano un elevato quantitativo di calore. Affinché non si verifichino malfunzionamenti o guasti, tali apparecchiature hanno quindi bisogno di mantenere la temperatura di lavoro entro certi limiti.
Nonostante la pandemia stia causando innumerevoli difficoltà a livello globale, i centri dati di nuova generazione vivono dunque un importantissimo periodo di sviluppo, che (ci si augura) avrà effetti positivi sull’intero ambito digitale.
